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S. Margherita: grande successo per il premio letterario, l'evento mondano dell'anno
Rivalutato il palazzo baronale che ospitò la regina Maria Carolina
S. Margherita: grande successo per il premio letterario, l'evento mondano dell'anno admin
admin - domenica, 5 agosto, 2018
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di Joseph Cacioppo

Anche quest’anno Santa Margherita di Belice ha vissuto la sua serata mondana. Un rito che dura da 15 anni. Un rito che da tre lustri va sotto il nome di “Premio letterario internazionale” e che rappresenta, per la borghesia locale e del circondario, l’evento mondano per eccellenza. Guai a mancare.

E non va certo scomodato “Aristodem, discorso sui nuovi radical chic” di Daniela Ranieri, in quanto manca l’irresistibile fascino del rivoluzionario da salotto. Gli amanti di questo rito, infatti, possono ricondursi a due categorie: gli “invitati” ed i “clicchettari” del web. Sono loro infatti che si contendono i circa tremila posti a sedere collocati in una piazza colpita dal sole nei primi giorni di agosto. I primi hanno i posti riservati, mentre i secondi sono costretti ad accaparrarsi il prezioso titolo (“io c’ero, tra i posti a sedere”) quando il sole non è ancora tramontato. Anche se l’inizio dello “spettacolo” è previsto per le 21, e il suo “lieve” ritardo fa parte della programmazione. E, come ricordato nel brano letto da Giannini, in questo periodo “nevica fuoco”.

Malgrado ciò si ha la sensazione che il rito trovi origine e ispirazione, non tanto dai fautori delle “dirette facebook”, ma nei due mesi in cui, tra il 1812 ed il 1813, la regina Maria Carolina ed il re delle Due Sicilie, soggiornarono a Santa Margherita di Belice, ospiti di Nicola Filangeri, antenato di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Il periodo viene ricordato in paese, come un momento magico, anche per la partecipazione degli esponenti del ceto civile ai banchetti, ai balli ed alle cerimonie di corte. Si volle allietare la loro permanenza con l’organizzazione di spettacoli teatrali di buon livello nel teatrino di corte Cutò …”, ricordano Salvatore e Giuseppe Scuderi nel loro prezioso volume su Santa Margherita.

Ai margheritesi dell’epoca poco interessava se la regina Maria Carolina si trovasse in “esilio” a Santa Margherita perché si opponeva al nuovo che avanzava e puntava alla restaurazione del Regno delle Due Sicilie (per una ricostruzione del periodo storico può essere interessante leggere il romanzo “Il barone dell’Alba” del siciliano Stefano Valente).

Qui il Re, la Regina, il principe Leopoldo e altri eminenti personaggi non rimasero lontani dalla vita civile perché Santa Margherita era un centro abitato da molte persone distinte e colte. Occorre aggiungere che persone sufficientemente o molto istruite in Santa Margherita ve ne erano in gran numero. Così Maria Carolina  in S. Margherita incontrò una società progredita e trovò calore umano. Tutti le volevano bene, tutti si sentivano e si dimostravano sudditi devoti”, ricordano sempre gli Scuderi.

Ecco perché non ha prezzo aver ricevuto l’invito ed avere avuto riservati i posti in prima fila per assistere allo spettacolo di piazza considerato l’evento mondano dell’anno, a due passi dal palazzo che ospitò la regina Maria Carolina. Quest’anno le sedie nella piazza intitolata a Matteotti (che doveva pensarla diversamente da Maria Carolina) sono state sistemate a forma di anfiteatro in modo che il palazzo baronale facesse da sfondo al palco.

Palazzo baronale messo in primo piano con un articolato giochi di luci. Quasi a voler smentire pubblicamente Edoardo Bennato: il Premio letterario internazionale non “sono solo canzonette”, ma anche rivalutazione del patrimonio storico-architettonico-letterario.

Le canzonette sarebbero quelle di Noemi (all’anagrafe, Veronica Scopelliti), la cantante dai capelli rossi diventata famosa dopo la sua partecipazione a X Factor nel 2009. Che a S. Margherita arriva “in giro di nozze”, essendosi sposata il 24 luglio scorso con il suo storico bassista.

Canzonette che hanno tenute incollate alle sedie tutti i fans fin dall’inizio del Premio letterario internazionale.

Cambiata, oltre alla disposizione del palco, anche la ex immutabile scaletta: la premiazione del concorso scolastico è stata effettuata all’inizio dello spettacolo. Ed a seguire è stato consegnato il premio (un assegno con quattro zeri) allo scrittore Fernando Aramburu, autore di Patria, individuato discrezionalmente dalla storica giuria presieduta da Gioacchino Lanza Tomasi. Nelle passate edizioni le due premiazioni avvenivano in ordine inverso: prima lo scrittore premiato e poi gli alunni.

Un piccolo disguido ha coinvolto “l’ospite” Giancarlo Giannini, che ha pasticciato nella lettura di un celebre brano de Il Gattopardo ed ha cercato di farsi perdonare recitando “L’infinito” di Leopardi.

Un altro incidente si è registrato quando, tra l’intervista a Fernando Aramburu e la consegna del premio allo scrittore, il giornalista Felice Cavallaro è stato invitato a parlare della “strada degli scrittori” di cui è promotore. Spezzando quella continuità che dalla presentazione dello scrittore porta alla sua premiazione.

Ma sicuramente i quasi cinquemila spettatori mondani presenti in piazza non se ne saranno accorti, distratti dagli effetti cromatici ricavati dai giochi di luci sul palazzo che ospitò la regina Maria Carolina e dall’attesa esibizione della loro cantante preferita: Noemi.

Come saranno sfuggite le opinioni di Fernando Aramburu sulla “riconciliazione” e sugli “intellettuali ritenuti scomodi se non asserviti al potere”. Ma non importa, le opinioni non sono catturabili con i selfies e non sono postabili su facebook. E quindi “lo spettacolo va avanti” come ha ripetuto ad intervalli regolari la brava conduttrice.

All’arrivo della cantante sul palco è stato un tripudio di applausi (elemosinati invano dai due presentatori per gli altri “ospiti” della serata saliti sul palco) e di innalzamento di telefonini per filmare e fotografare l’evento mondano dell’anno.

Inconsapevoli che in quel palazzo, assunto a sfondo dell’evento, fu ospite la regina che per noia frequentava i bordelli facendo a gara, con una sua dama di compagnia, su chi totalizzasse più scopate.

Per il resto tutto si è svolto in maniera impeccabile sotto l’attenta regia di Onorio Abruzzo, il quale tra l’altro ha risparmiato ai presenti la patetica uscita finale sul palco per dire: “sono stanco”, tanto cara al suo predecessore.  

                           
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