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Il 25 aprile 1945, festa della liberazione
Il 25 aprile 1945, festa della liberazione admin
admin - lunedì, 25 aprile, 2016
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Cultura&Turismo [65]

di Michele Vaccaro

Quella del 25 aprile 1945 è una data da ricordare. Da ricordare, per non dimenticare. Quel giorno, forse più di ogni altro, cambiò il volto dell’Italia, che i partigiani, dopo tanto sangue versato, liberarono dal piede oppressivo dello straniero, di quel che restava della truce dittatura fascista e delle leggi razziali. Il giorno prima, quando ormai si ebbe la percezione che era arrivato il momento conclusivo dell’azione, coordinata, sia dal punto di vista logistico e sia da quello militare, dal Comitato  di Liberazione Nazionale dell’Alta Italia (C.L.N.A.I.), si proclamò lo sciopero generale e s’invitarono tutti i cittadini a prendere le armi. 

Il 25 aprile si svolse a Milano, nella sede dell’Arcivescovado, presente il cardinale Schuster, il drammatico incontro richiesto da Mussolini ai rappresentanti del Comitato di Liberazione Nazionale, tra cui Sandro Pertini e Riccardo Lombardi, allo scopo di patteggiare con essi la resa delle formazioni della Repubblica Sociale Italiana. Il Duce, però,  ignorava che i tedeschi avessero  già intrapreso  per proprio conto trattative per la capitolazione in Svizzera con i rappresentanti degli Anglo-americani. L’incontro, pertanto, si concluse senza risultati. Ormai la sorte del fondatore del fascismo era segnata. Il C.L.N.A.I. assunse, “In nome del popolo italiano”, tutti  i poteri civili e militari con un proclama, in maniera “da assicurare la continuazione della guerra di liberazione a fianco degli Alleati” e “per garantire e difendere contro chiunque la libertà, la giustizia e la sicurezza pubblica”. Il 25 aprile 1945 fu anche il giorno in cui, a Tourgau, sul fiume Elba, i soldati americani, guidati dal generale Hodges, e quelli russi, agli ordini del maresciallo Koniev, s’incontrarono: una celebre foto  immortalò due fanti dei due eserciti protesi a stringersi la mano, simbolo di una fraternità che durò pochissimo. Come alcuni sogni che avevano animato la Resistenza.

                           
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