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L'ISOLA CHE NON C'E' PIU' DI IDANNA PUCCI
L'odissea nel mondo di un principe balinese
L'ISOLA CHE NON C'E' PIU' DI IDANNA PUCCI admin
admin - venerdì, 20 luglio, 2018
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di Laura Bonelli

 

 

Ci sono storie che hanno il sentore della leggenda, esperienze di vita sospese in un vento magico, che affondano le radici in un tempo in cui l’uomo e il mistero convivevano con serenità. La biografia del principe Madé Djelantik, nato nel 1919 a Bali, nel pieno dell’epoca feudale di quella terra, primo medico a fondare un ospedale nell’isola, ne è l’esempio.

Idanna Pucci nel suo libro L’isola che non c’è più – L’odissea nel mondo di un principe balinese (Libreria Editrice Fiorentina) narra le memorie di quella che in Indonesia è considerata una delle  personalità di spicco, raccolte direttamente dalla sua voce. Un’esistenza costellata di vicende “da romanzo”:  Djelantik sfugge a pirati, coccodrilli, un’eruzione vulcanica,  come medico lavora in regioni sperdute della Somalia, dell’Iraq, sulle  montagne dell’Afghanistan, viene arrestato dalla polizia segreta di Saddam Hussein. Scampa a tutto, forse grazie a una profezia fatta a suo padre da Rabindranath Tagore, un “segno di protezione” individuato in lui quando era ancora bambino dal grande poeta indiano.

L’autrice, negli anni '60, dopo un iniziale impiego  nel mondo della moda a New York per suo zio, Emilio Pucci, decide di trasferirsi in Indonesia dove studia la lingua indonesiana e la cultura balinese, interessandosi soprattutto al mito e alla tradizione orale. Collabora alla rivista ASIA Magazine di Hong Kong e viaggia in Nepal, Thailandia, Laos, Malaysia, Vietnam, e Giappone. Per conto di APA Insight Guides, per due anni esplora l’arcipelago indonesiano con mezzi improvvisati fino alla Nuova Guinea, prima di compiere l’ultimo viaggio a vapore della transiberiana da Nakhodka a Mosca. Si laurea poi in lettere comparate alla Columbia University di New York. E’ scrittrice, documentarista e produttrice.


Scritto con la semplicità di una fiaba, L’isola che non c’è più racconta un mondo che sta scomparendo ma soprattutto è testimonianza di  un uomo di tempra che, grazie al suo carattere e ad un atteggiamento positivo, riesce ad affrontare le difficoltà con decoro, tranquillità e umorismo.

A 80 anni, nel 1999, il dottor Djelantik si sottopone ad una semplice operazione chirurgica nello stesso ospedale di Bali da lui fondato. Ma una forte infezione postoperatoria lo costringe in coma per oltre un mese. Al risveglio riscopre la pittura, arte che aveva tralasciato per cinquant’anni.

Gli acquarelli che produce sono inseriti nel libro e completano la scrittura dell’autrice. Anch’essi, attraverso brillanti colori, manifestano la gioia di vivere e di voler superare con fiducia le vicissitudini.

 

 

 

 

 

 

 

                           
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