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La 'lavorazione all'uncinetto' del maestro Paolo Manno inaugurata a Montevago
Un omaggio alla donna nella rappresentazione del ciclo della vita
La 'lavorazione all'uncinetto' del maestro Paolo Manno inaugurata a Montevago admin
admin - domenica, 6 settembre, 2020
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di Joseph Cacioppo

 

Tradizione, cultura, impegno sociale e arte hanno trovano un momento di sintesi riuscito nella realizzazione del murales del maestro Paolo Manno sul muro di contenimento antistante il plesso scolastico “Ten. Giuffrida” di Montevago.

L’inaugurazione è avvenuta questa mattina alla presenza dell’autore, della sindaca Margherita La Rocca e dell’arciprete don Giuseppe Coppola.

Una cerimonia semplice, essenziale, dove a parlare più che le parole è stato il simbolismo delle immagine impresse sull’anonimo muro in cemento dal maestro margheritese Paolo Manno.

Tutto parte dalla tradizione, ormai in disuso, delle lavorazioni all’uncinetto. Il riferimento ovviamente è simbolico. Il punto di vista dell’artista è in antitesi a quello dell’Odissea.

Penelope tesseva e disfaceva la sua tela per temporeggiare in attesa del ritorno di Ulisse. La tela tessuta dallo “uncinetto” di Paolo Manno, invece, indica senza soste o inversioni il percorso della vita.

Un percorso che, attraverso la materializzazione di uno strumento simbolo del lavoro femminile, vuole rendere omaggio alla figura della donna.

Già il titolo dato all’opera d’arte: DNA, acronimo di Donna, Natura, Amore, mette a nudo l’omaggio reso dall’artista alla “altra parte” del mondo.

Paolo Manno non è nuovo ai giochi di parole. Ne è uno studioso.

E così l’opera tessile, frutto della lavorazione all’uncinetto, dispiega la funzione simbolica della struttura del DNA.

La tappe della “via crucis” del murales partono dalle mani della mamma che, come l’uncinetto che guida il filo nella sua lavorazione, sostengono la vita dei figli. Quelle mani di mamma che li aiutano a crescere e ad avviarsi alla vita.

E anche se Edoardo de Crescenzo (Mani) assegna tale ruolo all’altro genitore: “Il padre il bambino lo tiene per mano. C'è tutto il destino in un palmo di mano. Le mani, le mani che sanno parlare, che sanno guarire e che sanno pregare”, il senso del messaggio non cambia.

Le “tavole” del maestro Paolo Manno, proseguono il loro percorso di vita con i ruoli che si invertono: le mani dei figli sostengono quelli della mamma ormai anziana. E poi la “lavorazione all’uncinetto”, l’intreccio dei “fili del DNA” riparte dall’inizio. Un ciclo che si ripete da secoli.

La sindaca Margherita La Rocca ha ricordato che questo murales fa parte di un percorso già avviato con le cabine elettriche e che proseguirà con altri interventi coinvolgendo anche altri artisti.

L’arciprete don Giuseppe Coppola si è soffermato sulla lettera finale del titolo dell’opera: “A”, come amore.

                           
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