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Italicum, l'illusione del popolo sovrano. Ecco perchè
Italicum, l'illusione del popolo sovrano. Ecco perchè admin
admin - mercoledì, 1 febbraio, 2017
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di Alberto Chiarle

La principale azione “eversiva” tentata ai danni della gente italiana dal Governo Renzi nel 2015 è consistita nella promulgazione della legge elettorale chiamata “Italicum”. Essa, per la Camera, è in vigore dal 5 luglio 2015.

“L’Italicum” è un sistema elettorale, unico in Europa, in cui si “blocca” e si elegge il candidato imposto dalle sconosciute direzioni di ogni partito in tutte le circoscrizioni elettorali per la Camera, a prescindere dalla volontà politica espressa dall’elettore con il voto di preferenza.

Spieghiamo un poco il marchingegno escogitato per ingannare la gente italiana e trasferire silenziosamente il reale potere politico del Paese, dai cittadini e dalle cittadine, ai ristrettissimi e sconosciutissimi apparati dirigenti dei partiti italiani.

L’inganno – come tutte le truffe ben fatte – parte dalla ripetizione di un principio universalmente accettato e ben conosciuto da tutti: l’articolo 1 della Costituzione, il quale afferma solennemente che “la Sovranità appartiene al Popolo”.

L’inganno sta negli articoli successivi al primo. Nei dettagli della legge elettorale “Italicum”. Dove è previsto che il nostro Paese venga suddiviso in 100 circoscrizioni elettorali (una ogni 600 mila abitanti residenti circa), ciascuna delle quali può al massimo eleggere 6 deputati, pressappoco uno ogni 100 mila abitanti residenti.

Ricordiamoci, però, che il numero previsto di deputati riservati agli italiani all’estero è – se ben ricordo - 18. In totale quindi sono eleggibili in Italia 630-18 = 612 deputati, cioè 6 per circoscrizione. Con il sistema elettorale dei “resti” tutto va a posto, anche i decimali.

Fin qui tutto sembra nella regola. La truffa viene dopo, quando si specifica in modo chiaro chi “entra” nelle liste elettorali e come esse si fanno, cioè “come” e “chi”, e soprattutto da chi, sono scelti i candidati al seggio di deputato.

Chiediamoci allora “chi” sceglie i candidati da presentare nelle singole circoscrizioni per i singoli partiti. Chi sceglie è la “direzione” del partito, in genere composta da gente del tutto sconosciuta al pubblico e, soprattutto, mai eletta né mai incaricata a quel delicato compito, neanche dagli iscritti ad ogni singolo partito.

Per esempio, si conosce - perché di dominio pubblico - il Segretario del PD, Matteo Renzi. Ma chi sono i membri della direzione politica di questo partito? E quanti sono questi sconosciuti e importanti personaggi che, nelle segrete stanze, decidono chi può entrare, e chi no, nelle liste elettorali del PD?

Ciò vale, ovviamente, per ogni altro partito. Si conosce – per esempio - il nome del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini; ma chi compone la direzione che sceglie i candidati di questo partito nelle varie circoscrizioni?

Andiamo avanti: una volta scelto il numero ed i nomi di coloro che “entrano” nella lista elettorale, la Direzione politica di ogni partito sceglie il “Capolista” per ogni circoscrizione. Questo è un candidato eccezionale. Veramente “fuori norma” da un punto di vista elettorale. Perché?

La risposta a questa domanda svela la “truffa”.

Il “capolista” viene detto “bloccato”. Che significa?

Significa che egli è eletto in ogni caso, qualunque sia la distribuzione delle preferenze in quella lista.

E’ infatti sufficiente che in quella determinata circoscrizione il partito, cui egli appartiene, ottenga il numero di voti sufficienti ad eleggere almeno un deputato affinché egli sia automaticamente eletto. A prescindere dal numero di preferenze ottenute. !!!
In altre parole tutti i voti raccolti in ogni circoscrizione, da un dato partito, confluiscono direttamente al “capolista” di quel partito in quella circoscrizione. E una volta raggiunto il minimo necessario di voti per eleggere un deputato, egli è eletto automaticamente.

I voti di “preferenza” valgono solo dal secondo candidato in poi.

Faccio un esempio: supponiamo che Renzi venga presentato nella circoscrizione (ADF) come “capolista” del PD e Bersani come secondo di lista. E supponiamo che in questa circoscrizione il PD ottenga in totale un numero di voti sufficiente a eleggere un solo deputato, ad esempio 100 mila. Se Renzi ottiene mille preferenze (cioè gli autentici voti dati a lui personalmente) e Bersani ne ottiene 99 mila, l’eletto è Renzi e non Bersani. Perché Renzi è capolista e Bersani no.

Chiaro?

Il “popolo sovrano” (nell’esempio riportato) sceglie Bersani ma l’eletto è Renzi, che nessuno vuole.

Con questa legge, il “popolo sovrano” vota nell’illusione di poter ”scegliere” i propri candidati ma questo non accade praticamente mai. Il potere politico, irreversibilmente e senza possibile opposizione, è consegnato nelle mani di un qualche migliaio di persone.

Peggio del sistema nobiliare di trecento anni fa.

                           
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