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Poesia inedita di Giuseppe Bellanca, cardiologo, su un bambino affetto da una malattia rara
Con un commento del saggista Piero Meli, studioso di Navarro, Lampedusa e Pirandello
Poesia inedita di Giuseppe Bellanca, cardiologo, su un bambino affetto da una malattia rara admin
admin - venerdì, 27 settembre, 2019
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La stanza poetica [51]

 

CHARGE (sindrome) – Poesia inedita su un bambino affetto dalla rara malattia

 

Nunn'ha’ vuci                                         

mancu  ci sinti.                                       

Sulu ‘i to’ ucchi                                       

cantanu li jorna                                      

e li to’ manu,                                          

ccu li jita fini,                                          

disegnanu ‘a vita                                     

ca tutti li jorna fa’.                                   

Ccu li to malanni                                     

lutti tutti li jorna                                      

ma ‘u ristari tuttu sulu                             

si rivonta a ‘stu munnu.                          

Cori 'nmaculatu                                      

chiusu ‘ddha ‘na aggia                             

di unni scappari nun pu’.                         

‘A vita va avanti,                                      

va avanti ‘a to’ vita.                                  

‘N'acchianata                                          

sempri cchiù faticusa                              

ma ‘u disiu di luttari                                 

 ta da purtari a vinciri?                              

 

(Traduzione in italiano)

Voce non ne hai

neanche udito.

Solo i tuoi occhi

cantano i giorni

e le tue mani,

dalle dita sottili,

disegnano la vita

che tutti i giorni conduci.

Con i tuoi affanni

lotti ogni giorno

ma il tuo essere isolato

si ribella a questo mondo.

Cuore puro

rinchiuso in una gabbia

da dove fuggire non puoi.

Continua la vita,

continua la tua vita.

In salita

sempre più faticosa

ma la voglia di lottare

ti porterà alla vittoria?

 

“Il meglio viene spesso dalla provincia”, mi disse un giorno Guido Lopez che andai a prendere con la mia Alfasud all’aeroporto di Catania. Me ne sono ricordato leggendo le raccolte di poesie A robba ranni e Gocce di Giuseppe Bellanca.

Chi è Giuseppe Bellanca? Uno di quei talenti veri che nascono spontaneamente come i fiori di campo. Lui è di San Cataldo, a una bracciata da Caltanissetta. Fa il cardiologo. No, non è un poeta laureato e non gliene importa più di tanto. Sorride dietro i minuti baffetti a chi gli rimprovera la sua eccessiva modestia. Ma lui è fatto così. Il mondo ha camminato e lui è rimasto lo stesso. Porta negli occhi la semplicità, gli affetti e i sentimenti della sua terra, del favoloso mondo rurale, ormai scomparso, dove ha vissuto la spensierata fanciullezza. E, quando il lavoro glielo consente, si mette a dipingere quadri, dove esalta i colori della natura e scrive versi nei quali riverbera la sua grande carica umanitaria, il suo impegno sociale. Sì, c’è sempre una nota nostalgica e malinconica nei suoi versi ma sempre sorretta da un filo di speranza.

                                                              Piero Meli

 

 

                           
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