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TEMPO DI LIBRI ANTICHI
presentato il numero quattro della Rivista di Cultura del Libro della ALAI
TEMPO DI LIBRI ANTICHI admin
admin - giovedì, 15 marzo, 2018
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di Laura Bonelli



La seconda edizione di Tempo di Libri, la fiera milanese della media e grande editoria ha quest’anno dato spazio ad una sezione “di nicchia”, ma di grande importanza. Tempo di libri antichi, l’ala dedicata all’antiquariato, è stata una ghiotta opportunità per un pubblico di appassionati e curiosi di dialogare con esperti bibliofili, librai antiquari e studiosi del libro.


Un’interessante occasione d’incontro è stata la presentazione del numero Quattro della Rivista di Cultura del Libro dell’ Associazione Librai Antiquari. Alla presenza di Giovanni Biancardi direttore della rivista ALAI, Armando Torno de Il Sole 24 ORE, Mario Giupponi presidente ALAI e Giacomo Coronelli della libreria Antiquaria Pontremoli, lo xilografo Edoardo Fontana ha introdotto gli articoli della rivista, prestigiosa per contenuti e forma, facendo fare un tuffo nel passato al pubblico presente. Dai problemi di Giacomo Leopardi descritti nel saggio di Alberto Cadioli “Leopardi e il moderno libro a stampa” in cui il poeta lamentava la brevità di durata di un volume in uscita, rispetto alle nuove tirature, alla storia della rivista La Via Lattea di Felice Casorati, narrata da Edoardo Fontana nel suo articolo impreziosito dalle splendide immagini del grande artista piemontese, all’approfondimento scritto da Massimo Gatta, sulla biografia e il pensiero dell’ incisore marchigiano Bruno Marsili in “Umanesimo xilografico di Bruno da Osimo” con particolare attenzione agli ex libris che lo hanno reso celebre. Un intervento inusuale è stato quello del saggista e scrittore Antonio Castronuovo, che avrebbe dovuto parlare del suo pezzo “VALDILAMONE – Le xilografie di una rivista romagnola” ma ha preferito intrattenere gli spettatori introducendo un argomento davvero peculiare: le malattie legate al libro. Si scopre così che Menelik II, imperatore d’ Etiopia era dedito alla bibliofagia, convinto che le pagine della Bibbia in cui si parlava di una determinata malattia fossero taumaturgiche. Con essa, patologie come la bibliocleptomania e la bibliotafia, ovvero la necessità di seppellire i libri nella propria tomba o altrui. Morbi più o meno rari, che colpiscono un’unica categoria di persone: gli appassionati di libri.





                           
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