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IL MUSICISTA DI CHRISTIANO CERASOLA
La sinfonia dolce amara di un grande talento
IL MUSICISTA DI CHRISTIANO CERASOLA admin
admin - venerdì, 26 febbraio, 2016
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di Laura Bonelli

Ovunque andassi lasciavo impronte e suoni e, semplicemente, mettendo un piede davanti all’altro, attraversai le strade che si presentarono sul mio cammino. In realtà il mio percorso fu mosso da altro: non ci fu alcuna determinazione, protervia, sicurezza o presunzione in me, ci fu solo musica, fui chiamato e incalzato da lei in ogni momento della mia vita.

 Il tessuto delle situazioni tessé la trama del mio destino mentre io, semplicemente, suonai.

 Ben inteso, come l’abbraccio delle onde del mare modella le rocce ,anch’io con il tempo fui addomesticato dalla vita, imparai così a rallentare i miei passi, gestire la mia collera e non volgere, immediatamente lo sguardo altrove, talvolta soffermandomi.

Tutto questo trascorse a ritmo di musica. Fu, infatti, lei che mi salvò, il mio vero amore e la ragione per la quale mi sembrò di essere venuto al mondo. Fu il mio talento, la mia grazia, il mio dittatore e la reale protagonista della mia intera parabola.



 

Passione, talento e sofferenza. Questo è il pentagramma su cui scorrono le note dell’esistenza di Max, il protagonista del quarto lavoro letterario dello scrittore italo-danese Christiano Cerasola “Il Musicista” (Elmi’s World).


Dopo le storie veloci e crudeli raccontate nella sua raccolta di racconti “Uova sbattute” e la sommessa malinconia di un uomo che non riesce ad afferrare i suoi sogni nel romanzo breve “Il Custode di Izu” Cerasola riprende il tema sviluppato nel suo romanzo d’esordio “O2 Ossigeno”, ovvero l’analisi delle personalità “a margine”. Se nel primo libro il protagonista era un vagabondo, ne “Il musicista” è un talento fuori dal comune che condanna il personaggio principale ad essere relegato ai confini rispetto al grigiore e alla banalità di esistenze prive di genialità e aspirazioni artistiche. Per Max la musica è un’ancora di salvezza, ma anche una dittatrice che non sopporta di essere seconda a nessuno, uomo o donna che sia.


Gli altri sentimenti sono pallidi  e sottotono, tranne quelli in cui la purezza si può manifestare liberamente, come l’amicizia e l’amore per il figlio, Luca, unica speranza di dare un senso ad un concetto di famiglia troppo distante da quello che si trova a vivere.


L’autore riesce a scrivere una storia trasmettendo l’idea di una sinfonia dolce amara, alternando il rimpianto alla disperazione, la passione alla speranza, diretta da una bacchetta che predilige i levare, le sospensioni, le attese.

                           
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