Online il nuovo sito de "L'Araldo"
L'osteopatia potrebbe essere regolamentata da una legge. Il Parlamento ci sta pensando
L'osteopatia potrebbe essere regolamentata da una legge. Il Parlamento ci sta pensando admin
admin - martedì, 11 ottobre, 2016
Visualizzazioni: 122
News [1238]

di Gaspare Sanfilippo (*)
Sembra difficile a crederci eppure anche l’Italia sembra volersi mettere al passo con la realtà sociale e con il resto del mondo, superando così qualche arretratezza e forme di tribalismi culturali e lobbistici che tanto incrostano la nostra Nazione impedendogli di svilupparsi.
La medicina e la terapia manipolativa osteopatica (TMO), o semplicemente “l’osteopatia”, è una professione con finalità sanitaria autonoma che si  finalizza attraverso metodiche d’indagine prevalentemente cliniche e terapie di tipo manuali.
Codificata negli U.S.A. alla fine del 1800, l’osteopatia, oggi è una tra le medicine non convenzionali e tradizionali (CAM-TM) più diffuse al mondo, inserita in numerosi centri di ricerca, cliniche e ospedali pubblici e privati (anche italiani), eppure al momento in Italia non è ancora riconosciuta.
I principi su cui si fonda considerano l’essere umano costituito quale unità funzionale interdipendente e inscindibile in se stesso e dall’ambiente, costituita da struttura, funzione, psichismo volontario, involontario e spirituale, tendente all’autoregolazione, relativamente ad ogni processo patologico o disfunzionale, in base alle proprie potenzialità e strettamente dipendente dall`integrità funzionale dei meccanismi biomeccanico, di circolo, neurologico, energetico, immunitario, umorale oltre che informazionale.
I presupposti fisio-anatomici, il concetto di sistemicità, integrazione e reazione organica su cui si fonda, rendono l’osteopatia, una vera e propria disciplina innovativa e complessa, perfettamente integrata con la medicina istituzionale convenzionale.
La scienza osteopatica contempla conoscenze biologiche, cliniche, comportamentali, chimiche, fisiche ed anche psichiche relative alla porzione trattata nella globalità dell’essere e mira al ripristino di funzioni ottimali, al loro mantenimento nel tempo e a formulare proposte preventive in rapporto ad episodi di recidiva patologica o comunque della sintomatologia attraverso metodiche diversificate e prevalentemente manuali.
Al solo titolo esemplificativo possiamo stilare una lista su cosa tratta principalmente: algie muscolo-scheletriche, alterazioni della postura, disfunzioni vascolari, cranio-sacrali, del sistema psiconeuro-endocrino-immunitario (PNEI), visceroorganiche, ginecologiche, in età pediatrica, della masticazione, sindromi del metabolismo.
Inoltre risulta utile nella preparazione al parto, nelle cefalee ed emicranie, nei post traumatici, post chirurgici, post parto, nelle ernie discali, nelle anomalie respiratorie (forme asmatiche, …), e davvero molto altro, tanto che sembra incidere su quelle che sono di fatto le risposte epigenetiche ed adattative dei sistemi organici.
Diffusissima sul nostro territorio nazionale da oltre trent’anni, solo da pochi mesi l’Osteopatia è entrata nell’agenda politica.
In forte ritardo rispetto a diversi altri Paesi finalmente, con l’articolo 4 del disegno di legge n. 1324 Lorenzin, dopo il passaggio positivo al Senato di maggio, si attende ora l’approvazione della Camera per ottenere la prima base di ordinamento e che ci farebbe allineare agli altri Stati che già si sono mossi in tal senso e a dare atto alle volontà e indirizzi dettati dall’Organiz-zazione Mondiale della Salute (W.H.O.).
L’Italia ce la farà? Vedremo, noi ci stiamo provando sia come categoria di professionisti ma ancora di più come cittadini che sperano e vogliono credere in questa Nazione.
Senza giuste regole non possiamo parlare di civiltà.
L’auspicio è che questa meravigliosa scienza e filosofia sia regolamentata al più presto. Innanzitutto per la tutela dei numerosi cittadini che ne usufruiscono e apprezzano, ma anche perché è giusto identificare finalmente quali siano le caratteristiche, le competenze e il ruolo dei professionisti nel contesto italiano e in coerenza con quello internazionale. Permettere così di dare il loro buon contributo allo sviluppo metodologico, culturale e scientifico attraverso l’osteopatia.
Ad oggi assistiamo, infatti, alla presenza sui nostri territori sia di professionisti adeguatamente formati attraverso percorsi impegnativi di almeno 5/6 anni che di soggetti che operano mischiando altre competenze con qualche tecnica “osteopatica”. O, peggio, formati attraverso corsettini di dubbia qualità e senza alcuna altra competenza di base che possa limitare i possibili rischi alla salute dei cittadini.
Prendersi cura di una persona, infatti, non è esente da rischi ed errori: l’adeguata formazione e la professionalità degli osteopati, proprio per le caratteristiche peculiari di questa scienza, arte e filosofia, non può che essere la più alta e integra possibile.
Questa è una delle prime esigenze per cui è necessario normare una professione così diffusa e richiesta dalla popolazione italiana, in coerenza con i modelli specifici internazionali condivisi.
L’auspicio, dunque, è quello di superare il vuoto legislativo italiano sulla materia e prevedere regole definite a beneficio e tutela di tutti, in particolare dei cittadini, dei professionisti e dei numerosi studenti delle scuole di osteopatia italiane.
L’adeguata regolamentazione, commisurata al contesto legislativo e sociale italiano, comporterebbe non pochi vantaggi per gli italiani: maggiori garanzie per l’assistito derivanti dal percorso degli studi del professionista, in rispetto agli standards internazionali; maggiore diffusione e integrazione dell’osteopatia negli ospedali e strutture sanitarie; facilità di accesso alle prestazioni anche per i meno abbienti; migliore detraibilità fiscale; prestazioni esenti dall’I.V.A.; facilità per il rimborso delle prestazioni da parte delle assicurazioni e dal fisco; normativa coerente con gli orientamenti legislativi internazionali e gli indirizzi dettati a tutti gli stati membri dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; maggiore possibilità scelta o integrazione terapeutica dei cittadini (come da Costituzione italiana); diversificazione e facilità d’accesso nella scelta degli studi universitari pubblici e privati; maggiore differenziazione e inserimento professionale dei cittadini; rilevante risparmio economico della sanità nazionale (come già comprovato per altri Stati); maggiore ricerca scientifica e interazione interprofessionale; riconoscimento dei titoli professionali acquisiti dai nostri professionisti italiani da e verso altri Paesi. E questi solo per fare degli esempi.
Purtroppo anche in questo campo l’Italia si trova veramente indietro rispetto ad altre Nazioni e così deficitari si mostrano la politica e i politici rispetto agli sviluppi storici delle metodologie terapeutiche, alle necessità e scelte dei cittadini.
L’impegno di tutti noi, prima di tutto come cittadini, è fondamentale per uscire dalle inadeguatezze, ognuno per quello che può e gli compete certo, ma il dovere civico non deve mai mancare.
L’Italia ce la farà? Beh, io spero proprio di sì.
(*) Degree of Osteopathy

                           
Articoli Correlati
  di Joseph Cacioppo   A Santa Margherita di Belice, “capitale” della Massoneria belicina, potrebbe cadere il velo sugli amministratori comunali che.... di Joseph Cacioppo E’ previsto per lunedì, 8 ottobre, alle ore 17,30, l’inizio dei lavori del convegno su: “Chiesa e Massoneria” che si.... L'Unione del Comuni "Terre Sicane" potrebbe allargarsi anche al Comune di Caltabellotta. Ad annunciarlo è stato il "super" sindaco Franco Valenti nel corso dell'ultima.... Sono trascorsi 45 anni da quel lontano 15 gennaio 1968 che portò morte e distruzione nella Valle del Belice. E sono 45 i milioni previsti dalla legge di stabilità.... “Extraterrestre portami via, voglio una stella che sia tutta mia, extraterrestre vienimi a cercare, voglio un pianeta su cui ricominciare”. Sarà questo il....