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Caffè letterario a S. Margherita di Belice: tutti alla ricerca della propria identità
Caffè letterario a S. Margherita di Belice: tutti alla ricerca della propria identità admin
admin - sabato, 27 agosto, 2016
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La ricerca del proprio "sè". Questo il tema conduttore del "caffè letterario" svoltosi a Santa margherita di belice, il 26 agosto, presso "I Giardini del Gattopardo"?

Difficile dirlo. Tanti i temi ed i punti di vista trattati che non hanno consentito di approfondire anche questo aspetto.

C'è chi cerca la propria identità dirigendosi al nord (vedi Giuseppina Martorana), chi la cerca al sud (come Michele Mistretta), e chi la cerca nei tarocchi (come le sorelle Nina e Brigida Montalbano), per citare i personaggi de "la maledizione dell'abbazia di thelema", di Accursio Soldano.

C'è chi, la propria identità, la cerca all'estremo sud, come fanno i due protagonisti: Valeria e Pino, ne "L'onda opposta", di Patrizia Caiffa.

E poi c'è la protagonista di "Social Mum", di Giulia La Face, che ricerca il proprio "sè" guardando lo specchio che riflette la sua immagine sovrapposta a quella della sua adolescente che sta diventando donna. Uno specchio che riflette immagini anche attraverso il web.

Nel prologo di "Social Mum” si legge: "Un’urgenza nuova ma con radici antiche, mi ha spinto una notte a cercare il conforto di ascoltatori virtuali (seppur amici nella realtà), parlando della nuova fase della mia vita: l’adolescenza di mia figlia. Iniziata proprio a tredici anni, quando io scrissi per la prima volta «Caro diario…»"

Mentre ne “L’onda opposta”, Valeria, una dei due protagonisti, salita sulla barca con destinazione Tunisi riflette: "Ora nella mente c’era il tumulto, nella pancia un rimescolio confuso che conoscevo bene. Non dargli retta, è un venditore, ti vuole ingannare, mi dicevo. Però potrebbe essere la svolta della tua vita. Giulia mi ha consigliato di andare via da questo paese senza futuro, e ora che l’occasione mi si presenta davanti, che faccio? In fondo posso decidere di tornare quando voglio. No, è troppo rischioso, che direbbero i miei? Ma ho trentadue anni e nessuna prospettiva davanti, non posso sprecare altro tempo."

E Soldano, ne "La maledizione dell'abbazia di Thelema", parlando di Giuseppina Martorana annota che: "...  la sua curiosità non sarebbe stata mai soddisfatta se due anni più tardi non avesse preso il treno per andare a vedere cosa ci fosse fuori dai confini del paese, cosa stesse facendo il resto del mondo mentre i carabinieri mettevano i sigilli a quella strana Abbazia e in paese Don Antonio continuava a distribuire consigli, benedizioni ed ostie consacrate."

Questa ricerca del proprio "sè", deve aver contagiato anche i relatori che si sono avvicendati nel dibattito. Ognuno ha fatto trasparire, nel proprio intervento, che anche loro, e non solo i personaggi dei tre libri, sono alla ricerca della propria identità. C'è chi lo fa intraprendendo un "viaggio", e chi si confronta con la propria o altrui adolescenza. Come spiega "Social Mum".

Bella serata. Anche Accursio Soldano ha detto di essersi divertito. E non è poco.


                           
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