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Il Gattopardo, premio Strega 1959, entra a far parte del simbolismo massonico
Una loggia dell'OMTI di Santa Margherita di Belìce è stata intitolata al famoso romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa
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admin - domenica, 14 giugno, 2020
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di Joseph Cacioppo


Il Gattopardo, il titolo del famoso romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, ora è anche il nome di una Loggia massonica.

Della circostanza che l’autore de “Il Gattopardo” fosse fine conoscitore del mondo esoterico-iniziatico si trova traccia in un passaggio del suo famoso romanzo.

Che la sua famiglia avesse affinità con la Massoneria trova conferma nei simboli scolpiti sulla chiave di volta del portale di accesso al palazzo Filangeri-Cutò di Santa Margherita di Belice. Lo zio, fratello della madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Alessandro Tasca di Cutò (noto come “il principe rosso”), era massone. Come ampiamente documentato da Bent Parodi di Belsito.

Ma la riservatezza invocata dalle Obbedienze esoteriche ha tenuto in ombra il legame ombelicale tra il Gattopardo e la Massoneria. E’ mancata anche l’occasione per associare la “capitale della Massoneria del Belìce” a “Il Gattopardo”.

Basti pensare che per avviare l’operazione di assimilazione tra il vincitore del Premio Strega del 1959 e il Comune di Santa Margherita di Belice, non bastò il meritevole lavoro di ricerca e catalogazione svolto dallo storico locale Salvatore Scuderi. Ci vollero i quattrini messi a disposizione dei cosiddetti “Parchi letterari”. Un mare di soldi che invogliarono i sindaci a rivalutare quei letterati che in qualche modo erano collegati con il loro territorio. Nacque così il “Parco letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa”.

Ma i tempi non erano ancora maturi per accostare Il Gattopardo alla Massoneria.

Partì comunque lo slogan: Santa Margherita di Belice, terra del Gattopardo. Negozi, imprese e società si adeguarono e adottarono, per le loro attività, il titolo del romanzo.

Il Parco letterario portò all’Istituzione Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Nel consiglio di amministrazione dell’Istituzione, negli anni, sono stati presenti parecchi “Fratelli”. Anche il “premio letterario internazionale G. Tomasi di Lampedusa” si è avvalso della collaborazione di parecchi “Fratelli”.

Basti pensare a Bent Parodi, giornalista, scrittore, studioso del mito e della Tradizione, Grande Oratore Aggiunto del Grande Oriente d’Italia. Bent Parodi dal 1984 al 2009 ha presieduto, fino alla sua morte, la Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella. I Piccoli erano cugini di Lampedusa.

Nel consiglio di amministrazione della Fondazione Piccolo siede anche Alberto Samonà, l’attuale assessore regionale ai beni culturali e all’identità siciliana. Samonà ha prima negato e poi ammesso di essere stato iniziato.

Bent Parodi, tra l’altro, è stato ricordato durante la cerimonia di “consacrazione” a Santa Margherita di Belice, della casa massonica della loggia “Dedalus” del Grande Oriente d’Italia, la maggiore obbedienza italiana.

L’occasione per fare il grande passo, e associare esplicitamente Il Gattopardo alla Massoneria, è stata la scissione avvenuta nell’aprile 2017 all’interno della Gran Loggia d’Italia (GLDI).

Alcuni mesi dopo la scissione, Luigi Pruneti e il suo gruppo di fedelissimi, tra i quali figura l’ex Delegato Magistrale per la Sicilia Gaspare Valenti, diedero vita ad una nuova Obbedienza, l’Ordine Massonico Tradizionale Italiano (O.M.T.I.).

Dopo tre anni di vita l’OMTI può contare in tutta Italia su parecchie centinaia di affiliati. In Sicilia ha quattro logge: una a Palermo, una a Trapani e due a Santa Margherita di Belice.

Ma se tre nomi di logge: Julia (Trapani), Trinacria (Palermo), George Washington (S. Margherita di Belice), rimandano al simbolismo massonico, il nome della quarta loggia: Il Gattopardo di Santa Margherita di Belice, risulta una primizia per il panorama esoterico.

Colpisce poi la presenza di due logge in un paesino di meno di 7 mila anime, contro una sola loggia sia a Palermo che a Trapani.

Una spiegazione potrebbe risiedere nel processo che, nel linguaggio massonico, viene definito “gemmazione”. “La gemmazione” avviene generalmente quando una loggia diventa troppo numerosa e una parte dei massoni aderenti decide di crearne un’altra.

                           
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