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Speciale convegno: Navarro e "La festa" della Madonna dell'Udienza
Speciale convegno: Navarro e "La festa" della Madonna dell'Udienza admin
admin - domenica, 10 giugno, 2018
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Cultura&Turismo [64]

di Mimma Franco

Da Sambucese legata alle nostre usanze, analizzerò una delle Storielle Siciliane dal titolo "Una festa". Si tratta della tradizionale festa della Madonna dell'Udienza, la festa "Granni", che ancora oggi a Sambuca si svolge nel mese di maggio, che nel lontano passato liberò la popolazione da una "mortifera pestilenza".

Il testo è interamente descrittivo, gremito di oggetti, personaggi, vicende e ambienti.

Se i veristi siciliani nelle loro opere descrivono generalmente situazioni regionali fatte di povertà, miseria, sfruttamento minorile, lavoro durissimo, la cifra contenutistica della nostra storiella è diversa e la rende originale.

Siamo qui infatti davanti ad una minuta e colorita rappresentazione di pacifica gente di diversi ceti descritta in un momento di vita festante, lontana dalla tradizione boccaccesca e dai temi audaci delle sue novelle ma anche per certi versi dai modelli suggeriti dallo stesso Capuana, teorico del verismo italiano.

La prima sequenza ti introduce direttamente nel clima folcloristico della festa e ti fa sentire il rumore di voci, di tamburi, di campane, di fischietti e di musiche, ti fa assaporare le nocciole, e caramelle e il torrone, ti fa sognare gli esercizi dei giocolieri e dei saltimbanchi. Segue il quadro minuzioso dei contadini vestiti a festa, dei costumi dei "picciotti dritti" e delle donne. Poi ci sono le corse dei "barberi" e il palio, l'illuminazione di lanterne veneziane, i fuochi d'artificio, gli spari dei mortaretti, il rullo dei tamburi, il suono delle campane "a stormo", le bande musicali "a perdifiato", la messa solenne e il ballo in chiesa.

Segue la descrizione dell'interno della chiesa con parate di stoffe dai colori brillanti, della Madonna carica di ex voto e di gioielli, di preti, giovani e fanciulle danzanti, tenendosi per mano, in giro saltando, levando alto i piedi, gridando a squarciagola, gettando i fazzoletti in aria, facendo il diavolo e invocando il Signore.

Per finire, partecipi alla processione della Madonna, portata dai confratelli scalzi e preceduta da San Giorgio a cavallo, da San Vito con i cani, Sant'Agnese con la pecora, Sant'Antonio con il porco. La gente accorreva dai paesi vicini e tutti avevano un cero acceso e seguivano la processione alla rinfusa, senz'ordine, “come un fiume di fuoco stretto, tortuoso, ondeggiante” fino al rientro in chiesa, quando i fedeli gridavano, invocando la Madonna per l'ultima volta.

Se da un lato il Navarro è stato spinto dalla sua innata curiosità a passare lunghi periodi a Parigi, a Milano, a Firenze ed altrove alla ricerca di un clima culturale più stimolante, essendo lui più avanti del suo tempo, “più lungi; andare e non tornare, perché sento che questa non è terra per me” (così scriveva all'amico Capuana), dall’altro queste esperienze avranno sicuramente creato in lui un senso di spaesamento e di necessità di un più profondo recupero delle proprie radici e delle tradizioni del suo luogo natale.

Perciò, nel gusto affettuoso della descrizione della festa principale del suo paese, “Quella folla, quelle voci, quei suoni, quei lumi, avevano qualche cosa di magico ... i razzi cessavano di splendere e il quadro fantastico si dileguava nella notte”, noi sentiamo una trepidazione di sentimento e una forza di rimpianto che danno alla storiella ancora una volta originalità e impronta di capolavoro. La costruzione è armoniosa, la descrizione è precisa, il periodare semplice, il tempo verbale è l'imperfetto ad indicare il reiterare dei fatti, il lessico ricco e forbito, diverso dal linguaggio della gente comune, lo stile rispondente alla materia trattata e talvolta impreziosito da ornamenti ed eleganze molto opportune “Le donne, oh! le donne, come fare a descriverle?

La storiella non si propone un fine da raggiungere, appare come pura rappresentazione, ma per i sambucesi ha un eccezionale valore documentario di una società e di una tradizione che ormai va scomparendo.

Se la “strada degli scrittori”, itinerario che ripercorre i luoghi siciliani che hanno visto nascere e produrre i grandi autori che hanno appassionato intere generazioni: Pirandello, Sciascia, Camilleri, Tomasi di Lampedusa, Russello, Rosso di San Secondo, toccherà anche Sambuca (Felice Cavallaro, ideatore della “Strada degli scrittori”,  ha annunciato che anche S. Margherita di Belice e Sambuca di Sicilia, potrebbero rientrare nel progetto, ndr), certamente il nome di Emanuele Navarro della Miraglia è stato, e a buon diritto, determinante.

                           
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