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LE PRIGIONI DELLA SESSUALITA' FEMMINILE
Sessualità... Parliamone della Dr.ssa Martina Zanella
LE PRIGIONI DELLA SESSUALITA' FEMMINILE admin
admin - mercoledì, 20 febbraio, 2019
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LiberaMente [31]


di Martina Zanella

 

“Anche la più repressa delle donne ha una vita segreta, con pensieri segreti e sentimenti segreti che sono lussureggianti e selvaggi, ovvero naturali. Anche la più prigioniera delle donne custodisce il posto dell'io selvaggio, perché intuitivamente sa che un giorno ci sarà una feritoia, un'apertura, una possibilità, e vi si butterà per fuggire.”

(Donne che corrono con i Lupi - CLARISSA PINKOLA ESTÉS)



Le parole dell’autrice rimandano alla Donna di oggi, un persona ambisce alla passione, al sentirsi libera, o cercare il più possibile di esserlo; una donna che desidera assaporare pienezza nella vita. La donna libera, forte, indipendente, ma alla ricerca del grande amore rappresenta ad oggi il principale modello femminile a cui la società ci sprona, non senza difficoltà, ad ispirarsi. Nella società occidentale, rispetto al passato, i cambiamenti culturali hanno portato ad un allentamento di ciò che Pasini (2014) definisce Prigione Esterna, ovvero teatro di regole e convenzioni sociali a cui la donna era costretta in ruoli predeterminati e non liberamente scelti: figlia, moglie, madre ed infine nonna, volta alla cura della casa, del marito e della prole. L’autonomia culturale e finanziaria attuale permette alla donna di svincolarsi sempre più da ciò, favorendo l’indipendenza e la libera scelta. Una giovane donna oggi può decidere di essere ciò che desidera: madre o lavoratrice, oppure madre e lavoratrice. L’affermazione personale e sociale, o la sua ricerca,  spesso va di pari passo a quella di una vita di coppia e sessuale appagante.

Detto così, sembrerebbe tutto perfetto. Tuttavia, oltre che con la società le donne si confrontano quotidianamente con una serie di Prigioni Interiori, ovvero i principi ricevuti attraverso l’educazione, che invece di essere valide guide per la vita, spesso sono vincoli pesanti e fuori tempo che, anche se non direttamente, impongono alla donna di adeguarsi alle aspettative altrui. Ad esempio, non puoi essere una buona madre se lavori oppure non puoi avere una vita soddisfacente se non fai figli. Rispetto alla sessualità possiamo citare frasi doveristiche e totalmente slegate dal diritto al piacere come “è un tuo dovere”, “non chiedere mai, sii sempre pronta a dare”. Credenze, principi e norme spesso rigide che impongono vincoli e perfezione, verso i quali la donna si confronta con molta fatica nella sua crescita e formazione. Affrontare o prendere consapevolezza di tali imposizioni non è semplice, implica fatica e spesso una ridefinizione della propria prospettiva. L’alternativa è sottomettersi ad esse, rinunciando a sé ed ai propri desideri, cercando una pseudo-sicurezza ad un costo molto elevato.

Nonostante la diversità che ogni donna porta con sé e la presenza più o meno marcata di prigioni interne o esterne, la sessualità ha assunto un ruolo sempre più importante rispetto al passato, non più unicamente finalizzata alla procreazione, ma al piacere, al benessere. Il diritto al piacere non è più un mero strumento maschile, ma ciò non toglie che le prigioni sopracitate, interne ed esterne, esercitino ancora, talvolta in modo preponderante, la loro influenza. Sono ancora molte le donne che scontano a livello sessuale la frattura tra desideri ed aspettative legittimi da una parte, e regole e convenzioni dall’altra. Rinunciare ai propri desideri, conformarsi a ciò che presumibilmente gli altri si aspettano da lei, essere disponibile e generosa verso chi non lo merita sono fattori che denotano il timore nel godere della libertà acquisita.

Questo poiché essere libere comporta un rischio: le donne libere non trovano rifugio nelle sicurezze date dalle credenze, dalle ideologie e dalle abitudini. La sicurezza va costruita e rafforzata dentro di se. Essere libere significa assumersi la responsabilità verso se stesse e le proprie scelte. La libertà ha un “costo”, chi non riesce a sopportarlo spesso si nasconde,  e se non riesce a chiedere aiuto ad un professionista, rinuncia purtroppo ad una dimensione vitale della propria esistenza. Ogni donna dovrebbe vivere la sua storia come protagonista, abbattendo o limando, per rendere più sostenibili, le inferriate delle prigioni interne ed esterne che l’affliggono legittimandosi nei confronti di una sessualità libera da afflizioni, piena e soddisfacente.



 


 

 Dott.ssa Martina Zanella - Psicoterapia EMDR Sessuologia

 

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Immagine: Gene Tierney nel film di Otto Preminger, Il segreto d'una donna









                           
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