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Case pericolanti a S. Margherita di Belice: aspettando il 52-esimo anniversario del terremoto
Il fabbricato è classificato 'edilizia recuperabile'. Ma il Sindaco non ha i soldi per demolirlo e non autorizza il proprietario a farlo
Case pericolanti a S. Margherita di Belice: aspettando il 52-esimo anniversario del terremoto admin
admin - domenica, 29 dicembre, 2019
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Mentre le cronache facebookiane mostrano l’albero “più alto della Valle del Belìce”, le pagine del calendario ricordano che tra due settimane ricorre il 52-esimo anniversario del terremoto del Belìce.

Un anniversario che ritorna, dopo oltre mezzo secolo, con tanti problemi ancora irrisolti. Problemi grandi ma anche piccoli.

Uno di quest’ultimo, “piccolo” se rapportato alla scala dell’intera Valle del Belìce o della stessa Santa Margherita di Belice, ma grande per la situazione di pericolo fisico ed igienico sanitario del vicinato, si trova all’angolo tra via Pitagora e via Fermi del paese del Cafè House (che in agosto, per una sera, diventa: città del gattopardo).

Il fabbricato, per il piano regolatore, è classificato “edilizia recuperabile” dopo i danni del terremoto del gennaio 1968. Ma i finanziamenti dello Stato sono finiti ed il fabbricato non viene recuperato.

E così Francesco Guzzardo, il proprietario della casa accanto, si rivolge al sindaco del Comune di Santa Margherita di Belice per segnalare “lo stato di disagio e pericolo”. Le segnalazioni verbali cadono nel vuoto e così il signor Francesco Guzzardo mette tutto nero su bianco ed evidenzia “lo stato di pericolo del fabbricato distrutto dal terremoto e dallo stato di abbandono con grave rischio per la pubblica incolumità”.

Ma l’intervento comunale non arriva nemmeno con la segnalazione scritta. I fondi post-terremoto sono finiti, il piano regolatore dice che si può solo “recuperare”.

E vengono fuori figli e figliastri: l’Amministrazione comunale ha recepito i fondi (extra legge sul terremoto?) per demolire totalmente sia “il palazzo Lombardo” che “casa Barbera”, anch’essi danneggiati dal sisma del 1968 e ancorché su tali immobili vigesse lo stesso vincolo urbanistico (edilizia recuperabile), mentre per l’immobile sito all’angolo tra via Pitagora e via Fermi … si aspetta Godot.

Ed il prossimo 15 gennaio ritorneranno i discorsi della migliore retorica, mentre i cittadini “di serie B” dovranno rassegnarsi alla fatalità gattopardiana che prende corpo nella loro quotidianità. E non solo la prima settimana di agosto.

                           
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