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Crolla un sistema: Giuseppe Conte è il nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri italiano
Crolla un sistema: Giuseppe Conte è il nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri italiano admin
admin - giovedì, 31 maggio, 2018
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Giuseppe Conte è il nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri italiano. Un volto nuovo sia per la politica che per gli italiani. In Parlamento potrà contare su Lega e M5S. E sull’astensione di Fratelli d’Italia.

Il neo premier ha dichiarato che sarà “l’avvocato difensore del popolo italiano”.

Luigi Di Maio, primo sponsor di Giuseppe Conte, ha detto che con il “governo del cambiamento” inizia la “terza Repubblica”.

Sulla bontà o meno di tale definizione sarà la storia a stabilirlo. Ma una cosa è certa: un sistema è crollato  

Un sistema che, dal dopoguerra, era basato su due schieramenti contrapposti. Quello che, in un saggio del 1966, Giorgio Galli definì “bipartitismo imperfetto”.

Negli anni il sistema ha cambiato pelle ma non lo schema di fondo. Il Governo Lega-M5S, sancisce la fine di questo sistema.

Ecco perché si può parlare effettivamente di “terza Repubblica”, a prescindere dall’enfatizzazione politica che ne può fare il capo del M5S.

I due schieramenti, che alle elezioni del 4 marzo si sono presentati come centro-destra e centro-sinistra, con il prof. Giuseppe Conte perdono la scena ed il ruolo. Il centro-destra è sostanzialmente imploso lungo gli 86 giorni accorsi per la formazione del Governo; mentre il centro-sinistra si è perso sotto la guida dell’enfant prodige Matteo Renzi.  

Dalle urne il M5S è uscito come il primo partito con il 32 percento. Il centrodestra unito valeva il 37. Il PD è crollato al 18 percento. Scomparsi gli alleati di centro dei due schieramenti, a sinistra Leu supera a gran fatica il 3 percento.

Il Governo Lega-M5S rappresenta il 51% degli elettori. Il contratto è impegnativo. Troppo impegnativo per trovare completa attuazione. Ma il cambiamento, in Italia, non passa per le rivoluzioni ma dai piccoli passi.

Gli elettori del neo Governo si sono forgiati su parole d’ordine di chi sta all’opposizione. Parole d’ordine, slogan e atteggiamenti che mal si conciliano con le difficoltà di chi deve governare.

Adesso tocca ai consiglieri per la comunicazione dei leader di Lega e M5S il compito più gravoso. E Salvini e Di Maio dovranno ascoltarli necessariamente.

Una cosa è certa: meno male che al Quirinale, in questi tre mesi, c’è stato Sergio Mattarella, che ha saputo coniugare la volontà degli elettori e le prerogative delle Istituzioni. Non perdendo la calma e potendo contare sullo spirito di servizio di Carlo Cottarelli, che si è prestato a recitare il ruolo del deterrente.  

                           
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