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"I delitti della Primavera" di Stella Stollo. Cosa lega i delitti della Firenze del 1486 con l'opera d'arte di Botticelli?
"I delitti della Primavera" di Stella Stollo. Cosa lega i delitti della Firenze del 1486 con l'opera d'arte di Botticelli? admin
admin - sabato, 12 marzo, 2016
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Cultura&Turismo [65]

Joseph Cacioppo

Cosa lega la “Primavera”, il capolavoro di Botticelli, a Amerigo Vespucci, Cristoforo Colombo, Leonardo da Vinci e Lorenzo il Magnifico? E come mai a finanziare la spedizione di Colombo siamo stati i signori spagnoli e non quelli italiani?

E siamo sicuri che l’America sia stata “scoperta” nel 1492 e non qualche secolo prima?

Questi sono alcuni degli spunti di approfondimenti che pone il romanzo “I delitti della Primavera”, di Stella Stollo, edito da Graphofeel edizioni.

Il romanzo è ambientato nella Firenze del 1486, dove una serie di omicidi di donne appartenenti alla ricca borghesia sconvolge la vita della città. Gli omicidi fanno pensare ad un assassino seriale visto che sul corpo delle vittime viene ritrovato un segno che riconduce ad un particolare della “Primavera” di Botticelli.

Importanti il ruolo delle donne. C’è Simonetta Vespucci, modella di Botticelli, e c’è Ginevra, curatrice-scienziata. E poi c’è l’amore, carnale ed ideale, etero od omosessuale, ma intenso come solo gli amori veri possono essere.

Il thriller è la scusa per raccontare una storia d’amore. Una passione raccontata attraverso l’arte, la scienza ed i costumi rinascimentali, cioè nell’era del cambiamento.

Cambiamento influenzato anche dalla scoperta dell’America.

Il romanzo da una interpretazione dei rapporti intercorsi tra Vespucci e Colombo e, in trasparenza, rimanda – richiamando Jacques de Molay – alla scoperta dell’America da parte dei Templari. Ed ai rapporti di Cristoforo Colombo con quest’ultimi.

Stella Stollo, nel suo dotto romanzo di amore, richiama – attraverso il dialogo dei suoi illustri personaggi – quelle che erano le tesi della Chiesa dell’epoca in campo astronomico. Ed accenna al perché la spedizione per la scoperta dell’America, nel 1492, fu finanziata dai signori iberici.

Come riferiscono gli storici, la notte del 13 ottobre 1307, prima dell’arresto in massa ordito dal re di Francia, Filippo il Bello (tramite l’Inquisizione e raggirando papa Clemente V), molti Templari si rifugiarono in Portogallo ed in Scozia. In Portogallo, i templari non furono sciolti, ma cambiarono il loro nome in Poveri Cavalieri di Cristo. Sotto queste insegne, nel 1492, avrebbero fornito uomini, mezzi e mappe nautiche utili per la spedizione di Cristoforo Colombo. La “croce”, rossa su campo bianco, comparsa sulle vele delle sue navi della spedizione è proprio quella dell’ordine dei Templari.

“E come mai questi poveri cavalieri cristiani sarebbero così ricchi?” chiede sarcastica Ginevra (accusata di eresia sol perché scienziata donna, nda). “Perché non sono nient’altro che templari, cioè i primi ad avere inventato il sistema della banche”, fa dire Stella Stollo ai suoi personaggi. 

Il romanzo è una fonte inesauribile di stimoli ad approfondire. Una sorta di caccia al tesoro.

“Penso a colui che ha costruito la natura, il mondo e l’intero universo. Ha creato tutto con l’energia del suo amore assoluto ma di certo anche con l’intelligenza matematica del più grande architetto e del più eccelso tra i musici”, dice Filippino Lippi rispondendo a Leonardo da Vinci che parla di “proporzioni dimensionali di un edificio, della cattedrale e della sua cupola”.

Ed al lettore viene subito in mente la “sezione aurea” (o “numero aureo” o “proporzione divina”) che si ritrova nella Gioconda, nella galassia ed anche in diversi elementi della natura sulla Terra.

C’è anche qualche spunto di riflessione dell’influenza della Chiesa sulla società, che ritorna d’attualità in questi giorni in cui si parla di unioni civili.

Dice sempre Ginevra rivolgendosi a Simonetta (musa e amante dell’autore della “Primavera”), Botticelli, Lippi e Vespucci. “s’è mai sentito dire che la scienza sia progredita sotto una religione monoteista, in particolare sotto il potere della Chiesa romana? La cultura ed il sapere sono fioriti presso gli antichi Egizi, presso i popoli orientali e i Greci, sotto il sorriso benevolo di molteplici dei e dee”. “Il vostro Dio non è buono – continua Ginevra. – Impone troppi dogmi. O forse è la vostra Chiesa che li impone. Però ricordatevi che qualsiasi dogma religioso è un freno alla libera ricerca, una catena che non permette all’uomo di indagare liberamente sulle proprie origini e sul proprio destino”.

Il romanzo lascia un dubbio: il figlio avuto da Simonetta era di Botticelli?

Stella Stollo, classe 1963, è nata a Orvieto ma vive e insegna a Montepulciano. Fervida lettrice di romanzi storici, ha scritto per pura passione poesie e romanzi. Ha pubblicato “Algoritmi di Capodanno” per ARPAbook (2011) e “Io e i miei piedi” per Graphofeel.

                           
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