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Il mio nome è nessuno. Ecco perchè non parte la mensa scolastica a Santa Margherita di Belice
A metà ottobre il tempo prolungato è bloccato alla scuola materna e alle elementari
Il mio nome è nessuno. Ecco perchè non parte la mensa scolastica a Santa Margherita di Belice admin
admin - mercoledì, 16 ottobre, 2019
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di Joseph Cacioppo


Il mio nome è nessuno. A sostenerlo non è Terence Hill nell’omonimo film del 1973 con la regia di Tonino Valerii. E nemmeno Ulisse rispondendo alla domanda di Polifemo. A sostenerlo indirettamente è Franco Valenti, il sindaco di Santa Margherita di Belice, rispondendo ad un commento su facebook sul mancato avvio del servizio mensa scolastica all’Istituto comprensivo “G. Tomasi di Lampedusa”.

I motivi del ritardo non sono ascrivibili alla volontà dell'Amministrazione comunale né tantomeno del Dirigente scolastico”, scrive Valenti sul suo profilo.

L’affermazione di Valenti disarma. Lui, l’inventore del refrain “S. Margherita c’è”, si rende invisibile e fa intendere che il responsabile è “nessuno”. Ma chi è questo “nessuno” che paralizza un servizio pubblico già autorizzato dalle autorità scolastiche?

Il “tempo prolungato” è partito soltanto per le sette classi della scuola media, solo perché i genitori si sono sostituiti all’Amministrazione comunale. Restano al palo la scuola materna e quella elementare. E siamo a metà ottobre. E non si ha notizia che il “bando di gara”, per affidare il servizio della mensa scolastica, sia stato approvato.

Andiamo con ordine. La mensa scolastica si rende necessaria in presenza del cosiddetto “tempo prolungato”. Nel caso dell’Istituto comprensivo “G. Tomasi di Lampedusa”, il progetto scolastico interessa sette classi della scuola materna, cinque delle elementari e 7 delle medie. Il “tempo ordinario” della scuola materna coinvolge 130 alunni per cinque giorni settimanali. Alle elementari il “tempo pieno” interessa poco meno di cento alunni per cinque giorni a settimana. Mentre la scuola media coinvolge circa 130 alunni su due giorni a settimana. Grosso modo i numeri degli alunni sono quelli dello scorso anno. Anzi pare che la scuola materna, rispetto allo scorso anno, abbia perso due classi.

Il progetto scolastico con il tempo prolungato, a Santa Margherita di Belice, ha una tradizione ultra quinquennale. Le famiglie hanno accolto positivamente questo potenziamento didattico.

Progetto che, prima di essere approvato dal Ministero della Istruzione, deve essere avallato dall’Amministrazione comunale che, tra l'altro, deve farsi carico delle spese del servizio della mensa scolastico. E’ prevista la compartecipazione delle famiglie degli alunni.

La competenza ad appaltare il servizio della mensa scolastica, quindi, è dell’Amministrazione comunale. Lo dice la legge regionale n. 1 del 1979 (artt. 6 e 7). L’Istituzione scolastica, pertanto, non ha nessuna competenza in materia. Quindi non si capisce perché Franco Valenti, per il mancato avvio del servizio mensa, “assolve” anche la sua Amministrazione.

L’iter, generalmente, prende l’avvio con un atto di indirizzo della giunta comunale. E’ la giunta comunale a dare disposizioni affinché si individui una impresa specializzata nel servizio della ristorazione. Si approva il bando di gara con il relativo capitolato (regole da rispettare per il servizio di mensa) e a seguito dell’aggiudicazione la mensa scolastica prende l’avvio. Come fatto, tra l’altro, da oltre cinque anni.

“Il mio nome è nessuno” invocato dal sindaco Valenti impone una riflessione: parlava solo per se o anche per i suoi collaboratori? Della Giunta Comunale di Santa Margherita di Belice fanno parte: Franco Valenti (sindaco), Giacomo Abruzzo (vicesindaco), Filippo Rabito (assessore con delega all’Istruzione), Rosanna Scarpinata e Maurizio Marino. Ecco che il problema si riconduce a capire chi degli assessori comunali impedisce alla Giunta Comunale di avviare la procedura? A meno che il sindaco Franco Valenti con il suo commento sibillino non abbia voluto fare intendere che il bilancio comunale, la cui approvazione è di competenza del Consiglio Comunale guidato da Francesco Ciaccio, non abbia previsto i fondi occorrenti per attivare la mensa scolastica. Anche se l’ipotesi appare peregrina, visto che i fondi per la sagra del ficodindia sono stati trovati.

Una telefonata che gira sul web, vedrebbe una mamma (moglie di un assessore?) indicare in alcuni rappresentanti dei genitori la causa ostativa “all’avvio del tempo prolungato. Perché loro hanno i figli in uscita”. Viene indicato anche l’operatore economico che informalmente potrebbe sostituirsi all’inerzia dell’Amministrazione Valenti, ancorché a trazione massonica.

Può essere che il “nessuno” a cui fa allusione il sindaco Franco Valenti siano i genitori che svolgono semplicemente il loro ruolo istituzionale: la tutela dei diritti dei propri figli?

Se così dovesse essere, allora potrebbe trovare spiegazione la inverosimile paventata minaccia di querela per una simpatica “barzelletta”, apparsa sui social, che mette a nudo la cruda realtà. Possibile che tutto ciò accade in un piccolo paesino ad alta densità massonica e dove da poco anche il Club Service Kiwanis ha aperto una sua sede per “tutelare i bambini e i più deboli”?


                           
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