Online il nuovo sito de "L'Araldo"
Rovi e gramigna, le poesie scomode di Angelo Pendola
Rovi e gramigna, le poesie scomode di Angelo Pendola admin
admin - domenica, 14 luglio, 2019
Visualizzazioni: 387
Cultura&Turismo [73]


di Salvatore Maurici


Vi sono poeti che vivono in comunità aperte, culturalmente avanzate, dove il talento e la sensibilità trovano spazio e luoghi dove potersi esprimere, orecchie interessate ad ascoltare.

In questi luoghi fortunati i versi dei poeti raccontano la storia degli uomini onorati di quella società di uomini liberi. Vivono nel rispetto generale e stimati, le loro parole ascoltate.

In altri luoghi ove la gente è chiusa in forti egoismi, prigionieri di una grande considerazione delle proprie capacità, scrivere poesie, poesie di denunzia, poesia civile, e ben più difficile; non amano le voci critiche, preferiscono ridurre al silenzio le voci dei poeti scomodi.

Un chiaro esempio di poeta maledetto, è il sambucese Angelo Pendola, la sua poesia di denunzia non piace al Potere, agli arruffoni, a coloro che usano cariche pubbliche per arricchirsi illegalmente.

Questa sfida impossibile non può che provocare isolamento, emarginazione, in tanti non amano la sua poesia. Così questi suoi versi, raccolti in una silloge dal titolo esplicativo: “Rovi e gramigna”, riprendono e continuano la sua storia poetica, rivelano a noi lettori attenti, il contenuto, ma non saziano la nostra curiosità, stanchi di poesia consumistica fatta di elogi e santificazioni, di natura arcadica e del ricordo, omettendo di parlare della pattumiera che di essa ne abbiamo fatto, noi voraci ed insaziabili consumatori.

I rovi danno buoni frutti, le more infatti hanno il senso dell’equilibrio, sanno di dolce con venature amare, chi le vuole raccogliere deve correre il rischio di pungersi e lacerarsi. La gramigna a sua volta lasciandola crescere trasforma in buon terreno capace di dare buoni frutti in terra asfissiato dalle sue radici, diventa improduttivo. Il seme del buon contadino che cade in mezzo alle radici della gramigna non darà pane, solo dispiaceri.

Cosi nel sociale, secondo il poeta Pendola la corruzione i politicanti corrotti, i mafiosi finiscono per succhiare le energie fisiche ed economiche, morali di una comunità, trasformandola in un insieme di individui deboli, incapaci di capire e difendere il bene comuni.

                           
Articoli Correlati
Tratto dal sito di TRS La Polizia Municipale di Sciacca soccorre turista che chiede aiuto, mette in fuga due malintenzionati e ferma un immigrato nordafricano che risulta.... LILLO FIRETTO 1° MEMORIAL DAY Sabato 17 dicembre, alle ore 17.30, presso il Teatro Sant’Alessandro, Palazzo Filangeri-Cutò, in Santa Margherita di Belice,.... ELEGIA DEI PEREGRINANTI DI ALBERTO PADOVANI Questo cielo da francigena Ci accompagna stamattina Noi, che non siamo Camminanti, noi qui Stiamo sotto lo stesso Cielo dei.... Mercoledì 18 giugno si è riunita a Santa Margherita di Belìce l'assemblea dei simpatizzanti Partito Democratico, alla presenza del segretario provinciale.... Si è svolto, giovedì 31 ottobre alle ore 20, presso la saletta multimediale del Museo della Memoria a Santa Margherita di Belìce, un incontro su....