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Lenny Bruce, il comico che si prese gioco dell'ipocrisia del Potere
Tra bon ton e comune senso del pudore, preferì l'intelligenza alla sensibilità
Lenny Bruce, il comico che si prese gioco dell'ipocrisia del Potere admin
admin - giovedì, 29 dicembre, 2016
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Cultura&Turismo [65]

di Accursio Soldano

Il suo corpo fu trovato dentro il bagno della sua casa, completamente nudo il 3 agosto del 1966.

Ovvero 50 anni fa! E fu spettacolo.

E’ “spettacolo” la descrizione di una qualsiasi scena che ci si presenta davanti agli occhi “Lenny Bruce stava seduto alla toilette con un ago infilato nel braccio quando si abbatté sul pavimento e morì. Arrivò la polizia, e da morto, lo angariò come da vivo. Permisero che, a due alla volta, i fotografi e i teleoperatori entrassero in quel luogo di decenza per riprendere Lenny Bruce riverso ai piedi della tazza. Non fu una bella azione da parte della polizia. Lenny odiava posare davanti all’obiettivo”.

Prima di andare avanti con l’uso delle parole fatto da Bruce, è bene ricordare che era essenzialmente un comico e per il filosofo francese Bergson “Il comico non esiste al di fuori di ciò che è propriamente umano”.

Ma dove nasce il comico? Quali sono i sintomi? Uno di questi, per Bergson è l’insensibilità. Per il comico, l’indifferenza è il suo centro naturale, la sua anima deve essere calma ed uniforme, non può lasciarsi andare alle emozioni.

Adesso distaccatevi, assistete alla vita da spettatore indifferente; molti drammi si trasformeranno in commedia. Basta che chiudiamo le orecchie al suono della musica, in un salone in cui si danza, perché i ballerini ci sembrino subito ridicoli. Quante azioni umane resisterebbero ad una prova di questo genere? E non ne vedremmo molte passate a un tratto dal serio al ridicolo, se le isolassimo dalla musica di sentimento che le accompagna? Il comico esige dunque, per produrre tutto il suo effetto, qualcosa come una anestesia momentanea del cuore. Esso si rivolge all’intelligenza pura”.

E questa intelligenza non deve essere isolata ma deve stare sempre in contatto con altre intelligenze perché se ci sentissimo isolati, se vivessimo la nostra vita chiusi dentro una scatola non gusteremmo il comico.

Il comico nascerà quando degli uomini riuniti in gruppo dirigeranno la loro attenzione su uno di loro facendo tacere la sensibilità ed esercitando soltanto l’intelligenza”.

Il vero nome era Leonard Alfred Schneider ed era nato il 13 ottobre 1925. Il padre Michael Schneider era nato in Inghilterra nel Kent, e nel 1905 si trasferì negli Stati Uniti dove nel 1921 conobbe Sally Kitchenburg. I suoi genitori si sposarono quattro anni dopo e nello stesso anno nacque Leonard Alfred. Nel 1933, Michael e Sally divorziarono.

Lenny Bruce venne arrestato per la prima volta il 4 ottobre 1961 al Jazz Workshop di San Francisco con l’accusa di oscenità in pubblico; con la stessa accusa verrà arrestato il 24 ottobre 1962 al Troubadour Theatre; nel dicembre del 1962 al Gate of Horn di Chicago, nel febbraio del 1963 all’Unicorn di Hollywood, nel marzo del 1964 al Trolley-Ho di Los Angeles e nell’aprile del 1964 al Cafe au Gogò di New York.

In quegli anni verrà arrestato per possesso di narcotici il 29 settembre 1961 a Philadel-phia, il 6 ottobre 1962 a Los Angeles, e ancora a Los Angeles nel gennaio del 1963.

Nell’aprile del 1963 un suo intervento alla BBC di Londra sarà interrotto bruscamente e Bruce verrà bandito dall’Inghilterra, così come nel settembre dell’anno prima lo era stato dall’Australia.

Lenny Bruce ha lottato strenuamente per far valere il diritto alla libertà di parola, diritto che gli è stato negato fino alla fine. Perché inutile negarlo, uno dei limiti in un qualsiasi rapporto dialettico fra due persone è costituito da quel “comune senso del pudore” che ci porta ad esprimere giudizi diversi a seconda del “contesto” in cui una frase o una singola parola viene pronunciata.

In questo caso entrano in gioco tutta una serie di fattori comunemente conosciuti col termine di “etichetta”, “buone maniere” e “convivenza sociale” che limitano, coscientemente o meno, la libertà di espressione. Quante volte abbiamo pensato di non fare o non dire qualcosa, perché ci sembrava da maleducati farla o dirla in pubblico?

Ma questa pratica (questo essere perbenisti nel linguaggio) è una barriera alla propria libertà di espressione o la mancanza di padronanza della stessa?

Il limitarsi in nome di preconcetti non è forse quel gioco che (paradossalmente) tende ad affermare la propria libertà di comunicare sottraendola al tempo stesso al “libero” giudizio degli altri?

Sia che venga considerato come un comico astuto o solo un canzonettista affamato di pubblicità, la sua influenza nel sociale e nel campo della commedia è innegabile. Era il confronto diretto con la coscienza del suo tempo.

Comico, chiaro, franco ed offensivo. Lenny Bruce portò le persone, (provocandole direttamente con l’uso del linguaggio) a pensare seriamente su temi come la religione e la politica, sfidò le convenzioni e gli atteggiamenti a quel tempo prevalenti riguardo il sesso, la droga e l’uso di alcune parole considerate oscene. Lacerò le convenzioni sociali prendendosi beffa dell’ipocrisia del Potere.

Bruce osò dire l’indicibile, proferire parole “non stampabili”, stuzzicò il suo pubblico invitandolo a riflettere sui limiti a cui si è sottoposti da leggi scritte e dalle convenzioni sociali.

Una delle sue caratteristiche era quella di rivolgersi al pubblico con parole che il comune senso del pudore considera “oscene” perché era convinto che se una parola viene ripetuta continuamente, perde il suo potere di scioccare o ferire.

Ma quelli che violano tabù sociali, vanno inevitabilmente incontro a problemi e ad uno scontro con il Potere.

Lenny Bruce fu un destabilizzatore, venne considerato un “comico malato” venne odiato ed amato.

Alcuni anni dopo la sua morte, cinema, teatro e letteratura, cominciarono ad interessarsi del personaggio, a prendere coscienza della sua forza, e a distanza di molti anni dalla sua morte iniziò una campagna di rivalutazione nei suoi confronti, conclusasi nel 2003 con il perdono postumo accordatogli dal Governatore dello stato di New York, George Pataki.

Il perdono postumo di Lenny Bruce è una dichiarazione dell’impegno di New York a far valere il primo Emendamento. La libertà di parola è una delle più grandi libertà americane ed io spero che questo possa servire come un promemoria per tutte le libertà”.

                           
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