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Il flop di Roma della politica del selfie. Il sindaco Valenti incontra per caso due parlamentari siciliani che non conoscono il Belìce
Nessuno riferisce di impegni presi. Dilettanti allo sbaraglio che pretendono di essere sentiti dalle Istituzioni senza fissare un preventivo appuntamento
Il flop di Roma della politica del selfie. Il sindaco Valenti incontra per caso due parlamentari siciliani che non conoscono il Belìce admin
admin - giovedì, 17 gennaio, 2019
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di Joseph Cacioppo

Tanti selfies e tanti video testimoniano che l’Amministrazione comunale di Santa Margherita di Belice, il 15 gennaio, era a Roma, in piazza Montecitorio. Una “protesta felpata” per denunciare la ricostruzione incompiuta del Comune di Santa Margherita di Belice a 51 anni dal terremoto del 1968. Le immagini girano sul web e sui media. Ed è un diluvio di “mi piace” e di “complimenti”. Manca, però, un’analisi dell’iniziativa. “Mi piace” cosa? E “complimenti” per cosa?

Un dato è certo, il sindaco Franco Valenti ha incontrato a Roma due parlamentari siciliani che ignoravano la situazione di Santa Margherita di Belice a 51 anni dal terremoto del gennaio 1968: il sen. Raffaele Stancanelli e il deputato Alessandro Pagano. Eppure i due parlamentari, nella loro carriera politica, hanno rivestito anche la carica di assessori regionali in Sicilia. Ecco chi sono i due parlamentari che - stando alle immagini divulgate dal sindaco Valenti - per la prima volta hanno preso contezza della situazione della Valle del Belìce.

Raffaele Stancanelli è di Regalbuto, provincia di Enna. Politicamente nel 1978 è con il MSI. Nel 1996 entra all’ARS con Alleanza Nazionale e riveste la carica di assessore regionale con Cuffaro. Nel 2008 diventa senatore con il Popolo della Libertà ma si dimette per fare il sindaco di Catania. Nel 2013 aderisce a Fratelli d'Italia e nel 2014 è tra i fondatori del movimento “Diventerà Bellissima” di Nello Musumeci. Nel 2018 torna in Senato e aderisce al gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia.

Alessandro Pagano, di San Cataldo, è stato eletto nel collegio di Caltanissetta. Con Forza Italia nel 1994, eletto all’ARS ha rivestito la carica di assessore regionale sia con Provenzano che con Cuffaro. Dal 2008 è deputato alla Camera prima con il Popolo della Libertà e, dal 2013, con il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano. Nel 2016 è passato con la “Lega – Salvini Premier”.

Cioè il sindaco Franco Valenti ed i due parlamentari siciliani, almeno da dieci anni, militano nelle file dello stesso schieramento politico e non hanno mai parlato della mancata ricostruzione post terremoto di Santa Margherita di Belice?

La domanda non è retorica. Il mistero, infatti, si infittisce se si analizza anche l’attenzione riservata alla valutazione politica - pubblicata sul profilo facebook del sindaco Valenti - del presidente del circolo locale della “Lega – Salvini premier”: Francesco Barbera.

Nel suo intervento l’esponente margheritese di spicco della “Lega – Salvini premier”, da atto che l’assessore ai lavori pubblici di Santa Margherita di Belice, Maurizio Marino, è stato ricevuto a Roma dal leghista Stefano Candiani, Sottosegretario agli Interni, nonché commissario della Lega in Sicilia.

Il leghista margheritese Francesco Barbera, nella sua valutazione, ha coinvolto una cinquantina di amici facebook, tra i quali l’intera Amministrazione comunale. I “like” ricevuti dal “post”, però, sono solo una decina: assente l’Amministrazione di Franco Valenti. Perché questo gelo assoluto nei confronti del presidente del circolo margheritese della “Lega – Salvini premier”??

Come va letto il dato?

Gelosia perché un esponente del Governo giallo-verde in carica ha ricevuto l’assessore Maurizio Marino e non il sindaco Franco Valenti?

Il tentativo di non fare ingelosire “Diventerà Bellissima”, dopo la nota di solidarietà del Presidente Musumeci ed il passaggio in Senato di Raffaele Stancanelli?  

O, più verosimilmente, la voglia di archiviare al più presto possibile questa penosa “vacanza romana” che si è rivelata un flop madornale. Durante la quale il sindaco Valenti si è piazzato davanti l’ingresso della Camera dei Deputati per “elemosinare” una “diretta facebook” ai parlamentari di passaggio ed una parte degli introiti della Stato con le accise. Invece di ricordare che, per la legge vigente, è lo Stato (e non il Comune, come erroneamente riferito alla cronista del TG3) che deve realizzare le opere di urbanizzazione. Il Comune, dietro concessione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, caso mai può solo farsi carico degli adempimenti amministrativi.

Che gaffe! E questo che induce a cliccare “mi piace” e “complimenti”?

 

                           
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