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Massoneria e politica a Castelvetrano. Ecco tutte le logge coinvolte
Il Grande Oriente di Francia ha chiuso alle richieste del sud Italia
Massoneria e politica a Castelvetrano. Ecco tutte le logge coinvolte admin
admin - sabato, 23 marzo, 2019
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di Joseph Cacioppo

 

“Essere massoni non è reato” dice Stefano Bisi del Grande Oriente d’Italia (GOI), la principale Obbedienza massonica italiana.

Al secondo posto c’è la Gran Loggia d’Italia (GLDI). Poi la Gran Loggia Regolare d’Italia, e via via altre Obbedienze minori.

L’operazione Artemisia, che a Castelvetrano il 21 marzo scorso (anniversario della fondazione della Gran Loggia d’Italia) ha portato a diversi arresti eccellenti, stando a quando riferiscono le cronache, ha messo in luce che a Castelvetrano operano diverse Obbedienze: il “Grande Oriente di Francia”, “La Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana”, la “Gran Loggia d’Italia”, la “Grande Loggia Regolare d’Italia” e il “Grande Oriente d’Italia”.

Il Comando provinciale dei Carabinieri di Trapani, come si legge in un verbale del 12.11.2018, ha accertato che “che nel solo Comune di Castelvetrano insistono ben 6 logge di vario rito: “Italo Letizia n. 345” (La Serenissima Gran Loggia); “Demetra” ed “Enoch” (Gran Loggia Regolare d’Italia); “Oriente” (Gran Loggia d’Italia); “Francesco Ferrer n. 908” (Gran Oriente D’Italia); “Hypsas” (Grand Orient de France”.

Molte di queste logge hanno come riferimento il “Circolo Sociologico Italiano di Trapani” con sede in Via Parrini, 5 a Castelvetrano (di cui Gaspare Magro è uno dei comproprietari dell’edificio) e presieduto da Giuseppe Gioia. 

Da un elenco, riferito al 2013, redatto da Giuseppe Gioia, medico e al tempo Ispettore provinciale della Gran Loggia d’Italia, risulta che i 96 iscritti al “Circolo Sociologico Italiano” di Castelvetrano sono anche appartenenti a cinque diverse logge massoniche: “Hypsas” ed “Oriente” (operanti in Castelvetrano); “Giordano Bruno” (operante in Salemi); “Garibaldi” (operante in Mazara del Vallo); “Federico II” (operante in Trapani). Tutte predette logge, si legge nel rapporto dei Carabinieri, a meno della “Hypsas”, appartengono alla Gran Loggia D’Italia.

La Hypsas appartiene al Grande Oriente di Francia.

Per capire perché un Ispettore provinciale della Gran Loggia d’Italia sia in possesso degli elenchi di fratelli appartenenti ad altre Obbedienze bisogna fare un passo indietro e dare conto delle scissioni in seno alle varie Obbedienze massoniche.

La prima scissione risale al 1908. Dal Grande Oriente d’Italia, il 21 marzo 1910 viene fondata la Gran Loggia d’Italia.

A livello internazionale il GOI era riconosciuto dalla Gran Loggia d’Inghilterra.

Sia il GOI che la GLDI appoggiarono il fascismo, ma poi nel 1925 la Massoneria fù messa al bando. Caduto il fascismo la Massoneria riemerse con l’aiuto dei “fratelli” americani (Licio Gelli fù voluto dalla CIA).

Come ha avuto modo di spiegare all’inizio dell’anno il Gran Maestro Giuliano De Bernardo (gran maestro del GOI fino al 1993), sentito come testimone nel processo ‘Ntrangheta stragista” che si tiene a Reggio Calabria, a seguito delle infiltrazioni mafiose e della ‘ntrangheta la Gran Loggia d’Inghilterra revocò il riconoscimento al GOI.

A causa di tali infiltrazioni mafiosi e ‘ntranghetiste, De Bernardo lasciò il GOI e fondò la Gran Loggia Regolare d’Italia, ottenendo il riconoscimento della Gran Loggia d’Inghilterra.

Ma anche in questa nuova Obbedienza Giuliano De Bernardo vide qualcosa che non andava e lasciò per fondare “l’Accademia degli Illuminati italiani”.

 “La Serenissima Gran Loggia Nazionale Italiana” (e dal 1999: “Serenissima Gran Loggia d’Italia”) nasce nel 1951 e si dice discendente di Piazza di Gesù.

La Gran Loggia d’Italia (GLDI) è l’unica Obbedienza in Italia ad accettare le donne ed è molto legata, sul piano internazionale, al Grande Oriente di Francia.

La GLDI il 18 febbraio 2017 ha registrato l’ennesima scissione con l’espulsione, da parte del gran maestro Antonio Binni, di 600 “fratelli” vicini all’ex gran maestro Luigi Pruneti. A seguito di questa scissione, Luigi Pruneti ha infatti fondato l’Ordine Massonico Tradizionale Italiano (OMTI). Anche Pruneti è molto vicino al Grande Oriente di Francia.

Ma non tutti i detrattori di Antonio Binni hanno seguito Luigi Pruneti. Tanti si sono messi “in sonno” (una sorta di sospensione), altri hanno cercato ospitalità nel Grande Oriente di Francia.

Le richieste di iscrizione al Grande Oriente di Francia sono aumentate anche quando la commissione parlamentare d’inchiesta, presieduta da Rosy Bindi, tramite la Guardia di Finanza, ha provveduto al sequestro degli elenchi degli affiliati in Sicilia e in Calabria. Tant’è che il gran maestro del Grande Oriente transalpino ha emesso una direttiva per stoppare le richieste di iscrizioni provenienti dal sud dell’Italia.

Il Grande Oriente di Francia è un’Obbedienza che si distingue da tutte le altre.

Per la Massoneria tradizionale, che viene identificata con la Gran Loggia d’Inghilterra, per essere ammessi nella Libera Muratoria è fondamentale credere in un essere Supremo: il Grande Architetto dell’Universo. Ebbene nel lontano 1877 il Grande Oriente di Francia decise di togliere il requisito della fede nel Grande Architetto dell’Universo spalancando le porte anche agli atei.

Questa decisione del Grande Oriente di Francia produsse il secondo grande scisma nella Massoneria, in quanto la Gran Loggia d’Inghilterra dichiarò “irregolare” il Grande Oriente francese dal 1877 in poi, e così fecero anche le Obbedienze di altre nazioni.

Alla loggia “Hypsas”, sulla quale si è appuntata l’attenzione degli inquirenti, pare appartengano affiliati delle logge “Garibaldi” e Mozart”. Per gli inquirenti essa farebbe parte del “Grande Oriente di Francia”.

Ecco perché Stefano Bisi, gran maestro del GOI, tiene a far sapere che nessuno del Grande Oriente d’Italia è coinvolto nell’operazione Artemisia.

La scissione del 18 febbraio 2017 deve aver fatto spostare alcuni “fratelli” dalla “Gran Loggia d’Italia” al “Grande Oriente di Francia”.

Con l’operazione Artemisia non viene “contestata l’appartenenza alla massoneria in quanto tale, tant’è che non viene addebitata alcuna responsabilità a Giuseppe Gioia, maestro venerabile della Loggia Hypsas, medico dell’ospedale di Castelvetrano, in quanto è emerso chiaramente come il ‘gruppo occulto’ prendesse le decisioni a prescindere dalle direttive della loggia palese e si avvalesse degli aiuti degli appartenenti occulti più che di quelli palesi in caso di bisogno; dall’altro lato, perché alcuni dei soggetti cui è stata contestata l’associazione non solo non sono massoni apparenti ma nemmeno occulti, trattandosi di personaggi di potere che, secondo un accordo segreto, decidevano delle sorti degli enti pubblici della Provincia trapanese”.

A sostenerlo, nell’ordinanza applicativa delle misure cautelari dell’operazione Artemisia, è il Giudice delle indagini preliminari del tribunale di Trapani Emanuele Cersosimo.

Ciò non sminuisce l’attenzione della Massoneria per la politica e per la gestione della cosa pubblica. Non deve sorprendere dunque se, tra i consiglieri comunali di Castelvetrano eletti nel 2012, figuravano: 5 iscritti alla Gran Loggia Regolare d’Italia (il 77% degli iscritti, secondo la commissione d’inchiesta parlamentare presieduta da Rosy Bindi, non è riconducibile al nominativo con nome e cognome); 4 iscritti al Grande Oriente d’Italia e 2 iscritti alla Gran Loggia d’Italia. Mentre nel 2015 i “fratelli” assessori erano cinque su dodici: tre del GLRI e due del GOI.

E nei paesi del circondario le cosa non sono molte diverse.

 

                           
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