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Nella ricorrenza del 25 aprile a Feltri occorre ricordare la fuga del Re piemontese?
Quando il siciliano Raimondo Lanza chiese ordini per difendere Roma
Nella ricorrenza del 25 aprile a Feltri occorre ricordare la fuga del Re piemontese? admin
admin - sabato, 25 aprile, 2020
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di Joseph Cacioppo

 

La polemica sollevata da Vittorio Feltri sull’essere “inferiore” di una parte dei meridionali riporta in evidenza “quell’inguaribile complesso di superiorità che affligge i siciliani”.

Per tentare di riportare il discorso su un piano di discussione, lontano dalle bagarre del web, c’è una immagine storica che aiuta. Ed è collegata con il 25 aprile, data che si festeggia oggi anche se in modalità particolare a causa dell’emergenza sanitaria.

L’immagine che si vuole proporre è quella della fuga del Re Vittorio Emanuele III, piemontese, dopo la divulgazione della notizia che l’Italia aveva firmato l’Armistizio (o resa senza condizioni?).

Il Re Vittorio Emanuele III, il primo ministro Pietro Badoglio e i loro più stretti collaboratori lasciarono Roma dirigendosi verso Pescara. A difendere Roma, città simbolo della Nazione, restò il generale Giacomo Carboni.

Il generale Carboni non aveva né ordini e nemmeno un posto dopo rifugiarsi. La paura, in certe circostanze non risparmia nessuno.

A risolvere i due problemi fu il principe siciliano Raimondo Lanza Branciforte di Trabia.

A Carboni trovò ospitalità a Roma presso la famiglia Agnelli.

Poi a bordo della sua auto rincorse la colonna del Re e dei ministri in fuga dalla città verso Pescara, per chiedere ordini a nome del generale Carboni.

Raggiunse la colonna ferma ad un passaggio a livello. Bussò al finestrino di una macchina spiegando che il generale Carboni chiedeva ordini.

Il finestrino si abbassò, ma nel frattempo la barra del passaggio a livello si alzo. E mentre la colonna di auto si mosse, il generale Badoglio rispose a Raimondo Lanza: “Gli dica che si arrangi”.

Lui, il principe siciliano che fu attivo anche nella preparazione dell’incontro di Cassibile nei primi giorni di settembre, restò a Roma.

A Roma trattò la consegna di una partita d’armi ai partigiani del Gap romano, dopo l’armistizio. “Si presentò al primo incontro con Antonello Trombadori (e Luigi Longo, il comandante militare dei comunisti italiani in Spagna) esibendo negligentemente all’occhiello il nastrino tricolore dei veterani decorati - dal fascismo - in quella guerra”.

Si, ci sono persone di statura inferiore ed altre di statura superiore, ma non dipende certamente dalla regione, o nazione, di nascita. Feltri, tra l’altro, non ha escluso che anche nel settentrione una parte di popolazione è “inferiore”.  

                           
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