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'Il profumo degli occhi': ecco come Franco Roselli 'sfida' Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Cu lu tempu e cu la pagghia maturano li zorbi
'Il profumo degli occhi': ecco come Franco Roselli 'sfida' Giuseppe Tomasi di Lampedusa admin
admin - giovedì, 3 ottobre, 2019
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Cultura&Turismo [78]


di Joseph Cacioppo


Cu lu tempu e cu la pagghia maturano li zorbi” (col tempo e con la paglia maturano le sorbe). Pensava a questo antico detto siciliano Franco Roselli nel concepire il suo “Il profumo degli occhi” (L’erudita Editore)?

I rimandi disseminati nelle oltre 400 pagine del romanzo sono tanti per poterlo escludere. “Quando sarà il tempo?” si chiedono Lunette e Tamotsu, i principali protagonisti della saga familiare, riferendosi al “momento” giusto per iniziare a vivere la loro sessualità.

Ma c’è un altro “tempo” che esula dalle aspettative del singolo e che riguarda invece la maturità della società ad accettare le diverse sfaccettature della sessualità o del colore della pelle. Ecco perché il romanzo di Franco Roselli va oltre la saga di una famiglia americana con origini italiane che abbiamo iniziato a conoscere con “Il Buddha in giardino” (Graphofeel Edizioni).

Difficile dire se la storia d’amore tra Herry e Simone, o quella tra Tamotsu e Tariq, siano più o meno intense di quelle tra Marcel Proust e Reynaldo Hahn. Difficile fare il confronto anche con la storia, tra Ferdinando e Mario, raccontata da Francesco Orlando e “censurata” da Giuseppe Tomasi di Lampedusa perché “non era il tempo”.

Ogni storia d’amore e diversa dall’altra. A maggior ragione lo sono le storie d’amore raccontate da Roselli, Foschini e Orlando.

Herry, docente universitario, Simone, avvocato, Tamotsu e Tariq, musicisti, sono alcuni dei personaggi de “Il profumo degli occhi”, di Franco Roselli (L’Erudita, Editore). Una saga familiare, quella dei Crosby, con la quale Franco Roselli riprende e continua, con un romanzo autonomo, la storia iniziata con “Un Buddha in giardino”.

La storia d’amore tra Prost e Haln, scrittore il primo e musicista il secondo, inizia nel 1894 (“Il vento attraversa le nostre anime”, di Lorenza Foschini). La relazione era nota ma il “tempo” non era maturo per parlare di omosessualità e così i familiari dei due letterati pare che abbiamo distrutto molte delle lettere che si erano scambiati. Anche ne “Il profumo degli occhi” il vento soffia sui pensieri e sui sentimenti dei personaggi.

Il “tempo” non era maturo nemmeno nel 1956, quando Francesco Orlando venne sconsigliato dal suo maestro, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, a pubblicare il suo primo romanzo. Romanzo che sarà pubblicato soltanto nel 2010 (“La doppia seduzione”) e che paradossalmente – dopo l’aggiunta di alcuni capitoli finali che descrivono “scabrosità sadomasochista” - riceverà, a Santa Margherita di Belice, nell’agosto 2010, il “Premio Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa”. A consegnare, due mesi dopo la sua morte, il premio a Francesco Orlando (scrittore) è stato il presidente della giuria Gioacchino Lanza Tomasi (musicista), figlio adottivo di Lampedusa. E se “Ferdinando” è lo stesso autore, Gioacchino Lanza Tomasi viene indicato come la figura che ha ispirato il personaggio di “Mario” l’altro coprotagonista de “La doppia seduzione”.

Il profumo degli occhi”, va oltre le varie storie di amore che si intrecciano nel romanzo, e sullo sfondo tratteggia anche la nostra non completamente metabolizzata reazione di fronte al colore della pelle.

I personaggi del romanzo si muovono tra l’America e l’Europa. La residenza parigina della famiglia Crosby, non a caso, viene fissata in rue Jacob, una strada storicamente frequentata da letterati, artisti e intellettuali attivi nel campo dei diritti.

Ed i personaggi de “Il profumo degli occhi” si muovono tra università, negozi di antiquariato e gallerie d’arte. Teatri e locali dove si suona buona musica.

L’accelerazione dei battiti del cuore trasmette energia in tutto il corpo degli innamorati. E se i romanzi erotici del premio nobel Mario Vargas Ilosa vedono al centro della scena la donna, in quello di Franco Roselli troviamo l’altra metà del cielo.

La magia di Linette, che sembra tessere i fili che intrecciano i cuori e le anime dei personaggi del romanzo, non sembra sufficiente ad impedire a Ibrahim di dubitare se “il tempo sia ancora maturo”.

Roselli come già nel “Il Buddha in giardino”, con questo nuovo romanzo mette a fuoco ancora di più la sua capacità di scrittura “sceneggiata”, come se fosse la scena di un film, peculiarità fatta propria nella sua lunga e giovanile attività di sceneggiatore “fantasma” al fianco di veri e propri mostri sacri della storia del cinema.

Franco Roselli è uno scrittore eclettico. Nella sua lunga carriera ha regalato parole al teatro, alla letteratura e al cinema. Ha lavorato e vissuto in Italia, Francia, Spagna e America, facendo tesoro di esperienze e incontri che hanno arricchito il suo modo di vedere la vita e di creare. Ha lavorato con geni del cinema quali François Truffaut e Rainer Werner Fassbinder. Per anni è stato co-autore televisivo con Enrico Ghezzi nel gruppo storico di Blob, la trasmissione televisiva cult di Rai Tre.

Ad attività come ghostwriter, sceneggiatore, regista e autore, affianca il mestiere di scrittore. Nel 2000 ha pubblicato la raccolta di racconti “Prima un idiota” (Filippi Editore Venezia), in cui già emergono i temi cari alla sua poetica. Nel 2010 è la volta di “Finestre e Porte”, libro fotografico edito da Vada Crosby. Nel 2014 è uscito il romanzo “Un Buddha in giardino” (Graphofeel edizioni), una saga famigliare che riesce a sorprendere e a commuovere, raccontando con delicatezza la lotta per la sopravvivenza e la felicità in un mondo di ingiustizie e pregiudizi per chi si percepisce come diverso.

 

                           
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