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Bettino Craxi, nel ventennale della sua morte, il ricordo di Antonino Gulotta
Il figlio dell'ex sindaco di S. Margherita di Belice e dell'ex assessore regionale alla sanità, on. Gaetano Gulotta, traccia un profilo del leader socialista
Bettino Craxi, nel ventennale della sua morte, il ricordo di Antonino Gulotta admin
admin - martedì, 14 gennaio, 2020
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di Antonino Gulotta


Il 19 Gennaio ricorrerà il ventennale della scomparsa del Presidente Bettino Craxi.
Non sono uno storico, e non ho alcuna presunzione a volerlo essere o, peggio, a fare finta di esserlo, ma da socialista ritengo doveroso dare un mio piccolissimo contributo al ricordo di uno statista che è stato uno degli uomini politici fra i più brillanti che tutto il mondo occidentale abbia avuto. Un mio contributo che si unisce a quello di altri compagni che in questi giorni lo onorano in tanti modi.
Non starò qui a illustrare la cronologia della sua vita (che peraltro, non conosco a fondo) e politica, ma cercherò di dire la mia attraverso i fatti direttamente e indirettamente vissuti, e raccontati da mio padre che lo ha conosciuto. 
Il Presidente Craxi era un nenniano convinto, un autonomista, assolutamente difensore dell'autonomia socialista, difensore di quegli ideali di libertà e di giustizia sociale che dovevano stare ben distanti dall'ortodossia comunista.
Un personaggio controverso, inviso a molti, scomodo a chi vedeva in lui il difensore estremo del primato della politica. Contrastava in modo netto e chiaro il comunismo: “Non ho paura dei comunisti italiani, ma del comunismo”, diceva. Fu il primo a mettere in dubbio l'identità del PCI, mettendo in soffitta il pensiero marxista- leninista, per dare spazio al pensiero di Proudhon nel “Vangelo socialista”, secondo cui  solo il socialismo è libertà, e il resto è soppressione. Solo, lui e il PSI (ad eccezione di Amintore Fanfani), fu nel volere la liberazione di Aldo Moro, contrastando la “linea della fermezza” della Dc e del Pci di Berlinguer, che portò alla fine inevitabile del leader della Dc. Pose la questione istituzionale, la cd Grande Riforma, sostenendo che bisognava mettere mano alla Costituzione, per riformarla e adattarla ai tempi.  
Con determinazione, sfidò l'egemonia della Dc e del Pci nella scelta della più alta carica istituzionale, imponendo per la prima volta un socialista al Quirinale: Sandro Pertini (per la verità, lui voleva o Nenni o Vassalli). Sfidò il mondo dell'est e i paesi del Patto di Varsavia, rispondendo con l'installazione dei missili nella base di Comiso, in risposta a quelli sovietici che a sua volta li avevano puntati contro il mondo occidentale. Ma il punto più alto fu la guida del Governo, diventando il primo Presidente del Consiglio socialista. Due socialisti, uno al Quirinale e uno alla presidenza del Consiglio, situazione irripetibile. Erano gli anni in cui Paolo Rossi ci faceva sognare, diventando campioni del mondo, e il rampantismo delle nuove generazioni e il benessere cominciavano a farsi vivi. I mitici anni ottanta.
Subito si instaurò un meccanismo per attuare tutte quelle riforme necessarie che avrebbero dato (con successo) impulso e significato a una vera sinistra di Governo, riformista, liberale, con azioni progressive, che agivano su tutti i campi: la moda, con il made in Italy, piccole industrie che nascevano dal basso, investimenti, fiducia e benessere, caratterizzando sin da subito il suo decisionismo. Riforme epocali, che incidevano sulla vita dei più deboli, sui lavoratori con il decreto di San Valentino, e cioè l'aumento del salario dei lavoratori, adeguato al costo della vita. Il decreto lo portò ad avere uno scontro durissimo con la Cgil , con il Pci di Berlinguer, e con la potentissima Confindustria, sino a condurre il paese a un referendum, che vinse.
In campo internazionale, dimostrò che l'Italia sapeva stare nel mondo con una sua sovranità, con una sua indipendenza, tenendo testa a uomini come Reagan, la signora Thatcher, Koll, Gromiko, Mitterand, portando l'Italia al quinto posto, nel mondo, e prima della Gran Bretagna. Seppe mantenere ottimi rapporti con la Santa Sede, con la firma del nuovo Concordato – libera Chiesa in libero Stato -, attirando l'ammirazione e la stima di Giovanni Paolo II. Ebbe un'idea chiara su come operare sul mondo arabo. Una sinistra di Governo, dunque, liberale, europea , socialista, al centro di un ordine che vedeva l'uomo e i suoi bisogni. Insomma, un partito socialista, un Governo, un Italia che teneva il passo ai tempi. Qualcuno oggi dice che il debito pubblico andò alle stelle: non è del tutto vero. La gente investiva, acquistava prima e seconde case, faceva studiare i figli, metteva soldi da parte, quei stessi soldi che in tutti questi anni gli italiani si sono tolti per potere campare, a causa di una falsa rivoluzione che era stata proposta come la risoluzione di tutti i mali e che ha portato ai disastri da cui è ormai difficile uscirne indenni.
Ma farei un torto ai tutti gli altri compagni di partito, se non dessi loro il giusto riconoscimento per i meriti che a livello periferico raggiungevano con la loro opera, nelle amministrazioni locali, nelle regioni, negli enti, nel solco di una tradizione riformista che ha visto i socialisti motori di un processo di sviluppo economico e sociale, i tutti i campi, sin dalla vittoria del referendum per la Repubblica. Erano incoraggiati da una politica centrale che li sosteneva, li aiutava, con idee nuove e programmi lungimiranti.
Erano gli anni in cui Craxi capì che il fenomeno migratorio averebbe assunto un rilievo importante negli anni successivi (oggi), spiegando come bisognava operare per evitare tutte le ondate migratorie, dando una prospettiva per i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Certo, non sono mancati errori: il non avere valutato bene la portata storica del referundum di Mario Segni, o non avere optato per le elezioni anticipate immediatamente dopo la caduta del muro di Berlino (Veltroni e D'Alema quasi in ginocchio sul camper a pregarlo di non chiedere le elezioni anticipate). Ne ha pagato ingiustamente care le conseguenze!!
Il primato della politica, dunque, la sua nobiltà, a cui ha dedicato la sua vita, e che non può essere ridotto tutto alle inchieste giudiziarie. Un'inchiesta giudiziaria certamente anomala, accaduta soltanto in Italia, e da interpretare come unica in tutto il mondo occidentale. Un'operazione che ha spazzato via i cinque partiti della cd “prima Repubblica”, una sorta di tsunami impressionante, con bilanci tragici e catastrofici, in termini economici, ma, ancora peggio, umani: centinaia di arresti, milioni di avvisi di garanzia, ventidue suicidi, processi fondati sul nulla, spesso finiti con moltissime assoluzioni, una miriade di prescrizioni e poche condanne. E tutto questo per cosa? per spiegare che la politica era finanziata illegalmente, da tutti i gruppi privati e pubblici, e che riguardava tutti i partiti, compreso il miracolato Pci-Pds-Ds.  Ancora, dopo ventotto anni siamo in attesa di sapere del perchè non si sia fatta piena luce sulla valigetta portata dal ravennate Gardini alla sede di Botteghe Oscure; di certo, però, si sà che i magistrati di quell'inchiesta sono stati eletti negli anni successivi parlamentari dei Ds in collegi blindati.
Chi ha pagato per tutto? Bettino Craxi, e il suo partito, letteralmente distrutto, annientato. Io ricordo bene quegli anni, andavo all'università, e venivo additato come socialista e figlio di socialista, per me un orgoglio, ma in quel periodo per l'opinione pubblica un appestato. Ma ero fiero nel vedere il Presidente Craxi difendere se stesso, e con se stesso l'intera comunità socialista, dal suo esilio-rifugio. Si difendeva con l'unica "arma" che aveva, e che era il linguaggio della verità; non la “sua “ verità, ma la verità della storia , dei fatti, e cioè che la politica aveva un costo, che la democrazia andava governata e che tutti i partiti ricorrevano a risorse esterne, in parte illegali e in parte legali. Tutti i partiti, anche il partito comunista, individuato come il più potente di tutto il mondo occidentale, non era estraneo. E invece, si è voluto trasformare il reato di finanziamento illecito - e lo si è fatto in modo soft -  in reato di corruzione e concussione, facendo saltare un intero sistema che si poteva benissimo fermare attraverso una ammissione di responsabilità unanime, accogliendo il suo discorso del 3 luglio '92. Lo si è lasciato al suo destino, e questo non è giusto. Non è giusto per la storia, per quello che ha dato al suo paese, per il primato della politica, e non è giusto per tutti quei dirigenti socialisti che hanno condiviso con lui una vita di passione politica che va certamente raccontata alle nuove generazioni nel giusto metro.
Perchè negare che c'erano delle storture, e perchè non dire che le grandi battaglie di liberazione dei popoli furono finanziate dal Psi, secondo una logica di aiuto e di sostegno: Solidarnosc, Arafat, i socialisti greci contro il regime dei  colonnelli, i socialisti cileni e quelli del Sud America. Siamo ancora alla ricerca del suo famoso tesoro, e non se ne viene a capo, e mai si troverà per il semplice motivo che non è mai esistito. Il Presidente Craxi e la sua famiglia non vivevano nel lusso e non meritavano tutto quello che è stato loro fatto.
Craxi andava difeso, andava tutelato, andava curato, quando è stato lasciato morire in Tunisia, straordinaria terra che lo ha ospitato e rispettato.
Se è successo tutto questo, lo si è voluto fare in nome di una “diversità” che il tempo e la storia ha smentito, sulla base di una falsa “questione morale” posta già da prima del '92 sul tavolo della politica italiana da Berlinguer e dai suoi ragazzi, quando si era esaurita la “spinta propulsiva” di un partito comunista ormai privo di offerta politica, e rifiutando l'appello del Presidente Craxi per gettare le basi per la costituzione di una sinistra riformista seria; optarono, invece, per  un'alleanza con le procure di tutta Italia con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: da Prodi a un Pd insignificante, passando  per l'astronomia  (M5S) sino al mercato ittico (sardine), il totale fa un sistema istituzionale, politico, economico, sociale e giuridico completamente saltato.
Nel corso degli anni si è cercato di dare a Craxi e al PSI il giusto riconoscimento. Io dico che ancora questo riconoscimento non c'è stato, e flebili sono state le risposte che sono state date in questi anni. Ne ricordo qualcuno, ad esempio, pronunciato da due cariche istituzionale: “Berlinguer non capì la questione istituzionale posta da Craxi, e Craxi non capì la questione morale posta Berlinger”. Mi permetto di aggiungere io: “mentre Berlinguer poneva la questione morale, il suo partito riceveva quotidianamente, settimanalmente, mensilmente e annualmente, finanziamenti illeciti dall'Urss e dai paesi dell'Est nemici, che avevano puntato i missili contro il mondo occidentale". E ancora, la considerazione che è stata fatta su Craxi dal Presidente Napolitano, secondo cui “c'è stata una persecuzione senza eguali”, un riconoscimento postumo, che però ancora non fa giustizia. E si attende da quel mondo una parola chiara su quella scena barbara, infame, indegna di un paese civile, organizzata sotto la sua residenza da squadristi di destra e di sinistra. 
Io mi fermo qui. Buttando giù queste righe, torno indietro nel tempo e penso, e inevitabilmente mi commuovo. Penso a quella storia, e quei volti, alle immagini, alle note dell'Internazionale che iniziavano un comizio o un congresso, a quella politica che occupava la sedia a pranzo e cena, ai compagni che ho avuto l'onore di conoscere e di averli raccontati. Penso a un'intera comunità che si è riconosciuta in valori , in fatti ed eventi, in uomini e donne, che si è riconosciuta in Pietro Nenni e Bettino Craxi. Penso a quei luoghi che erano le sezioni. Penso alle vittorie e alle sconfitte. Penso alle lacrime di mio padre, quando tutto era stato già compiuto, che in una sala piena di garofani, ascoltò un compagno a fine intervento rivolgersi alla platea: “Ho visto Bettino ieri, e ho detto che ci saremmo visti tutti oggi qui. Gli ho chiesto se devo dire loro qualche cosa da parte sua ? Si, risponde, lui, salutameli e dii loro che gli voglio bene”.

                           
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