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Esofago bruciato, intervento di ricostruzione eseguito dall'equipe del prof. Gulotta del Policlinico di Palermo
Esofago bruciato, intervento di ricostruzione eseguito dall'equipe del prof. Gulotta del Policlinico di Palermo admin
admin - martedì, 19 aprile, 2016
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di Mariano Pace
Ancora alla “ribalta” l’operato professionale del professore Gaspare Gulotta, figlio della “Terra del Gattopardo”, direttore del Diparti-mento di Chirurgia Generale e d’Urgenza del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo.
L’ultimo eccezionale risultato chirurgico ottenuto in ordine di tempo (ad inizio d’anno) da Gulotta riguarda l’operazione effettuata a vantaggio di un giovane ventitreenne originario del Bangladesh ma residente a Licata.
Il giovane stava morendo lentamente causa l’esofago corroso per avere ingerito erroneamente una sostanza caustica.  Non mangiava più da mesi. Veniva nutrito solo con le flebo. Dopo avere girato diversi ospedali, approda al dipartimento diretto da Gulotta.
A Molvi Bari Md Kamal, questoil nome del giovane, dopo indagini approfondite,  è stato ricostruito il suo esofago bruciato.
Il raro intervento (pochissimi casi di  operazioni eseguite per avere ingerito sostanze caustiche)  si è rivelato delicato ed estremamente complesso. E’ durato ben sette ore mentre solitamente un intervento all’esofago dura 2 -3 ore .
”In Italia, ma direi nel mondo, si fanno pochissimi di questi interventi- spiega il professore Gulotta -gli acidi corrodono tutto l’esofago e interessano anche le zone limitrofe dove ci sono grossi vasi sanguigni, tessuti nervosi. L’esofago danneggiato è stato totalmente asportato. Abbiamo creato una sorta di tubo di 40 centimetri, allungando una parte di stomaco, che poi è stata attaccata ai primi centimetri dell’esofago che fortunatamente non erano stati intaccati dall’acido. Per fare questo abbiamo dovuto aprire il torace del giovane paziente”.
Dopo otto giorni dall’intervento, Molvi ha ricominciato finalmente a mangiare riacquistando cinque chili di peso. Adesso il giovane si è ripreso perfettamente ritornando alla sua vita normale a Licata.
“I medici - ha detto il giovane del Bangladesh - sono stati bravissimi, sono molto felice e contento. Con loro è come se avesse ritrovato la mia famiglia, la mia casa”. 
Un esito che naturalmente nutre di profondo orgoglio il professore Gulotta. “Ormai siamo all’avanguardia per particolari interventi chirurgici. Una situazione ottimale che dovrebbe porre un  notevolissimo freno ai viaggi della speranza verso strutture ospedaliere del Nord Italia. Mi riferisco ad interventi, per via laparoscopica in 3D, di: ernia iatale ed acalasia esofagea, tiroide miniinvasiva, chirurgia oncologica della mammella”.
“Rilevanti livelli abbiamo raggiunto - aggiunge il professore Gulotta - anche per la chirurgia dell’asportazione del colon  per via larascopica e per la chirurgia del pancreas, Siamo all’avanguardia mondiale, anche alla luce delle scoperte scientifiche, sui tumori del colon retto”. Il professore Gulotta vuole  rimarcare la politica di prevenzione sui soggetti a rischio di tumori alla mammella, messa in atto dalla sua  Unità  Operativa di Chirurgia Generale.
”In pratica noi sottoponiamo - precisa Gulotta - le donne a rischio che hanno familiarità con i tumori alla mammella, ai test BCRA1 e BCRA2. Se gli stessi risultano positivi procediamo all’asportazione della mammella, tutto per via sottocutanea lasciando solo la pelle e il capezzolo. Un intervento di mastectomia bilaterale, con l’ausilio della chirurgia plastica, simile a quello subito, nel 2013, dall’attrice Angelina Jolie”.
E nell’ ultimissimi anni, con il drammatico fenomeno degli sbarchi clandestini, il Dipartimento del Policlinico Giaccone si è posto come una “capitale chirurgica” per tutti i profughi provenienti dai paesi del Mediterraneo.
“A livello di equipè medica abbiamo ormai completato- conclude il professore Gulotta - tutti i reparti e ci presentiamo come una grande squadra. Mi riferisco in particolar modo: alla nuova cardiochirurgia, diretta dal dottore Vincenzo Argano (ha lavorato in Inghilterra) che ha duplicato con successo il numero degli interventi, alle presenze dei dottori Calogero Porrello, chirurgo toracico con esperienze lavorative in Francia  e Alcheide Simonato uno dei più grandi urologi italiani”.

                           
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