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Edoardo Gallaci, dalla fame alla fama. Questo il titolo dell'ultimo libro di Andrea Randazzo. Una storia natalizia a lieto fine
Edoardo Gallaci, dalla fame alla fama. Questo il titolo dell'ultimo libro di Andrea Randazzo. Una storia natalizia a lieto fine admin
admin - lunedì, 25 dicembre, 2017
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Cultura&Turismo [65]

di Joseph Cacioppo

“Dalla fame alla fama”, questo il sottotitolo del libro di Andrea Randazzo su “Edoardo Gallaci”. Un testo agile ma denso. Uno spaccato di vita di un piccolo centro dell’agrigentino negli anni ’50 descritto attraverso la vicenda umana di un “siciliano che ce l’ha fatta”. La storia parte da Santa Margherita di Belice, ma non sarebbe stata differente se avesse trovato ambientazione in un altro paese dell’hinterland. Di quel territorio che, dal 1968 in poi, sarebbe stato individuato come Valle del Belìce, e dopo un paio di decenni come “Terre Sicane”.

Edoardo Gallaci, lascia Santa Margherita di Belice ed emigra a Milano nel 1961, dopo aver svolto il servizio militare. Con la classica valigia di cartone piena di sogni e “tantissime amarezze”.

La preparazione scolastica è scarsa. Negli anni ’50 le scuole elementari venivano completate solo dai “ragazzi delle famiglie facoltose”.

Ma la preparazione scolastica non necessariamente fa rima con l’intraprendenza. Ed ecco che a dieci anni il protagonista del libro lo troviamo a vendere sigarette ameri-cane. Una lira per singola sigaretta è il suo compenso. Grasso che cola in tempi di grave crisi. Mentre la domenica sera Edoardo, cassetta a tracolla, gira tra le file di poltrone del cinema Sant’Alesssandro per vendere gassose. Il Sant’Alessandro è il teatro che Alessandro II Filangeri Cutò fece costruire intorno al 1750 in memoria del nonno Alessandro I, “santamente vissuto”.

E qua l’autore del libro ci da una piccola informazione, il S.  Alessandro dagli anni ’50 ha smesso la sua funzione di teatro per essere adibito (fino al 14 gennaio 1968) a cinema.

Dai disagi si tempra il carattere? E’ probabile. Di sicuro tale considerazione è uno dei fili conduttore del libro. Un altro tema della storia firmata da Andrea Randazzo è la perseveranza.

Il protagonista del libro ripete per tre anni la prima elementare. Ed all’età di 15 anni si ritrova soltanto con la terza elementare. Poi per realizzare i suoi sogni consegue prima la “licenza della scuola secondaria professionale di avviamento di tipo agrario”, per fare il carabiniere, e poi, per un suo desiderio, anche la laurea in medicina.

Con la “licenza media” in tasca, a 18 anni raggiunse il fratello a Roma. E da lì, tre anni dopo, si trasferì a Milano. Già Milano: “la mia America”, si legge sulla prima di copertina. Ed è Milano che permette al protagonista del libro di “realizzare il suo sogno americano” diventando podologo.

In questa nuova veste cura i piedi dei giocatori del Milan e delle ballerine della Scala. E non poteva mancare un aneddoto che da la misura del personaggio. “La prima volta che andai a Milanello in veste di podologo per visitare i calciatori del Milan – racconta Gallaci nel libro – sorta la necessità di andare in bagno, entrai nella prima toilette che vidi. L’antibagno era elegantissimo. Quando uscii, un signore alquanto allarmato mi disse: ‘Dottore, cosa ha fatto? Non sa che quel bagno è riservato al nostro presidente, dott. Silvio Berlusconi?”

Una storia a lieto fine? La fiaba di “lu picciutteddu di la putia di varveri” (il ragazzino della bottega di barbiere) che con l’emigrazione si è realizzato? Un invito a guardare con occhi diversi il fenomeno dell’emigrazione? L’esempio che la perseveranza paga? Può darsi.

Chi scrive ha colto, nel libro di Andrea Randazzo, l’onestà intellettuale di Edoardo Gallaci a parlare delle sue umili origini ed a porsi come esempio per le nuovi genera-zioni. Il libro, di facile lettura, è stato presentato questa estate presso la villa del Gattopardo.

                           
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