Online il nuovo sito de "L'Araldo"
Valenti come Churchill? La Massoneria locale distrugge l’ultima testimonianza del ventennio fascista a Santa Margherita di Belice
Demolita Casa Barbera. Il consiglio comunale e la Soprintendenza beni culturali di Agrigento chiudono un occhio
Valenti come Churchill? La Massoneria locale distrugge l’ultima testimonianza del ventennio fascista a Santa Margherita di Belice admin
admin - domenica, 17 marzo, 2019
Visualizzazioni: 410
News [1275]

 

di Joseph Cacioppo

L’anima massone dell’Amministrazione comunale di Santa Margherita di Belice ha cancellato dal suo patrimonio architettonico l’ultima testimonianza del ventennio fascista nel centro belicino.

“Casa Barbera” è stata demolita. E così scompare l’ultima testimonianza architettonica di un periodo storico che ha segnato l’Italia.

Mussolini, nella sua ascesa al potere, è stato appoggiato e finanziato dalla Massoneria. Anche se poi, nel 1925, i massoni sono stati messi al bando. Poi la Massoneria contribuì, a partire dal 1943, alla caduta del fascismo. Fu Dino Grandi, massone, a pianificare la destituzione di Mussolini (25 luglio 1943) e la sostituzione con il maresciallo Pietro Badoglio, massone.

E fu una corsa a “cancellare” le tracce dei contatti e dei sostegni al fascismo.

Nota è la vicenda di Winston Churchill, massone e primo ministro del Regno Unito, dal 1940 al 1945, il quale a guerra conclusa si mise alla ricerca, in Italia, della corrispondenza intrattenuta con il Duce per toglierla dalla circolazione.

Anche l’Amministrazione Valenti avrà voluto dare il suo modesto contributo a questa operazione di “pulizia”? Valenti come Churchill? Difficile dirlo.

Difficile capire se si è trattato di una “rimozione freudiana” del legame tra il fascismo e Santa Margherita di Belice, o tra il fascismo ed i supporter e finanziatori della prima ora. Ovvero se si sia trattato di una sorta di “vendetta” nei confronti di un immobile che rimanda a chi, nel 1925, mise fuori legge i massoni. Si sa la Massoneria ha memoria lunga, non dimentica.

Sta di fatto che l’unica testimonianza architettonica del fascismo a Santa Margherita di Belice è stata spazzata via dalle ruspe. Per 30 mila euro, pare. E tale cifra richiama i famosi trenta denari donati a Giuda.

Eppure sono passati meno di tre anni da quel 26 giugno 2016 quando il paese del Cafè House monopolizzò l’attenzione del web per aver ospitato la prima edizione del “Summer School regenerated_voids”, un’appendice della “Architects meet in Selinunte” giunta alla sesta edizione.

In quella occasione il centro storico di Santa Margherita di Belice venne “divinizzato”.

La parola d’ordine fu: “Work in progress” (traducibile come “lavori in corso”).

La collaborazione scientifica locale all’evento è stata nutritissima: Centro Studi Athena, Anthony Morreale, Angelo Giarraputo, Francesco Sala, Francesco Saladino, Francesca D’Antoni, Salvatore D’Antoni, Michele Ganci. Tutti giovani, tanti architetti. Molti tecnici locali si dissero entusiasti dell’iniziativa. La tutela del centro storico margheritese aveva trovato i suoi Numi Tutelari?

Può darsi, ma sembra più plausibile che qualcuno abbia confuso “Work in progress” (lavori in corso) con “Work in process” (traducibile come “materiale in corso di lavorazione”).

E così un pezzo del centro storico, “Casa Barbera”, dove i segni architettonici dell’epoca fascista erano sopravvissuti al terremoto del gennaio 1968, è stato dato in pasto alle ruspe. Malgrado il piano regolatore classifica tale immobile come “edilizia recuperabile” ed i vincoli esistenti consentono soltanto il “recupero”.

I Numi Tutelari si sono girati dall’altra parte, per non vedere lo scempio. Come hanno imitato le famose “tre scimmiette” i tanti nostalgici della “fisionomia scomparsa” e delle “pietre che urlano”.

Anche il web ha applaudito “Barabba”. Inconsapevole della rilevanza massonica di quelle ruspe che hanno o “vendicato” l’affronto del 1925 o “cancellato” la testimonianza architettonica di quel ventennio che vede la Massoneria come padre biologico.

I massoni margheritesi hanno vinto contro l’architettura fascista. Ma anche contro i vincoli che gravano sull’immobile. Complice il Consiglio comunale e l’architetto Bernardo Agrò, potente dirigente della Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento, che ha fatto finta di distrarsi.

                           
Articoli Correlati
La massoneria compie 300 anni. Almeno quella “speculativa” o moderna. Ed è un susseguirsi di iniziative. Il Grande Oriente d’Italia, Palazzo.... Quali sono i simboli distintivi dei massoni? Su quali leggende si basa il loro "credo"? Alla sezione "Cultura&Turismo" un ampia disamina cerca di dare qualche chiarimento.... Il rapporto tra i margheritesi d'America e quelli che vivono nel paese del Gattopardo, ha radici profonde. Rapporti tenuti anche a livello esoterico. Una testimonianza.... Montevago anticipa i tempi. Non vuole arrivare impreparata alla scadenza del 3 dicembre. Data ultima entro cui gli amministratori locali e regionali devono dichiarare la loro.... di Joseph Cacioppo E’ previsto per lunedì, 8 ottobre, alle ore 17,30, l’inizio dei lavori del convegno su: “Chiesa e Massoneria” che si....