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Giuda santo subito? Da Amos Oz a Paolo Villaggio è partita la rivalutazione dell'apostolo
Il tradimento che portò alla nascita del Cristianesimo. Il mondo della cultura comincia a difendere l'operato di Iscariota
Giuda santo subito? Da Amos Oz a Paolo Villaggio è partita la rivalutazione dell'apostolo admin
admin - sabato, 20 giugno, 2020
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di Salvatore Maurici

 

La mia casa mi aspettava da tempo, aspettava che finalmente mi concedessi a lei, tutto! Anima, corpo spirito e non a spizzica e muddica, per ventiquattrore di fila e poi altre ventiquattro ancora. In questo mio luogo cittadino di delizie che in questi giorni, finalmente, ho riscoperto, seducente e maliziosamente ammiccante, ho deciso l’incontro con Amos Oz ed il suo “Giuda” (2014, Feltrinelli) che Simona mi sollecitava a leggere da tempo.

Alla solita stantia domanda: “ma a Chissu Iscariota cu cci ‘u fici fari?”, il libro risponde degnamente. Il chiarimento arriva anche a tutti coloro che continuano a portare avanti la tesi della selezione naturale portandoci ad esempio il gatto che da sempre copre i suoi bisognini. Dunque perché la selezione è avvenuta sono per questi educati gattini e per i gatti palermitani invece no?

Un complimento al libro? Solitamente in un’ora leggo una trentina di pagine, poi mi fermo e mi chiedo se vale la pena continuare, quando mi sono fermato avevo letto oltre sessanta pagine e non volevo smettere ancora.

Amos Oz è un apripista e come tale ha affrontato un problema fondamentale nella comprensione della storia della crocifissione di Gesù detto il Nazzareno. Risponde a domande che intere generazioni si sono poste: perché proprio Giuda è stato il predestinato a tradire il suo Maestro, sapendo di caricarsi sulle sue spalle un peso gravissimo che lo avrebbe portato al pubblico disprezzo dei credenti, ed era il più intelligente ed il più amato dal Maestro. Il libro da risposte esaurienti in merito.

Amos Oz (1939-2018), scrittore israeliano, voce importante della letteratura mondiale, è noto al pubblico del territorio visto che nel 2012 ha vinto il premio Giuseppe Tomasi di Lampedusa con “Il monte del Cattivo Consiglio”.

Già nel 2008, anticipando Amos Oz, Paolo Villaggio aveva provato a rivalutare la figura di Giuda ne “Storia della libertà di pensiero” (Feltrinelli). Tema ripreso due anni dopo, sempre da Paolo Villaggio, ne “Giudizio Universale” (2010, Feltrinelli), dove il padre di “Fantozzi” scrive: “La rivalutazione di Giuda è paradossale, ma molto seducente. Il Cristianesimo è basato soprattutto sull’umiltà e l’amore per il prossimo. Giuda, senza dubbio, era il più creativo degli apostoli, forse quello che aveva ispirato più profondamente la filosofia cristiana. Quando Gesù ha deciso che il modo più efficace per passare alla storia era il suo martirio ha sentito il bisogno di un traditore.

“Io sono il traditore!” disse Giuda durante l’Ultima Cena, “è il grande amore che ho per te che mi obbliga ad accettare il ruolo più tragico della storia del mondo. Nessuno capirà mai la grandezza di questo gesto. Io che ero destinato a diventare il delfino del figlio di Dio, sarò per sempre ricordato come Giuda, il traditore. Domani sera al Getsemani ti darò il famoso 'bacio di Giuda' per farti arrestare dai legionari dalla cintura siriana, e dirò in giro anche che ti ho venduto per trenta denari. Ma so che mai, passassero anche milioni di anni, nessuno capirà il vero senso di questo gesto. Ed è per sempre che, quando si vorrà giudicare una persona spregevole, si dirà: ‘È un Giuda!’”.

Anche se l’eco di Amos Oz è stata differente da quello di Paolo Villaggio, il fatto certo è che il mondo della cultura ha cominciato la revisione storica sul personaggio biblico.

Insomma siamo pronti ormai per dare l’ultima spallata e poi finalmente “Giuda santo” sarà una cosa fatta.

E poi, diciamo la verità, senza di Giuda e il suo “tradimento” e probabile che non ci sarebbe stata neppure la fede cristiana. O no?

 

 

 

 

                           
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