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QUEL DOLORE CHE NON SO SPIEGARE...
Sessualità... Parliamone! di Martina Zanella
QUEL DOLORE CHE NON SO SPIEGARE... admin
admin - martedì, 11 settembre, 2018
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LiberaMente [17]


di Martina Zanella


“… pur essendo sposata da un quarto di secolo, era ancora vergine… Tutto il suo corpo si stava irrigidendo in modo intermittente e tremante. … Nonostante l’espressione di tutto il suo dolore fisico, era forte, rimaneva sul lettino, e mi implorava di proseguire poiché avrebbe resistito se solo ci fosse stata speranza per la sua condizione disperata” (Sims, 1861).

Correva l’anno 1861 e per la prima volta nella storia medica veniva scientificamente definito il Vaginismo. Da allora sono passati molti anni, ma il mistero e la mancanza di informazioni corrette che aleggiano su tale disfunzione femminile è ancora, purtroppo, molto elevata.

Tremare fortemente, inarcare la schiena, allontanare il partner, abbracciarsi le gambe, provare il desiderio ed allo stesso tempo la paura della penetrazione, e tanto altro ancora sono tutte reazioni e sensazioni sperimentate dalla donna che soffre di vaginismo nel momento in cui desidera e prova ad avere un rapporto sessuale. Parlare di vaginismo significa considerare sia la mente che l’intero corpo della donna. Oltre alle reazioni precedentemente descritte, è presente una contrattura involontaria dei muscoli che circondano l’introito vaginale, tale da impedire la penetrazione da parte del pene o altro, per un periodo superiore ai 6 mesi, malgrado la sperimentazione di numerosi tentativi ed il desiderio di farlo. In secondo luogo vi è una fobia legata alla penetrazione, una paura definita come “catastrofica e devastante”. Non solo i rapporti sessuali, anche determinati esami ginecologici, come il pap-test, o l’uso di assorbenti interni rappresentano una vera e propria sfida da affrontare.

A livello clinico distinguiamo tra vaginismo primario, quando la disfunzione compare all’inizio della vita sessuale e perdura nel tempo, e vaginismo secondario, quando irrompe in una vita sessuale già avviata in assenza di problemi penetrativi preesistenti. Le cause sono altamente soggettive e molteplici, ad esempio una scarsa conoscenza del proprio corpo e delle proprie parti intime, un’educazione sessuale rigida, un parto difficile, una rottura sentimentale, un evento traumatico come un’aggressione sessuale, un dolore cronico provato durante un rapporto.

Non mi sento normale”. Questa è la sensazione che più caratterizza la donna nel momento in cui non vi è ancora una diagnosi. Si sente diversa, difettata e quasi inesorabilmente inizia la paura di non poter vivere la sessualità e di non essere accettata dal proprio partner. Secondo diversi studi questa disfunzione sessuale femminile affligge l’1-2% delle donne in età post puberale. Una percentuale, sebbene di per se già molto rilevante, che potrebbe in realtà risultare sottostimata, poiché molte donne rinunciano a cercare aiuto per paura di essere derise e giudicate, mascherando questo segreto anche per molti anni.

In ogni caso, il vaginismo irrompe nella vita sessuale della coppia o della persona con grande risonanza, modificandone gli equilibri e le dinamiche. Se single, la donna può inconsciamente scegliere un partner in base al grado di tolleranza che mostra nei confronti del problema. Mentre se in coppia, la sessualità tende ad essere considerata come non essenziale oppure focalizzata su rapporti non penetrativi, finché non compare la richiesta da uno dei due partner di vivere e godere appieno la sessualità o il desiderio di un bambino. L’autostima di entrambi i partner viene messa duramente alla prova, la coppia vive momenti di confusione ed impotenza. Emergono sentimenti di colpa, rabbia, rassegnazione che se non contenuti ed elaborati possono portare a veri e propri conflitti.

Superata la fatica e la paura del chiedere aiuto, è importante capire a chi fare riferimento. È necessario consultare uno specialista formato in sessuologia per poter effettuare una diagnosi corretta ed una terapia adeguata, la quale generalmente non supera le 15/20 sedute.  

Spesso vissuto come una maledizione dalla quale non si può uscire, il vaginismo non è per sempre. Si può risolvere, con l’aiuto di uno specialista e tanta determinazione, per avere una sessualità appagante e libera da paure.


 

https://www.facebook.com/zanellapsicologa/

 

 Dott.ssa Martina Zanella - Psicoterapia EMDR Sessuologia

 


Immagine Nancy Smith, In Silence with all Subjection







                           
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