Online il nuovo sito de "L'Araldo"
Irene Brin, l'intellettuale che insegnò lo snobismo agli italiani. L'ultimo libro di Leonilde Bartarelli
Giornalista di costume, diffuse la moda italiana nel mondo
Irene Brin, l'intellettuale che insegnò lo snobismo agli italiani. L'ultimo libro di Leonilde Bartarelli admin
admin - venerdì, 7 settembre, 2018
Visualizzazioni: 83
Cultura&Turismo [64]


di Joseph Cacioppo

 

Nom de plume”. Sembra il “nome di penna” a dare il tempo alla vita dell’intellettuale che ha ispirato la “biografia romanzata” che Leonilde Bartarelli ha scritto su “Irene Brin” (Graphofeel edizioni).

Lo pseudonimo è di casa nella letteratura e nel giornalismo. Ma Maria Vittoria Rossi, sui noms de plume ha basato la sua vita professionale: Marlene, Oriane, Mariù, Irene Brin, Contessa Clara, Geraldine Tron, Ortensia. Un nome per ogni esperienza professionale, per ogni rubrica, per ogni testata giornalistica.

A suggerirle il nome di “Irene Brin” fù Leo Longanesi (il maestro di Ennio Flaiano e Indro Montanelli) allora direttore del rotocalco Omnibus.

Scrittrice e giornalista di costume in un periodo storico in cui le donne non erano di casa nelle redazioni dei giornali. Già i giornali ed il periodo in cui operano. La difficile convivenza con il potere, allora come oggi.

Leonilde Bartarelli ricostruisce, per facilitare il lettore, il clima del ventennio fascista e le difficoltà in cui operavano sia i giornalisti che gli intellettuali. Ricorda, ad esempio, che furono pochi gli intellettuali che si allontanarono dall’Italia.

Ricorda che “Irene” frequentò i maestri del giornalismo moderno: Longanesi, Montanelli, Ennio Flaiano, Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti (quest’ultimi poi li ritroveremo nel settimanale “Il mondo” e tra i fondatori del Partito Radicale).

Ricostruisce i luoghi dove si riunivano a Roma gli intellettuali e l’alta borghesia, il ruolo dell’Istituto LUCE, del MinCulPop, della scuola durante il fascismo. In una parola l’autrice di “Irene” ricostruisce, per il lettore, la scenografia fisica e sociale del periodo attraversato dell’icona del fascino della prima metà del secolo scorso.

Una donna, una giornalista che ha valorizzato la produzione artigianale, diffondendo e valorizzando la moda italiana nel mondo. E che ha dato la possibilità a diversi artisti di essere apprezzati e di esprimersi ai massimi livelli.

La vita di Maria Vittoria Rossi – Irene Brin sembra quasi una scusa per raccontare uno spaccato della società italiana, dagli anni ’30 al boom economico degli anni ’60.

“Captò il mondo con le sue antenne da pipistrello (by Indro Montanelli) e lo descrisse con tono divertito e dissacrante”.

Lo stile di Irene Brin può racchiudersi nell’invito rivoltole da Leo Longanesi in veste di direttore: “Insegni lo snobismo agli italiani, i quali credono che l’essere snob consista soltanto nell’alzare il mignolo quando bevono”. E così fu.

Come Leonilde Bartarelli racconta nel suo “Irene”. Che non è una biografia, né un saggio e nemmeno un testo critico sulla società del periodo in cui visse l’intellettuale che si trasformò anche in mercante d’arte. E’ l’insieme di tutte queste cose.

La storia di una donna di successo, si direbbe oggi. Lo stesso pare non possa dirsi dal punto di visto affettivo, anche se ha avuto un marito che l’adorava. Adorazione reciproca, ma talmente ostentata da “insospettire” Indro Montanelli.

Ma su questo l’autrice di “Irene” sorvola, forse perché – come si legge sulla quarta di copertina – pare essersi concessa una “appassionata complicità” con una donna che ha segnato un’epoca.

                           
Articoli Correlati
di Betty Scaglione Cimò Irene Brin, una donna, anzi tante donne in una. Nasce Maria Vittoria Rossi. Grazie alla madre, viaggia moltissimo, parla correttamente.... di Joseph Cacioppo La pratica della frusta e del cilicio, come punizione delle tentazioni terrene, l’Opus Dei deve averla ripresa dal Medioevo. Così pare leggendo.... La scuola di ballo Royal Dance, di Santa Margherita di Belìce, continua ad affermarsi ai massimi livelli nazionali ed internazionale. Ben sette i titoli italiani che.... di Joseph Cacioppo "Quel gran genio del mio amico" molto probabilmente non apprezzerà il parallelo tra "Il venditore di attimi" e Lucio Battisti. L'accostamento, tra la.... Esordio vincente per la neo “Royal Dance” di Santa Margherita di Belice. Antonino Barbera e Rita La Sala hanno partecipato al campionato italiano di danza sportiva....