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Cosa succederà quando le tecnologie funzioneranno meglio delle capacità e dei sentimenti umani?
L’importanza della narrazione e della scrittura nello sviluppo delle comunità e delle reti sociali.
Cosa succederà quando le tecnologie funzioneranno meglio delle capacità e dei sentimenti umani? admin
admin - sabato, 5 ottobre, 2019
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Cultura&Turismo [78]

 

di Simone D’Avvocato

 

Homo Deus è il secondo best-seller mondiale dello storico israeliano Yuval Harari. Un libro fibrillante e vertiginoso, per spiriti temerari che ambiscono a sfidare le proprie convinzioni e (in)certezze al punto da mettere in discussione il concetto di identità e coltivare il dubbio alle estreme conseguenze.

 

Il sottotitolo è Breve storia del futuro ma lo storico affronterà questioni fondamentali attinenti alla sfera dell’Io (è realmente unico?), del libero arbitrio, dell’origine dei desideri e della volontà di perseguirli, traendo le dovute conseguenze alla luce dalle evidenze scientifiche in merito. Ovviamente non lo farà per capriccio ma coartato dalle implicazioni delle recenti evoluzioni tecnologiche sugli organismi viventi (algoritmi?). Ciò che non stupisce chi già conosce Harari, è come riesca a fare il tutto con un stile narrativo semplice e incalzante, in grado di tenere sempre alta la tensione e l’attrazione vorace verso la sua brillante analisi. In ogni caso, il racconto costellato di riferimenti storici e scientifici, evidenze empiriche, aneddoti, frasi iconiche e interrogativi lancinanti, indurrà a concedersi sublimi pause di decantazione.

 

L’autore riallaccia le trame della Storia attraverso una lucidissima analisi che pone le sue radici nel libro precedente, l’illuminante e altrettanto strepitoso Sapiens. Tale operazione di sintesi è funzionale all’interpretazione dell’era post moderna nella prospettiva delle recenti evoluzioni e applicazioni nel campo delle biotecnologie e dell’intelligenza artificiale, prospettando degli scenari futuri dai tratti inquietanti. Il presupposto della riflessione è che Homo Sapiens abbia ancora spazio e tempo, seppure limitati, per compiere delle scelte - cruciali e irreversibili - relative all’utilizzo delle tecnologie e del loro impatto sul corso della sua storia, giunta ad un nuovo snodo epocale.

 

Lo scopo dichiarato dell’autore è quello di investigare la natura di homo sapiens e la conquista del dominio sul pianeta, per la quale è passato dall’adorazione degli dei dopo la rivoluzione agricola all’umanesimo post rivoluzione scientifica; l’ultima religione imperante la cui persecuzione è in grado di mettere a repentaglio la stessa sopravvivenza del genere umano. Lo farà spiegando come, in seguito alla rivoluzione cognitiva, la capacità di sviluppare realtà intersoggettive - oltre a quelle oggettive e soggettive che appartengono anche al regno animale - abbia permesso al nostro genere di collaborare efficacemente su larga scala come nessun altro essere vivente. Ci spiegherà l’importanza della narrazione e della scrittura nello sviluppo delle comunità e delle reti sociali, entrambe determinanti nella creazione di due infrastrutture indispensabili per le organizzazioni umane complesse come i miti collettivi e il potere burocratico.

 

Seguendo il fil rouge della sua analisi storica, passerà in rassegna il rapporto tra religione e scienza; la prima impegnata a dare senso all’esistenza con il fine di garantire l’ordine sociale, mentre la seconda nell’osservazione dei fatti e nello studio dei fenomeni con lo scopo di garantire il potere a chi la alimenta. Sarà proprio il deterioramento di questa interazione e la scomparsa progressiva del significato a fare strada alla rivoluzione umanista, che proietterà homo sapiens in una nuova era in cui la fonte di significato e autorità si trasferirà dalla sfera celeste a quella individuale. Da questo momento in poi la vita assume i connotati di un processo graduale di emersione dall’ignoranza per mezzo dell’esperienza o, più correttamente, di una vasta gamma di esperienze emotive, intellettuali e fisiche; fondamento ideologico di molte industrie moderne, dall’arte al turismo. A questo punto, l’ambizione della civiltà umanista - che idolatra la vita, le emozioni e i desideri umani - di massimizzare l’arco temporale della propria esistenza, della felicità e del suo potere sul creato è solo una lecita e logica conseguenza. 

 

Vale la pena sottolineare che non si tratta di fantascienza o sensazionalismo pseudoscientifico, infatti è lo stesso storico a evidenziare come l’inizio di questo lungo percorso sia l’inevitabile conseguenza dell’adozione di un sistema economico bisognoso di una crescita continua e, quindi, famelico di promettenti progetti apparentemente senza fine, al limite utopici. Del resto, basti pensare allo sbarco sulla luna o alla più recente scoperta del bosone di Higgs o delle onde gravitazionali per intuire come il limite sia elastico, dimostrando il paradosso storico della conoscenza secondo cui più dati si raccolgono ed elaborano, meglio si comprende la storia, più quest’ultima altera il suo corso e la conoscenza diventa rapidamente obsoleta.

 

Alla luce dell’inerzia propulsiva che trascina verso la realizzazione del “sogno umanista”, urge comprendere che tale processo rischia di minare le sue stesse fondamenta scatenando quelle che Harari definisce come le nuove tecnologie post umaniste. In altri termini, cosa succederà appena le suddette tecnologie saranno in grado di funzionare meglio delle capacità e dei sentimenti umani? Se il mondo moderno è imperniato sull’esperienza umana, cosa accadrà una volta che quest’ultima diventerà solo un diverso prodotto reperibile sul mercato? Le democrazie e i diritti umani sopravvivranno all’onda d’urto? I ricchi e i poveri sono sulla stessa barca? Quale religione innovativa sostituirà quella liberalista portata in auge dalla rivoluzione umanista?

 

Forse, sarebbe opportuno acquisire consapevolezza di alcune questioni dirimenti, se non altro per il beneficio immediato di fare chiarezza sull’attuale quadro storico, politico e sociale che, per quanto ingarbugliato, ha delle mappe e degli obiettivi ben definiti per quei soggetti che si contendono il potere su scala mondiale e interessati a indirizzare il corso degli eventi.

                           
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