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Massoneria, entro Natale si conosceranno anche i nomi dei Fratelli sindaci ed assessori siciliani
Attesa per conoscere i Massoni che amministrano il Comune di S. Margherita di Belice
Massoneria, entro Natale si conosceranno anche i nomi dei Fratelli sindaci ed assessori siciliani admin
admin - venerdì, 5 ottobre, 2018
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di Joseph Cacioppo

 

A Santa Margherita di Belice, “capitale” della Massoneria belicina, potrebbe cadere il velo sugli amministratori comunali che credono nel Grande Architetto dell’Universo (G.A.D.U.).

Il velo potrebbe cadere entro Natale. La legge approvata dall’Assemblea regionale della Regione Siciliana, prevede infatti che gli amministratori pubblici devono dichiarare la loro eventuale appartenenza alla Massoneria entro 45 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Il disegno di legge, proposto dal deputato Claudio Fava, originariamente prevedeva la dichiarazione soltanto per i parlamentari regionali. In fase di discussione il Parlamento siciliano ha approvato anche un emendamento del M5S e così l'obbligo è stato esteso anche al presidente della Regione, agli assessori regionali, ai sindaci, ai consiglieri e agli assessori comunali, e ai consiglieri di circoscrizione.

Per Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (GOI), “Si tratta di un provvedimento molto grave e pericoloso perché viola norme costituzionali ed europee e mina palesemente alla base la libertà di ogni individuo. Ci meravigliamo che un così aggressivo e discriminatorio atto legislativo sia stato avallato anche da forze e partiti che da sempre hanno sbandierato la loro laicità nel pieno rispetto della Costituzione Repubblicana”. “Già nel 2007 – ricorda il Gran Maestro Bisi - la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva condannato lo Stato Italiano, dando ragione al ricorso presentato dal Grande Oriente d’Italia nei confronti di una legge della Regione Friuli Venezia Giulia che fissava regole e norme per le nomine a cariche pubbliche, prevedendo che chi avesse voluto ricoprire determinate cariche doveva dichiarare l’appartenenza a società segrete di tipo massonico”.

Il titolo del disegno di legge presentato da Claudio Fava è significativo del “terreno minato” su cui si è mosso il Parlamento siciliano: “Obbligo dichiarativo dei parlamentari dell’Ars in tema di affiliazione a logge massoniche o similari”.

Già, “obbligo”. Ma quale è la sanzione per chi viola tale obbligo?

Le sanzioni, dopo la riscrittura dell’articolo 2 del disegno di legge proposto da Fava, saranno limitate ad una pubblica dichiarazione circa la violazione della norma di trasparenza.

Perché quindi i Fratelli che si rifanno alla Costituzione di Anderson dovrebbero rispettare la nuova legge?

“Per me – ha spiegato Claudio Fava, presidente della commissione Antimafia - la sanzione peggiore per chi decide di omettere di dichiarare la sua appartenenza alla Massoneria, è che tutti sappiano che si è violato questo dovere di trasparenza”.

E già, la trasparenza. Dalla ultima relazione della Commissione Antimafia presieduta da Rosi Bindi è emerso che alcuni Fratelli riportati negli elenchi degli iscritti alla Massoneria, sequestrati dalla Guardia di Finanza e riferiti alle principali Obbedienze, non sono riconducibili a persone identificabili. In particolar modo per gli elenchi della GLRI (Gran Loggia Regolare d’Italia).

In questi elenchi potrebbero non risultare gli iscritti all’OMTI (Ordine Massonico Tradizionale Italiano), perché costituito da poco più di un anno dopo le espulsioni effettuate dal Gran maestro della GLDI (Gran Loggia d’Italia).

Contrario alla norma si è dichiarato l’UDC che, tramite il capogruppo Eleonora Lo Curto, ha definito la legge “subdola e cattiva”. Favorevole il movimento “Diventerà Bellissima”.

Entro Natale si saprà se Santa Margherita di Belice, oltre ad esporre i simboli della Massoneria sulla chiave di volta dell’ingresso del palazzo municipale ed una piazzetta dedicata alla regina Maria Carolina d’Asburgo, sarà in grado di rendere trasparenti anche i nomi degli amministratori comunali appartenenti alla Massoneria.

Sarà necessario leggere il testo della legge approvata dall’Ars, per capire se questa “dichiarazione di appartenenza” deve essere resa anche da chi è “in sonno” (cioè è Massone ma non partecipa ai lavori di Loggia, ndr). Se così non dovesse essere, in questi 45 giorni previsti dalla legge, l’elenco dei Fratelli Massoni “in sonno” potrebbe allungarsi enormemente.


 

 

                           
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