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L'ultima rosa d'autunno, questo il titolo della prima raccolta di poesie di Martina Gennusa
L'ultima rosa d'autunno, questo il titolo della prima raccolta di poesie di Martina Gennusa admin
admin - domenica, 13 dicembre, 2020
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di Salvatore Maurici


Leggendo la prefazione del bel libro di Martina Gennusa: L’ultima rosa d’autunno, rilevo con piacere una frase che condivido a pieno perché è anche una mia convinzione precisa da molti anni ormai: “Sono amici pazienti i libri, ci aspettano in piedi”… in attesa che noi troviamo il tempo di riprenderli in mano per immergerci nella lettura e continuare dall’ultima orecchietta lasciata là a vigilare o magari da un bel segnalibro colorato. Aspettiamo con ansia quel momento, noi lettori affezionati, nell’ansia di ridiventare uno dei personaggi con cui ci siamo identificati fin dal principio tra quelli creati dall’autore nel libro.

Un libro ci aspetta paziente, ci aspetta anche il libro che noi vorremmo scrivere pagina per pagina fino alla fine, quando finalmente lo possiamo stringere tra le mani, lo sfogliamo pensando alle tante pagine che abbiamo sacrificato, messe da parte per la prossima occasione. In quel momento rinnoviamo le mille emozioni che abbiamo vissuto, pensandolo e scrivendolo.

Martina Gennusa adesso ha realizzato il suo sogno, ed io, noi lettori, possiamo leggerlo, leggere i suoi sogni, le sue speranze.

A mia lu titulu ntrica nel senso che l’Autrice ci presenta una direttrice di marcia in cui muove i suoi versi. La rosa da sempre è bellezza, profumo di gioventù, è sensualità, una rosa che si avvia all’autunno sa che la sua giornata di splendore si va attenuando. L’aspettano i giorni grigi, il sole calante per questo i suoi boccioli, piccoli, sono più belli agli occhi di chi li guarda leggendo.

L’ultima rosa d’autunno è un vero tuffo nel mondo giovanile, dedicato: “Agli amici delusi, agli amici persi e mai ritrovati, agli amici delle birre smezzate, delle notti infinite, delle canzoni cantate a squarciagola in macchina, dei pomeriggi al mare…”.

Un mondo alla ricerca di se stesso. Della sua funzione vitale invischiata in una terribile nuvola ansiosa nel tentativo di capire quali potrebbero essere i sogni possibili, quelli che potranno avverarsi. In questa incertezza tipica del mondo giovanile si insinua e vi ristagna nell’anima del poeta, la paura della morte: “Accarezza i miei capelli sul calar dei soleprendimi il viso tra le mani e baciamibaciami ancora prima che sia troppo tardi”.

Ed allora il perdersi spesso brucia le esistenze nel timore che domani sia troppo tardi, tra: “Queste notti maledettesenza stelle e senza luna”, vive quel desiderio male appagato d’amore così lo si vuol vivere per: “Cogliere la rosa la mattinae disperderne i petali la sera”. Una vita che si priva del futuro, da bruciare in una esistenza brevissima, nella speranza che sbocci l’amore e la rosa e si consumi con un brusco tramonto.

Il titolo del libro suscita pensieri contrastanti come se l’Autrice già pensandolo volesse presentarci le due realtà in cui si muovono i suoi versi, la giovinezza, le sue energie e gli entusiasmi senza fine e la paura e l’incertezza del domani. La rosa da sempre è bellezza, profumo di gioventù, è sensualità, una rosa che si avvia all'autunno sa che la sua giornata di splendore si va attenuando. L'aspettano i giorni grigi, il sole calante per questo i suoi boccioli, piccoli sono più belli agli occhi di chi li guarda leggendo, così i suoi versi con l’imperativo: Tutto e tutto oggi.

Martina Gennusa, di Santa Margherita di Belice, diciottenne, è alla sua prima esperienza. Da sempre, amante della lettura, ama scrivere. Scrittrice a tempo perso ma sognatrice a tempo pieno.

 

 

                           
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