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QUELLO CHE LE DONNE (NON) DICONO
Sessualità... parliamone della Dr.ssa Martina Zanella
QUELLO CHE LE DONNE (NON) DICONO admin
admin - lunedì, 23 settembre, 2019
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di Martina Zanella


“Un giorno Zeus ed Era si trovarono divisi da una controversia: chi potesse provare in amore più piacere: l’uomo o la donna.

Non riuscendo a giungere a una conclusione, poiché Zeus sosteneva che fosse la donna mentre Era sosteneva che fosse l’uomo, decisero di chiamare in causa Tiresia, considerato l’unico che avrebbe potuto risolvere la disputa essendo stato sia uomo sia donna.

Interpellato dagli dei, rispose che il piacere sessuale si compone di dieci parti: l’uomo ne prova solo una e la donna nove, quindi una donna prova un piacere nove volte più grande di quello di un uomo.

La dea Era, infuriata perché l’indovino aveva svelato un tale segreto, lo fece diventare cieco, ma Zeus, per ricompensarlo del danno subito, gli diede la facoltà di prevedere il futuro e il dono di vivere per sette generazioni.”



L’orgasmo ed il piacere femminile, in tutte le loro sfaccettature, sono oggetto di curiosità, soprattutto maschile, sin dai tempi antichi. Tuttavia, com’è fatto un orgasmo femminile? Mentre gli uomini tendono a concepirlo come fortemente somigliante al proprio, per rassicurarsi nei confronti dell’ignoto, le donne spesso faticano a descriverlo, in quanto rappresentativo della serenità, potenza ed intensità femminile. Nel 2004 viene definito dagli studiosi come “Picco di sensazione di intenso piacere transitorio e variabile in grado di creare un alterato strato di coscienza, che comporta l’induzione di uno stato di benessere e soddisfazione”. Prestiamo la dovuta attenzione alla parola “variabile”: ogni donna sperimenta modalità, intensità di orgasmo differenti, che possono mutare nel corso della vita. L’orgasmo nella donna è estremamente vario: c’è chi ride, chi urla, chi piange, chi non dice una parola, etc. Non c’è un'unica modalità nel viverlo, ma tante sfaccettature e significati differenti. Gli studiosi hanno individuato come, a livello individuale, l’orgasmo consente di scaricare l’eccitazione e vivere uno stato di equilibrio e di benessere; la donna si percepisce come tale, al di la della sua capacità riproduttiva, poiché esso è svincolato dalla maternità. A livello relazionale invece, è un indice della qualità del rapporto di coppia; non solo sinonimo di benessere mentale e relazionale, ma soprattutto Il/la partner trae dall’orgasmo femminile un’importante conferma della propria seduttività, della propria capacità di suscitare il desiderio – fisico ed emotivo –e di soddisfarlo.

Provare un orgasmo durante un rapporto sessuale o la masturbazione, non è semplice per la donna. Per poter avere un buon orgasmo, necessita di condizioni emotive, mentali e fisiche favorevoli. A differenza dell’orgasmo maschile, visibile e facilmente verificabile, il piacere femminile è facilmente simulabile. Da sempre connotato come simbolo di unione della coppia, della bravura e potenza virile del partner soprattutto nella nostra cultura, la forte domanda di orgasmi femminili da parte dell’’uomo durante il coito ha indotto molte donne all’orgasmo simulato. La donna si impone di rendere riconoscibile l’orgasmo attraverso segnali chiari ed inequivocabili, rappresentandolo cosi come l’uomo se lo aspetta.

Infine, non possiamo tralasciare la condizione clinica, molto diffusa anche se poco conosciuta, caratterizzata dall’impossibilità o difficoltà della donna di provare un orgasmo, ovvero l’Anorgasmia. Raramente udita nel dialogo comune o confessata anche tra amiche, benché meno in  coppia, tale disfunzione si presenta nel 9% nelle donne dal 18 ai 44 anni, nel 20%  nella fascia 45/64 anni e nel 55% delle donne oltre i 65anni. L’anorgasmia si manifesta con l’impossibilità di raggiungere l’orgasmo nonostante un’adeguata stimolazione da parte della donna o del/la partner. Possiamo distinguere tra anorgasmia:

  • Primaria, ovvero manifestarsi sin dal principio della vita sessuale;
  • Secondaria, ovvero apparire in un secondo momento (ad esempio in seguito a forte stress o traumi);
  • Situazionale, ovvero la disfunzione si manifesta con alcuni partner, mentre con  altri non si evidenzia il problema;
  • Assoluta, ovvero vi è un’impossibilità totale di provare l’orgasmo sia con la penetrazione che con la masturbazione.

È di fondamentale importanza asserire che ogni donna merita di vivere e scoprire, se lo desidera,  il proprio piacere sessuale. L’eventuale presenza di anorgasmia inoltre non passa da sola. È una condizione clinica che necessita di specialisti in sessuologia in grado di fare diagnosi in breve tempo per permettere alla donna di riscoprire il proprio piacere avendo rispetto di se stessa e della sua eventuale coppia.

 

 

 

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 Dott.ssa Martina Zanella - Psicoterapia EMDR Sessuologia







                           
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