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PORNOGRAFIA E ADOLESCENZA: TUTTO ALLA PORTATA DI UN CLICK
Sessualità...Parliamone! di Martina Zanella
PORNOGRAFIA E ADOLESCENZA: TUTTO ALLA PORTATA DI UN CLICK admin
admin - lunedì, 6 agosto, 2018
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LiberaMente [17]


di Martina Zanella


Per caso ho aperto il gioco online di mio figlio di 8anni sul computer, ed in un istante sono apparse immagini di donne nude in posizioni hard. Mi domando quante volte mio figlio abbia visto quelle immagini, o altro, senza che io ne fossi a conoscenza!

 

Lo shock di un genitore quando scopre che il suo bambino visualizza immagini o filmati al di fuori del suo controllo ci porta a riflettere su diverse questioni. Proviamo ad osservarne alcuni aspetti.

Molti adulti ignorano che i propri figli, sin dalla preadolescenza, possano visualizzare materiale pornografico. Altri fingono di non saperlo, con l’idea del “se non vedo, non credo”. Altri lasciano correre, convinti che un po’ di pornografia non abbia mai fatto male a nessuno, magari perché nella loro storia di vita la curiosità verso tale aspetto non ha mai portato a conseguenze dannose.

In un’epoca non nativa digitale, poter avvicinarsi alla pornografia significava recarsi in un’edicola oppure in una videoteca dove l’accesso ai minori era vietato, pertanto per un adolescente era quasi impossibile accostarsi a tale materiale. Vari ostacoli fungevano da limiti, come il costo o il controllo dell’adulto; inoltre a livello di stimoli, immagini e contenuti vi è una notevole differenza tra un giornale dell’epoca ed un video attuale.

Uno studio europeo commissionato da McAfee (2013) ha rivelato un preoccupante gap tra il comportamento degli adolescenti online e ciò di cui i genitori sono al corrente. Lo studio mostra come un’ampia percentuale di genitori (66%) abbia aiutato i propri ragazzi a creare i loro profili online, i quali vengono sorprendentemente aperti in età sempre più precoce. In Italia l’accesso volontario degli adolescenti a contenuti inappropriati online è molto frequente, nonostante il 72% dei genitori abbia fiducia nel contrario e sia convinta (41%) che il proprio figlio adolescente dica la verità su tutto ciò che fa sul web.

Innanzitutto, cerchiamo di capire cosa si intende per pornografia. Alludere ad immagini con connotazioni sessuali non è sufficiente, poiché questo equivarrebbe includere anche le opere d’arte. Considerare del materiale come pornografico significa che uno o più esseri umani devono essere rappresentati come coinvolti in un’attività sessuale, tale rappresentazione deve includere in modo dettagliato gli organi genitali dei soggetti e l’obiettivo della stessa è portare il fruitore ad uno stato di eccitazione. Nell’uomo ad esempio questo spesso implica un’erezione ed una spinta verso la masturbazione o un rapporto sessuale.

Mentre nel mondo adulto l’uso senza eccessi della pornografia può favorire una sana e divertente sessualità, per i giovanissimi essere esposti ad immagini e video con queste caratteristiche rappresenta un rischio potenziale a diversi livelli, poiché tale l’utilizzo potrebbe condizionare le loro attitudini sessuali. A livello psicologico le immagini ed i video potrebbero rivelarsi eccitanti, ma allo stesso tempo spaventose, destabilizzanti. La presenza di stimoli intensi e particolarmente disturbanti, potrebbe essere vissuta come un vero e proprio trauma. L’esposizione a materiale pornografico sul web in giovane età potrebbe distorcere la realtà su ciò che è il sesso, sulle aspettative, le attitudini, i pensieri, le fantasie, come se il filmato o l’immagine possa rappresentare la vita di coppia reale.

L’accesso senza limiti alla pornografia, senza alcuna mediazione e limitazione da parte dell’adulto, può indebolire la capacità di costruire relazioni sociali e rapporti intimi in cui sperimentarsi. Ma non solo. Ricerche mostrano come vi possano essere influenze su una maggiore permissività sessuale, sulla credenza dell’individuo un mero oggetto sessuale, sulla tendenza a non usare i preservativi, sulla pratica del sexting* e rispetto alla strutturazione di una vera e propria dipendenza. Inoltre, sia per il ragazzo che per la ragazza, può notevolmente incidere sull’autostima, le ragazze possono sentirsi fisicamente inferiori alle donne dei video ed i ragazzi dubitare della propria virilità.

Non possiamo quindi ignorare che la proliferazione di materiali espliciti e l’enorme disponibilità dei contenuti pornografici nella vita di tutti i giorni, porti i ragazzi ad imbattersi in materiali inadatti al loro livello di maturità e competenza emotiva. Fornire divieti o negare la realtà non è la soluzione, la curiosità ed il bisogno di esplorare la sessualità è naturale e fisiologico. È importante che ciascun adulto rifletta su quali messaggi vuole trasmettere al proprio figlio, quali limiti e confini condividere e comunicare. Educare alla sessualità, mostrandosi aperti al dialogo, ma allo stesso tempo ponendo limiti e confini protettivi, favorisce infatti una reale vicinanza emotiva tra genitori e figli.

 

* L'invio di testi o immagini sessualmente esplicite tramite Internet o telefono cellulare


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 Dott.ssa Martina Zanella - Psicoterapia EMDR Sessuologia















                           
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