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Riccardo Cuor di Leone. Il saggio di Roberto Romano svela il sanguinario sotto la maschera di re cristiano
Il volto e la maschera del re
Riccardo Cuor di Leone. Il saggio di Roberto Romano svela il sanguinario sotto la maschera di re cristiano admin
admin - venerdì, 11 novembre, 2016
Apelibraria [26]

di Laura Bonelli

Lo storico britannico Runciman lo descrisse come “un bellissimo uomo, alto, slanciato, forte, con capelli di un rosso dorato  e lineamenti regolari. Da ambedue i genitori aveva ricevuto un temperamento ardente e un’appassionata caparbietà, però non aveva né l’astuzia politica e la competenza amministrativa di suo padre, né il buon senso della regina Eleonora”

E’ Riccardo Cuor di Leone. Ne fa un’attenta analisi il prof. Roberto Romano nell’omonima biografia pubblicata dalla casa editrice Graphe.it nella collana I Condottieri. L’autore smantella l’immagine letteraria idealizzata nell’ “Ivanhoe” di Walter Scott e propende per un’indagine storiografica che dimostra un duplice aspetto del regnante. Da una parte la maschera del re cristiano, benefattore, soldato mistico della Crociata, dall’altra il volto reale, quello di un normanno selvaggio, sanguinario, avido.

“Riccardo Cuor di Leone fu un uomo di grandi contraddizioni e paradossale, si direbbe, la sua fortuna nei secoli seguenti.” Spiega l’ autore “Colui che è stato definito da taluni storici il primo grande re d’Inghilterra, in realtà soggiornò nel suo regno a stento sei mesi, probabilmente non conosceva neppure la lingua dei suoi sudditi anglo-sassoni, fu sempre legato a filo doppio alla cultura e alle sorti dei suoi domini continentali francesi, occupati dai suoi antenati normanni, formalmente sudditi dei re di Francia. I Normanni, che nel 1066 avevano occupato la Britannia anglo-sassone, venivano dalla Normandia; all’origine, erano un popolo scandinavo, rozzo, brutale, sanguinario. Con la discesa sul suolo francese e la conversione al Cristianesimo, ingentilirono di molto i loro costumi, ma, nell’intimo, conservarono la loro natura barbara, sprezzante, inaffidabile.

Così Riccardo, prima principe col titolo di duca di Aquitania, poi re, fu costretto dalle circostanze ad indossare una sorta di “maschera” di cristiano fervente, filantropo, benefattore di istituzioni ecclesiastiche, devoto condottiero della III Crociata; la “finzione” era funzionale al suo ruolo, perché i baroni suoi sottoposti e il popolo dei sudditi, anglo-sassoni e franco-normanni, ne ricavassero l’impressione di essere guidati da un sant’uomo.

Ma, sotto questa maschera, si celava il volto autentico di un normanno primitivo, sanguinario, volubile, infido, avido di ricchezze. Prova ne sono le ribellioni contro il padre Enrico II, d’accordo coi fratelli, sobillati dalla regina Eleonora stessa; ancora, le tragiche sue ultime ore di vita, e la violenta morte, furono causate dalla bramosia di ricchezza, volendo mettere le mani su un tesoro intero scoperto in un campo di un suo feudatario, il quale avrebbe voluto tenere per sé almeno una parte.”

Nel saggio viene preso in esame il percorso all’interno del contesto storico dell’epoca ma anche  aspetti meno noti della vita di Riccardo. La sua presunta omosessualità e  un’ inaspettata vena poetica che lo rese compositore di canzoni e rime.

Roberto Romano è stato docente di paleografia greca e filologia bizantina presso l’ Università di Salerno e di filologia grecomedievale e neogreca, civiltà bizantina e storia bizantina presso l’ Università Federico II di Napoli. E’ autore di numerosi saggi e traduzioni.

 

                           
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