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AL PARMA FILM FESTIVAL PROTAGONISTA IL CAPOLAVORO DI TOMASI DI LAMPEDUSA
Un cortometraggio omaggia i luoghi del Gattopardo - Vincono i film che narrano i fiumi
AL PARMA FILM FESTIVAL PROTAGONISTA IL CAPOLAVORO DI TOMASI DI LAMPEDUSA admin
admin - martedì, 23 gennaio, 2018
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Cultura&Turismo [61]


di Laura Bonelli


Si è conclusa la quinta edizione del Parma International Music Film Festival, con profondo interesse da parte del pubblico che ha seguito con attenzione le proiezioni dei film in concorso e gli eventi speciali.

Tra questi ha avuto grande rilievo la giornata dedicata a Tomasi di Lampedusa e ai luoghi del Gattopardo, grazie al documentario “Sulle orme del Gattopardo” di Donata Pirrone prodotto dal Festival FareLeggereTutti, introdotto da Rosanna Pasi, presidente del festival e al ricordo personale e commovente fatto dal compositore Riccardo J. Moretti su Nino Rota, autore della colonna sonora nell’ adattamento cinematografico di Luchino Visconti.


Quest’anno i film vincitori hanno messo d’accordo le giurie, per gli argomenti di grande attualità e il modo in cui sono stati trattati.

Le opere in concorso hanno affrontato tematiche odierne ed importanti, dal punto di vista sociale e culturale e la musica è stata protagonista e accompagnatrice delle immagini e le storie.

Riflessioni sul significato di confine, oppressione, desertificazione e siccità, memoria e novità hanno convinto il pubblico e le giurie della qualità delle opere presentate.

Il premio più importante, la Violetta d’oro per la miglior colonna sonora è andata al giovane compositore Cato Hoeben per il film 2 BY 2 del regista Mark Playne.

Il direttore artistico del festival, M. Riccardo J. Moretti ha spiegato che la motivazione della scelta è stata data dalla complessità e vivacità di ritmo con cui la musica tratteggia il film.

2 BY 2 tocca il tema delle relazioni armene e turche dopo la pulizia etnica e il massacro del 1915 con l’obiettivo di trovare un dialogo tra i due popoli. L’ironia con cui il film ha trattato questa difficile tematica gli è valsa anche un secondo riconoscimento, il Premio Malerba per la miglior sceneggiatura.

Anna Lapenna, moglie dello scrittore e sceneggiatore Luigi Malerba ha spiegato la scelta proprio per la caratterizzazione della storia, molto vicina allo stile del grande autore italiano scomparso.

La Violetta d’argento per il miglior film è andata a Strangled, film ungherese di Arpad Sopsits, basato su una vicenda vera accaduta negli anni ‘60, ma i cui documenti sono stati resi pubblici solo quattro anni fa. Storia di una serie di efferati femminicidi, di un innocente incarcerato e di un detective determinato a scoprire la verità, nel difficile clima sociale e politico dell’ Ungheria socialista.

Il film, girato in pellicola e non in digitale, ha vinto anche il premio per la miglior fotografia, per le atmosfere cupe e scarne che hanno reso realistica la società rappresentata.

Anche i racconti di due fiumi hanno convinto la giuria, per cui il premio al miglior cortometraggio è andato al giovanissimo regista russo Dima Dall’Acqua Rosca per il film Po Poema mentre per la miglior sceneggiatura c’è stato un ex-aequo: hanno ricevuto il premio il cortometraggio americano “Swimming in the desert” di Alvaro Ron, sul tema urgente della desertificazione e “Tides”, dell’italiano Alessandro Negrini, un poetico film che narra il significato del confine e del ricordo attraverso la storia del fiume Foyle che attraversa la città irlandese Derry, quest’ ultimo si è anche aggiudicato il Premio Art Pop, dato dalla giuria composta da artisti locali di Parma che lo ha decretato un capolavoro.

Il premio MUP alla migliore produzione italiana è andato al giovanissimo Adriano Ricci per il cortometraggio musical “Le scale”.

I due protagonisti del film francese “Merrick”, Mickael Etrillard e Marie Colomb hanno vinto il premio ex-aequo come miglior attore.

Un altro evento speciale molto seguito e apprezzato dal pubblico è stata la presentazione del libro “Note segrete” (Graphofeel Edizioni) sui rapporti tra malavita e noti personaggi del mondo della canzone, che  ha visto sul palco l’autore del libro, il giornalista ed ex vicedirettore del Tg2 Michele Bovi, con Enzo Ghinazzi, in arte Pupo.

Il festival ha voluto premiare il saggio di Michele Bovi,  per l’importante apporto dato alla conoscenza della musica leggera.










                           
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