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DUNKIRK DI CHRISTOPHER NOLAN
DUNKIRK DI CHRISTOPHER NOLAN admin
admin - venerdì, 8 settembre, 2017
Cultura&Turismo [41]



di Laura Bonelli


Dunkirk non è un film di guerra, è il racconto di un’impresa disperata. Nel 1940 quattrocentomila uomini delle truppe anglo-francesi si trovarono accerchiate dalle forze naziste sulla spiaggia di DunKerque, nella regione degli Hauts-de-France, al confine con il Belgio, ultima cittadina portuale della zona che ancora resisteva al massiccio attacco tedesco.

Chiusi in una sacca, bombardati da terra e da cielo dai nemici, i soldati si trovano senza via di scampo, in attesa di essere evacuati.



Nolan, maestro nell’usare i generi cinematografici per raccontare l’uomo, cerca una situazione in cui tutte le sovrastrutture vengono azzerate e restano soltanto due linee dell’esistenza: la vita e la morte. Su queste linee costruisce una storia in cui le vicende di una settimana, un giorno e un’ora si intersecano, dilatandosi e restringendosi.

E’ la paura, il tema centrale del film, segnata dal tempo, che è il vero nemico. Chiusi in un peschereccio in attesa dell’alta marea, un manipolo di soldati, mentre la stiva viene ridotta a un colabrodo dalle armi tedesche, centra il punto di riflessione del film. L’uomo è fatto di paura e avidità. Una merda di destino che abbiamo nelle viscere.

Eppure questo momento fu un vero e proprio miracolo. Non di quelli immaginari che si sperano dal cielo, ma dato dall' includere nell’operazione anche centinaia di piccole imbarcazioni civili che percorsero i 24 chilometri di mare che separano la città francese dall’ Inghilterra, riportando i soldati in patria.

Nolan scrive un film con dialoghi ridotti all’osso e lascia l’interpretazione degli eventi alla colonna sonora, potente e acuta, che spiega e chiarisce molto più di qualunque parola.

C’è una locuzione inglese “Dunkirk spirit” che deriva da quella esperienza: indica la capacità di reagire alle avversità più terribili, quando si pensa non ci sia via di scampo.

E’ quella condizione umana in cui ci si trova quando si è ad un passo dalla liberazione e dalla salvezza, ma quel passo e quel tempo non si riescono a compiere e l’unico modo per resistere è non mollare e restare al proprio posto.





                           
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