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Cappella S. Antonio nel borgo Castagnola. Piccola oasi di Oriente Cristiano a casa nostra
A metà strada tra Contessa Entellina e Sambuca di Sicilia la cappella rurale diventa meta di escursione
Cappella S. Antonio nel borgo Castagnola. Piccola oasi di Oriente Cristiano a casa nostra admin
admin - martedì, 12 maggio, 2020
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di Calogero Raviotta

 

A metà strada tra Contessa Entellina e Sambuca di Sicilia, a pochi chilometri da Adragna, nel Borgo Castagnola, circa 50 anni fa fu costruita dall'ERAS (Ente di Riforma Agraria della Sicilia) tra le poche case di un borgo rurale, oggi solitamente disabitato, una cappella rurale, rimasta chiusa al culto fino al 1988.

Dal 26 giugno 1988 la chiesetta improvvisamente diventa nota in tutta la Sicilia Occidentale perché si diffonde la voce che il viso della statua della Madonna di Fatima, esposta nella cappella, si muova miracolosamente.

Per tutta l'estate 1988 la gente, sempre più numerosa, visita la cappella del Borgo Castagnola e la sua notorietà rimane viva anche nel 1989 e nel 1990, quando viene considerata l'opportunità di aprire ufficialmente al culto la chiesetta.

Il 14 luglio 1990 infatti la cappella viene formalmente consegnata alla Eparchia di Piana degli Albanesi ed affidata a papas Nicola Bufalo, parroco della Chiesa Matrice di Contessa Entellina, che con la collaborazione di Luciano Aricò cura la ordinaria manutenzione della cappella di Castagnola, assicurandone l’agibilità come luogo di culto, in particolare nella stagione estiva.

Il giorno 29 luglio 1990, il vescovo dell’Eparchia di Piana degli Albanesi, mons. Sotir Ferrara, apre ufficialmente al culto la cappella consacrando l'altare e benedicendo l'intero edificio, alla presenza delle autorità locali e di un numeroso gruppo di fedeli.

Da molti fedeli di Contessa, di Sambuca e di altri paesi vicini questa iniziativa viene accolta con molto favore e simpatia, considerando la particolare ubicazione del borgo Castagnola, circondata dal bosco, a pochi passi da Adragna.

Andare ad assistere alla messa, nella chiesetta del borgo, costituisce una buona occasione non solo per soddisfare il precetto festivo, ma anche per fare una piacevole passeggiata, lontano dai rumori e dal traffico cittadino, per respirare l'aria pura della campagna e per ammirare un vasto panorama di particolare bellezza (Riserva Naturale Orientata “Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco”, Castello di Calatamauro, ecc.).

Assistere alla messa in lingua italiana, ma secondo il rito bizantino-greco, nella cappella del borgo Castagnola costituisce inoltre non solo un'occasione per ammirare le icone esposte, i paramenti, gli arredi e gli oggetti liturgici orientali, ma anche uno stimolo per scoprire il peculiare patrimonio culturale della comunità italo-greco-albanese di Contessa Entellina, dove, oltre al rito bizantino, si conservano ancora usi, costumi, tradizioni e lingua degli antenati albanesi, che ripopolarono e ricostruirono  dal 1450 l’antico casale abbandonato, nel Medioevo chiamato Vinea Comitissae.

La cappella da qualche anno è dotata di iconostasi. L'autore delle icone esposte nella cappella è papas Nino Cuccia (1928 - 2017), sacerdote di rito bizantino di Contessa Entellina, il quale per molti anni ha svolto la sua attività pastorale presso il Santuario di Pompei. Alcune sue icone sono esposte a Contessa al Centro Culturale Parrocchiale.

Il giovane Aricò collaboratore del parroco, ordinato diacono nel 2010, continua l’opera di valorizzazione della cappella: papas Luciano da qualche anno quindi è considerato il rettore della cappella del borgo Castagnola, cui dedica il suo assiduo e generoso impegno perché non solo i contessioti ma anche i fedeli delle comunità limitrofe possano continuare a testimoniare la loro devozione verso la Madonna di Fatima e S. Antonio Abate, venerati in questo luogo di culto.

                           
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