Online il nuovo sito de "L'Araldo"
Marinella Bragaglia portò in teatro il dialetto siciliano, Fu l'attrice prediletta di Martoglio
Marinella Bragaglia portò in teatro il dialetto siciliano, Fu l'attrice prediletta di Martoglio admin
admin - martedì, 19 settembre, 2017
Cultura&Turismo [41]

di Piero Meli

Marinella Bragaglia?  Chi se ne ricorda? Già nel 1931 Camillo Antona - Traversi l’aveva inclusa nel suo  volume di profili di attrici dal titolo appunto “Le dimenticate”. Eppure la  sua storia è la storia del teatro dialettale siciliano e senza di lei il teatro siciliano non sarebbe esistito. Ad affermarlo non è uno qualsiasi, è Nino Martoglio,  che quel teatro volle e preparò a lungo,  ma  che poi  venne al mondo ed ebbe il battesimo senza di lui.

Fu infatti  Marinella Bragaglia insieme con  Giovanni Grasso e  un manipolo di attori del teatro Machiavelli di Catania che lo inventarono al Teatro Argentina in una strabiliante interpretazione di “Cavalleria rusticana” del Verga e di “I Mafiusi” del Rizzotto. 

Era il 30 novembre del 1902. In sala appena  una cinquantina di persone nonostante si trattasse d’una  recita di beneficenza  in favore degli alluvionati di Modica, organizzata dal comune capitolino. Ma una voce entusiasta si propagò per tutta Roma.

I critici della capitale, incuriositi, accorsero nella successiva serata del 2 dicembre e gridarono sbalorditi al miracolo. Stanis Manca, della “Tribuna”, addirittura uscì con un opuscoletto, dove in copertina campeggiava una foto di scena con la Bragaglia e Giovanni Grasso, intitolato “La scoperta di una compagnia dialettale”. 

Fu l’inizio della celebrità.

Ignota fino a qualche giorno prima, la carovana raccogliticcia del Machiavelli, assaporò dopo l’Argentina il trionfo al Metastasio.

Memorabile la serata d’addio in onore di Marinella, il 19 dicembre, quando  Adelaide Ristori  al culmine della rappresentazione volle baciare la giovane interprete di Santuzza tra ovazioni e applausi del pubblico. Il teatro siciliano aveva messo  radici e Marinella Bragaglia era entrata nella leggenda.

Nondimeno su  questa grande interprete di Jana, di Santuzza e soprattutto  di  Nica, il cui quarto atto nessuno oserà affrontare per paura di confronti,  ancora oggi si sa  poco e  in maniera distorta e imprecisa.

Lo avvertì Martoglio, il quale, in occasione della tragica scomparsa di Marinella, insorgerà contro certi sedicenti critici e orecchianti di teatro che con notizie inesatte e sciocche avevano falsato la carriera e l’immagine della sua “vera e propria diletta figliuola”. E lo farà  nell’articolo “Ricordi del teatro siciliano rievocati dal suo fondatore” apparso su “Noi e il mondo” nel sett. 1918, col proposito di rettificarne date e giudizi.

Ma anche lui, incline al panegirico di se stesso, finirà per consolidare tante ovvietà e aggiungerne altre.

Marinella non era figlia di Galeazzo Bragaglia ma di Giovanni; non era nata a Bologna  come sostiene Martoglio, né a Catania come riporta Francesco De Felice,  né a bordo di un piroscafo diretto al Pireo come scrive addirittura Giuseppe Patané in una vecchia enciclopedia dello spettacolo. 

«Io sono nata il 6 novembre 1882 in prov. di Girgenti (Sicilia) mio padre bolognese, mia madre della famiglia Carrara» scriverà tra l’altro la Bragaglia da Firenze  a Luigi Rasi il 13 maggio 1903 (lettera inedita, Biblioteca del Burcardo).

Precisamente nacque a Palma di Montechiaro, dove i Bragaglia, nel corso dei loro spettacoli per i paesini della Sicilia, avevano piantato  la loro tenda nei pressi del municipio, allora in via uffici pubblici.

Scrive il Martoglio: «senza la bolognese Marinella Bragaglia il teatro siciliano non sarebbe».

Vero. Ma non rivela che ci fu un momento in cui Marinella, “nauseata” dalla taccagneria, dalle gelosie professionali e dalle angherie del Grasso, al quale il successo romano e l’onorificenza di cavaliere avevano dato alla testa, aveva rinunciato al teatro siciliano.

Lo apprendiamo attraverso due lettere inedite di Marinella dirette al Manca che abbiamo rintracciato alla Biblioteca del Burcardo.

In una del 4 gennaio 1903 scrive tra l’altro: «Il sig. Grasso persistente nelle sue idee di assolutismo cesariano, dove l’io impera, vuole pigliarmi come suol dirsi per fame, ed io a quest’idea mi ribello con tutte le mie forze, e sdegnosa rinuncio  a tutto. Lui, il Grasso, crede che la mia cooperazione al Teatro Siciliano è superflua; io per quel poco che valgo, ho stima di me stessa, e piuttosto che lasciarmi sopraffare, rinunzio al Teatro Siciliano ed abbraccio l’Italiano che dà diletto ed istruzione ad un tempo».

Il Grasso d’intesa col Martoglio (“si unirono due volpi per mangiarsi la gallina”, commenterà Marinella nell’altra lettera al Manca del 17 gennaio 1903) voleva fare un “fortunato” contratto alla Bragaglia e a tutta la sua famiglia, quattro persone in tutto,  per la misera paga di  8 lire al giorno. Il carattere fermo di Marinella evidentemente farà arrendere il cavaliere artista e il poeta di Belpasso. Miserie dietro le sfavillanti luci della ribalta che però lasceranno il segno.

Di lì a poco infatti, Marinella, nel bel mezzo d’una recita al Machiavelli, la sera del 13 settembre 1903,  eludendo la sorveglianza dei genitori,  pianterà in asso il cav. Grasso e la compagnia del Martoglio, fuggendo col suo innamorato Vittorio Marazzi-Diligenti.

La notizia farà il giro dei giornali.

«La fuga di una nota attrice dialettale», così titolerà “La Tribuna” del 16 settembre 1903 che in una nota anonima datata  14 settembre da Catania  scrive: «Iersera la nota attrice Marinella Bragaglia, che recitava da circa quindici giorni al teatro Machiavelli in compagnia del cav. Grasso, fuggì con un giovane artista, certo Marazzi Diligenti, nipote di Ermete Novelli. La fuga avvenne durante lo spettacolo, che per la circostanza dovette essere sospeso. L’avvenente artista seppe eludere la vigilanza dei genitori e riuscì ad allontanarsi dal palcoscenico senza essere vista da nessuno. Il Marazzi aveva domandato al padre la mano della ragazza, ma aveva ricevuto una risposta dubbia.

La fuga fu quindi una conseguenza. Stanotte stesso il padre denunziò il fatto alla questura, la quale è in moto per rintracciare la coppia fuggitiva».

Il caso si concluderà … sull’altare. Marinella e Vittorio si uniranno in matrimonio il 31 ottobre 1903. Per lei si aprirà una nuova stagione, quella del teatro italiano, mietendo successi sempre e ovunque.

Addirittura a Parigi, dove agli inizi del 1904, farà una fugace apparizione al Gymnase e al Théatre des Capucins, sbalordirà il pubblico recitando in perfetta lingua francese, tanto che Félix  Duquesnel  sulla rivista parigina “Le Théatre” n. 134 del 1904 scriverà che Madame Marazzi-Diligenti ”possède notre langue comme si elle l’avait parlée de naissance”.

La morte, violenta, la coglierà prematuramente al largo di Pantelleria, dove  il piroscafo postale “Adria” sul quale viaggiava (era diretta a Tunisi dove due giorni prima le era stato ucciso il marito) verrà affondato “per azione di sommergibile nemico”. Erano le sei e quindici del mattino del 19 luglio 1918. Si salvarono 20 persone di equipaggio e 46 passeggeri, ma tra essi Marinella non c’era. 

L’atto di “scomparizione in mare” redatto dalla capitaneria di porto di Trapani verrà inviato al municipio di Palma di  Montechiaro per la trascrizione Ma in paese nessuno sapeva chi era Marinella Bragaglia.

                           
Articoli Correlati
LILLO FIRETTO 1° MEMORIAL DAY Sabato 17 dicembre, alle ore 17.30, presso il Teatro Sant’Alessandro, Palazzo Filangeri-Cutò, in Santa Margherita di Belice,.... di Mariano Pace Si terrà  domenica 11 maggio 2014, all’interno del suggestivo anfiteatro Elimo di Poggioreale, la 20° edizione della Mostra dei Formaggi....  di Mariano Pace Una bellezza nostrana, “mozzafiato” Giusy Buscemi, 19 anni di Menfi sarà una delle sei ragazze che rappresenteranno la Sicilia alla.... Cittadini al lavoro per il decoro urbano del paese del Cafè House. Messe a dimora delle piante lungo la striscia di terra antistante l'ex autoparco comunale situato in.... Iniziata la tournee teatrale estiva della compagnia Burgio Millusio di Menfi. Il debutto a Realmonte, sul palcoscenico del teatro Costabianca, nell’incantevole scenario....