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PITIGRILLI - UN AFORISTA IN OMBRA DI ANNA ANTOLISEI
Gli aforismi di Dino Segre tra ironia e spregiudicatezza
PITIGRILLI - UN AFORISTA IN OMBRA DI ANNA ANTOLISEI admin
admin - lunedì, 22 ottobre, 2018
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di Laura Bonelli


Parlare di Dino Segre, in arte Pitigrilli vuol dire camminare su un terreno minato. Narratore e intellettuale geniale, ebbe un’esistenza tempestosa negli affetti, dubbia nella politica (fu accusato di essere una spia dell’ OVRA, la polizia segreta fascista), variegata nella spiritualità e carica di successi dal punto di vista letterario. Anna Antolisei sceglie forse l’aspetto più interessante di questo personaggio e nel suo libro Pitigrilli – Un aforista in ombra (Joker Edizioni) raccoglie gli aforismi, appunto, rivelando la parte più eccelsa e libera di Segre: una mente lucida con uno sguardo spregiudicato nei confronti della società e dell’uomo.

Un’interessante nota biografica completa l’opera, risultando, nel complesso, un lavoro di ricerca piacevolissimo grazie alla capacità di mettere in luce la sagacia e l’ironia di Pitigrilli, alternati a lampi di chiaro intelletto che conducono a serie riflessioni.

Anna Antolisei è nata e lavora a Torino. Esordisce nel giornalismo; collabora poi a riviste letterarie e specializzate nella comunicazione in forma cartacea e ipertestuale. E’ autrice di libri di poesie, aforismi e romanzi. Nel 2006 fonda la rivista letteraria web “Il Giornalaccio” e ne è a tutt’oggi  il Direttore Responsabile.  Dal 1996 si batte per la libertà di stampa e contro la censura nelle fila del PEN Club Italiano e del Centro PEN della Svizzera italiana e retoromancia. È fondatrice e presidente dell'Associazione Italiana per l'Aforisma, del Premio Internazionale per l’Aforisma “Torino in Sintesi”, nonché vice-presidente del Premio Internazionale di Poesia “Rodolfo Valentino - Sogni ad occhi aperti”.



Un'esistenza costellata da controversie personali, amorose e politiche. Chi era Dino Segre?

Dino Segre è stato una persona assai difficile da definire a causa del suo temperamento poliedrico, a volte addirittura contraddittorio. Di certo non fu un uomo indolente: ha afferrato al volo tutte le le opportunità offerte dalla vita e consumato ogni genere di esperienza. Altrettanto si può dire del “personaggio” Pitigrilli, il suo alter ego letterario che fu giornalista, editore, narratore, aforista ottenendo grandi successi. Sperimentò anche il gusto amaro della sconfitta, peraltro prevedibile in un provocatore nato quale riuscì, o volle essere. 


Il tuo libro è dedicato esclusivamente agli aforismi dell'autore. Perché questa scelta?

Per due ragioni di fondo. La prima deriva dal mio interesse specifico per la “Forma breve”, che coltivo da decenni in diversi ruoli. Ma lo stimolo più importante viene dall’insofferenza verso lo spreco o la sottovalutazione del talento creativo. Pitigrilli fu un grande massimatore; uno tra i più significativi del primo Novecento. Constatare che la sua capacità di sintesi, che la sua impagabile arguzia venivano ignorate per ragioni politiche o pseudo-morali, mi è parsa una motivazione più che sufficiente per compiere un lavoro di ricerca utile a riparare questa  palese iniquità. 


L'immagine della società descritta da Pitigrilli è spregiudicata e irriverente, ma è impossibile dire che non sia veritiera…

Non solo la sua critica pungente fu veritiera: rimane a tutt’oggi di straordinaria attualità. Aggiungo un “purtroppo”, perché Pitigrilli lanciava i suoi strali verso gli aspetti più negativi dell’animo e del comportamento umano. Detestando e irridendo l’ipocrisia, l’ottusità, il servilismo, la malafede, denunciava senza remore i mali tipici della stessa natura umana; quei vizi, insomma, che albergano e resistono in noi a dispetto della cultura e del costume di ogni epoca.

 

"Una sciocchezza ripetuta, quando diviene di pubblico dominio, cessa di essere una sciocchezza; come una menzogna ripetuta diventa, col tempo, una verità". In un momento storico-sociale caratterizzato da fake news e gossip, Segre si rivela profetico. Cosa direbbe del XXI secolo?

Proiettare Pitigrilli nel mondo d’oggi, potrebbe rivelarsi un’impresa rischiosa: e, con voluta malizia, sostengo che lo spasso sarebbe garantito. Le sue doti di grande comunicatore lo renderebbero immediatamente “virale”; smascherare fake news diverrebbe il suo credo, e mettere in ridicolo i protagonisti del gossip sarebbe la sua missione. Il tutto, sostenuto da un’intelligenza, da un bagaglio culturale e da un uso di mondo che pochi tra i “provocatori professionali” d’oggi  potrebbero vantare.








                           
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