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La icona-presepe per la rappresentazione del Natale nella tradizione bizantina
La icona-presepe per la rappresentazione del Natale nella tradizione bizantina admin
admin - martedì, 1 gennaio, 2019
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di Calogero Raviotta

Credo che il significato del presepe, realizzato secondo la tradizione occidentale (a scuola, a casa, nella suggestiva coreografia del presepe vivente in un centro abitato), possa essere meglio compreso con una icona-presepe, che nella tradizione bizantina è espressione figurativa della grande e antica festa della Natività di Gesù (nei primi secoli celebrata il 25 dicembre o il 6 gennaio).

Nel calendario romano, la Natività del Signore è ricordata il 25 dicembre già nel 354, mentre a Costantinopoli Gregorio Nazianzeno la celebra nella chiesa della Resurrezione nell’anno 380.

L’iconografia del Natale è antichissima ed è stata tramandata fedelmente con gli elementi essenziali (Bambino, Madre di Dio, Giuseppe, stella, angeli, pastori, animali, magi) anche se nel corso dei secoli qualche iconografo, pur rispettando lo schema originario, ha introdotto qualche variante (personaggi e loro collocazione). 

L’icona del Natale (tradizione Cristiana orientale) ed il presepe di S. Francesco (tradizione Cristiana occidentale, con tutti gli adattamenti locali, recepiti fino ad oggi, sono espressione della partecipazione di tutto il creato alla Nascita del Figlio di Dio ed ogni elemento ha un significato.

Esaminando nei particolari l’icona-presepe (imagine di sinistra)

*(in alto) le montagne uniscono la divinità con l’umanità, gli angeli sono la natura spirituale, i pastori sono il popolo; (in alto a sinistra) i re magi; (in alto a destra) due angeli: uno si rivolge ai re magi e l’altro ai pastori;

*(al centro) la Madre di Dio, distesa, che riflette sullo straordinario evento;

* (al centro, a sinistra) angeli in adorazione di Gesù nella culla, dentro la grotta, col bue e l’asinello;

* (in basso a sinistra) S. Giuseppe pensieroso riflette sul mistero:“col cuore in tumulto, fra pensieri contrari, il savio Giuseppe ondeggiava” (Inno Akatitos); davanti a S. Giuseppe un uomo rivestito di pelli, appoggiato ad un bastone: è un falso pastore, è il demonio che diabolicamente tenta di alimentare il pensiero agitato di Giuseppe

* dall’alto in centro scende da una stella un fascio di luce in tre raggi verso la culla: “Unità e trinità di Dio che si manifesta come luce”.

Mentre l’immagine a destra della foto, ritrae l’riginale icona con la Madonna accanto al bambino nella culla mentre dorme. Immagine originale di una chiesa dell’Albania, riprodotta nella chiesa parrocchiale greca di Palazzo Adriano (PA), che con Contessa Entellina, Mezzoiuso e Piana degli Albanesi da cinque secoli segue il rito bizantino – Greco.

                           
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