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Enzo Randazzo: La Nana, di Navarro, snodo della letteratura italiana
Enzo Randazzo: La Nana, di Navarro, snodo della letteratura italiana admin
admin - venerdì, 3 febbraio, 2017
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Cultura&Turismo [65]

di Joseph Cacioppo

“Villamaura”, de “La Nana”, è Sambuca di Sicilia. La Banca di Credito Cooperativo di Sambuca di Sicilia detiene la maggior parte della produzione letteraria di Emanuele Navarro. Uno dei maggiori appassionati del padre del Verismo è il sambucese Enzo Randazzo.

Da una vita Randazzo si occupa di Emanuele Navarro della Miraglia. Oltre ad avere pubblicato, nel 1973, “Cultura tradizionale e verismo ne ‘La Nana’ di Emanuele Navarro”, ha organizzato e presieduto otto edizioni del Premio Internazionale Navarro, il 1° convegno di studi Navarriani, che si è svolto presso la BCC, nel marzo 2014, sul tema “Emanuele Navarro della Miraglia tra Realismo e Decadentismo”. Ha curato per l’editore Selinos la riedizione de “La Nana” e di “Storielle Siciliane”, nonché la riduzione teatrale de “La Nana”. L’Araldo lo ha incontrato.

Quando e come è nato questo interesse per Navarro?
Nel 1970, con la mia tesi di laurea sul suo romanzo più importante: “La Nana”. È stato subito amore a prima vista. Mi sono appassionato alla sua dinamica attività di organizzatore culturale,  alla sua vasta e ricca produzione letteraria, e continuo ad interessarmene fino ad oggi con crescente convinzione.  In particolare mi ha sempre appassionato “La Nana” che ho rimesso in scena, dopo 36 anni, il 10 e 11 dicembre al Teatro L’Idea di Sambuca.

Quali gli aspetti caratteriali di Navarro che hanno inciso sulla sua carriera letteraria?
La sua inquietudine, che lo spinge a viaggiare per le più vivaci città europee, da Parigi a Bonn, da Milano a Firenze e Roma, e la sua apertura alle novità culturali del suo tempo che ne facilita l’inserimento nella Parigi dei salotti trasgressivi, tra gli artisti ribelli di Montmartre, tra gli Scapigliati e i tardo-romantici del Caffè Biffi di Milano.  La sua esperienza di grande viaggiatore lo sollecita a riconoscere che le soluzioni che l’uomo adotta per vivere sono le più disparate e, spesso, sfuggono alla morale consolidata e alla razionalità. Le contraddizioni non spaventano Navarro, anzi lo affascinano, lo divertono e gli offrono una chance per fotografare la società con simpatica ironia e sincera compassione.

Quale è stato il ruolo di Navarro nella società e nella cultura della seconda meta dell’Ottocento?
Nonostante una solida amicizia familiare con Francesco Crispi, con la politica non ha avuto molta fortuna. Candidatosi nel Collegio di Sciacca (1870 e 1880), è stato battuto due volte da Saverio Friscia.
Parigi e Milano segnano la sua formazione e la sua carriera letteraria. All’indomani dell’Unità d’Italia, approda in Francia, nel 1864, grazie all’interessamento di Alexandre Dumas, direttore del giornale napoletano “l’Indipendente”, al quale Navarro ha collaborato per qualche anno. L’aria parigina, città di grande fermento culturale, gli offre la possibilità di ampliare i propri orizzonti e di fare amicizie prestigiose. A Parigi collabora con diverse testate parigine, tra cui le famose La Vie Parisienne e La Naim Jaune, e dove poi segue, da inviato, gli eventi della guerra franco-prussiana, dell’assedio e della Comune.
Nei primi mesi del 1872, Navarro fa ritorno in Italia stabilendosi a Milano, dove rimane fino alla primavera del ’78 e dove frequenta Luigi Capuana e Giovanni Verga, negli anni in cui nasce il Verismo. Poi si sposta  a Firenze, dove fonda La Fronda, e infine a Roma, dove insegna letteratura francese all’Istituto superiore femminile di Magistero di Roma.

Con chi condivideva i suoi propositi letterari?
E’ ben documentato il suo sodalizio culturale con Sainte-Beuve, Taine, Dumas, Sand, Planat, Verga, Avellone, Serao, Gualdo, Capuana, Del Balzo, Neera, Pirandello ed altri intellettuali e scrittori contemporanei, con cui si scambiano i manoscritti per una lettura critica, prima della pubblicazione, ma anche opinioni estetiche.  Questa corrispondenza documenta anche la sua azione di promoter del Naturalismo francese e di  “suggeritore” del Verismo Italiano.

Navarro è mai entrato in crisi come letterato?
Dopo il matrimonio con la giovanissima Anna  Baldasseroni, con l’intensificarsi del suo impegno didattico al Magistero di Roma, la sua ispirazione creativa s’inaridisce e lascia posto alla sua attività di docente, nonché alla sua vocazione di giornalista e saggista, su “Cronaca Bizantina”.

Perché reputi che “La Nana” rappresenta uno snodo nella cultura letteraria italiana?
Condivido l’intuizione di Leonardo Sciascia, che, nel saggio La Corda pazza, dimostra il ruolo decisivo svolto da Navarro nella nascita del Verismo, lanciandolo, altresì, come precursore di Pirandello. Avendo condotto un’attenta analisi del suo capolavoro, “La Nana”, ho avuto modo di rilevare nuove ed originali soluzioni  non solo sul piano tecnico ma anche ideologico. Una prosa svelta, nervosa, uno “stile lapidario il cui merito principale sta nella concisione e nella precisione” fanno di questa storia il primo grande romanzo del Verismo italiano.

Qual è la novità letteraria de “La Nana”?
Ambientandola nel mondo rurale siciliano, del quale offre una rappresentazione esaustiva e intrigante, Navarro racconta una vicenda emblematica, risolta in maniera rivoluzionaria. Protagonista del racconto è la bellissima e giunonica popolana Rosaria Passalacqua, detta “La Nana” poiché figlia di un nano, sedotta e abbandonata dal galantuomo Pietro Gigelli. A dispetto di ogni sicula consuetudine, la Nana trova un pretendente disposto a sposarla nel “borgese” Rosolino Cacioppo, che perdona l’illecito sessuale di Rosaria, scartando la scontata soluzione del delitto d’onore, tanto caro alla letteratura siciliana.
Questi valori legano Emanuele Navarro all’Europa, aprono al processo di relativizzazione della morale sessuale siciliana, che ritroveremo anche in Pirandello. Ma fanno di Rosaria Passalacqua un’antesignana di Franca Viola, come di Rosolino Cacioppo un precursore di Giuseppe Ruisi, che, un secolo dopo, sconfiggeranno la violenza del matrimonio riparatore, dopo il rapimento e lo stupro, unendosi coraggiosamente in matrimonio.

Dove attingere per conoscere meglio Emanuele Navarro?
Oltre ai noti interventi critici di Leonardo Sciascia (in La corda pazza e Pirandello e la Sicilia), Natale Tedesco (La tela lacerata), Mario Strati (Introduzione Opere), Carlo Cordiè (Prefazione a Macchiette Parigine), Sarah Zappulla Muscarà (L.Capuana ed altri),  vanno ricordati gli studi di Giuseppe  Casarrubea (Realismo e finzione nell’immagine siciliana di E. Navarro), Leonarda Oriana Torrisi (Parigi, teatro del bel mondo. Mondanità e moda nelle cronache di E. Navarro della Miraglia),  Tommaso Riggio (Quaderni de La Voce) Anna Barbara Pasqualetto (Emanuele Navarro della Miraglia giornalista e scrittore del Secondo Impero), Cinzia Romano (Emanuele Navarro della Miraglia, Un percorso esemplare di Secondo Ottocento) Paolo Mannina (E. Navarro), Piero Meli (Il ventaglio cinese ed altri scritti), Ainis Roberta (Il verismo descrittivo di E. Navarro della Miraglia - Appunti Sulla lingua della Nana 2014), Leonardo Alfano (La narrativa di Emanuele Navarro della Miraglia), Leone Aloisia (Racconti di E. Navarro della Miraglia), Scirè Ferracane (I viaggiatori francesi in Sicilia nell’800).

C’è erotismo nella letteratura di Navarro?
In tutte le sue opere Emanuele Navarro dimostra di essere un grande conoscitore dell’animo, degli appetiti e delle passioni che determinano l’agire umano. Uno scrittore che si misura con le nuove regole del capitalismo di fine Ottocento, antesignano della nostra modernità. Narratore di estrazione naturalistica, ama presentare i suoi personaggi nei loro ambienti di vita quotidiana. Preannuncia il nucleo centrale della storia, per poi svilupparlo visivamente. La sua frase è rapida, rigorosa, agile, impersonale, flaubertiana.
Background sociali e scenari zoliani. La donna è parnassianamente epicentro. Il suo reale ha la sapidità dolce-amara del vissuto. La sua influenza sulla nascita del Verismo è determinante ed anche il suo esempio di “documenti umani” viene presto seguito da suoi amici più fortunati.

Perchè è conosciuto da pochi?
L’interesse per Emanuele Navarro della Miraglia appare in crescita. A lui finora è toccato solo uno spicchio di lettori e di gloria. Magari, a quasi un secolo della sua scomparsa, è giunto il momento di fargli giustizia.  Di ritagliargli il legittimo spazio che merita nella nostra storia letteraria.  In molti cominciamo ad augurarcelo e a pensarlo.

                           
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