Online il nuovo sito de "L'Araldo"
Il cattivo esempio dei Governatori di centro destra in tempo di emergenza coronavirus
Musumeci, in Sicilia, da il rompete le righe per andare al cimitero ma non per le attività produttive
Il cattivo esempio dei Governatori di centro destra in tempo di emergenza coronavirus admin
admin - sabato, 2 maggio, 2020
Visualizzazioni: 251
News [1400]

 

Quel cattivo esempio dei governatori regionali non deve essere piaciuto ad Antonio Caprarica. Violare deliberatamente i provvedimenti del Governo nazionale, e farne quasi motivo di vanto, non è il migliore modo di dire agli italiani: sul covid19 rispettiamo le regole.

Antonio Caprarica, giornalista e scrittore, ospite a Chez moi il 1° maggio, ha spiegato che con il suo libro “Gli italiani la sanno lunga … o no!?” ha provato a sfatare i luoghi comuni sull’Italia.

“A me non interessa se gli italiani la sanno lunga – ha spiegato il giornalista Caprarica – quel che conta è che la sappiamo giusta”.

Non devono averla pensata allo stesso modo i presidenti di Veneto, Calabria e Sicilia. In Veneto, il governatore Luca Zaia dopo che nei giorni scorsi aveva comunicato che il 70 per cento delle aziende aveva ripreso l’attività ha dato il suo via libera anche all’apertura dei cimiteri.

Jole Santelli, in Calabria, ha ordinato il rompete le righe a bar, ristoranti e agriturismo. Immediata la reazione dei sindaci calabresi che con proprie ordinanze hanno ripristinato il divieto. E’ il caos. Criticata anche la tempistica adottata dalla Santelli: l’ordinanza della sera è entrata in vigore la mattina successiva.

Il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, che si era distinto dal resto d’Italia per le eccessive restrizioni adesso, in deroga alle direttive del Governo, ha aperto i cimiteri ma non le attività produttive. Tranne per le attività di asporto di bar e ristoranti, già previste nel resto d’Italia. Per far ripartire le attività ai parrucchieri aspetta il via libera di Conte, per riaprire i cimiteri dei provvedimenti del Governo se ne è fregato.

Dal quattro maggio, in Sicilia, le giustificazioni per circolare liberamente oltre ai quattro casi nazionali avranno una riga in più: visita al cimitero.

Qualche sindaco di centro destra, nei giorni scorsi, si era prestato a fare da spalla chiedendo al governatore Musumeci di “aprire i cimiteri”. Ed il Presidente li ha accontentati. “Se si autorizzano i funerali per una decina di persone – ha spiegato - perché non aprire i cimiteri dove si va singolarmente”.

Ma se questa è la ratio perché non autorizzare anche le passeggiate in spiaggia, se effettuate singolarmente?

Ma se Zaia ha accompagnato i suoi provvedimenti derogatori con i numeri della capacità della Regione Veneto di fronteggiare l’emergenza sanitaria, lo stesso non è avvenuto in Sicilia e Calabria.

Intanto il ministro Francesco Boccia ha annunciato le diffide per i Governatori che danno il cattivo esempio. La differenziazione regionale era prevista a partire dal 18 maggio. Perché questo atto di “disobbedienza” del centro destra a due settimane di distanza della scadenza programmata?

Una cosa è certa: gli italiani la sappiamo lunga. O no?

                           
Articoli Correlati
Un contributo di 500 euro a fondo perduto per le attività commerciali e artigianali di Montevago che hanno subito dei danni dall’emergenza sanitaria. E’.... AAA Cercasi solidarietà. In tempi di coronavirus l’ipocrisia ha gettato la maschera. A tutti i livelli. Applaudiamo l’aereo che riporta in patria il....   di Joseph Cacioppo   “Ma la cosa eccezionale, dammi retta, è essere normale”, cantava Lucio Dalla in “Disperato erotico stomp”, la.... di Martina Zanella (*)   Gli italiani che in questo periodo stanno bene, per cercare di gestire lo stress legato all’isolamento ed alle restrizioni, si sono.... L’estate è anche vetrina per i libri. Per le presentazioni. Per i salotti o i caffè letterari. Non vi è rischio di assembramento. Le presenze, quando....