Online il nuovo sito de "L'Araldo"
Nigravulpe, il romanzo di Leonilde Bartarelli. Amore, amicizia e voglia di libertà in una storia ambientata nel medioevo
Nigravulpe, il romanzo di Leonilde Bartarelli. Amore, amicizia e voglia di libertà in una storia ambientata nel medioevo admin
admin - martedì, 26 gennaio, 2016
Visualizzazioni: 189
News [1238]

di Joseph Cacioppo

La pratica della frusta e del cilicio, come punizione delle tentazioni terrene, l’Opus Dei deve averla ripresa dal Medioevo. Così pare leggendo Nigravulpe, il romanzo storico di Leonilde Bartarelli, edito da Graphofeel.

Un romanzo in “costume” dove la trama di una storia d’amore sembra quasi messa in ombra dall’inno alla libertà.

Libertà che ho nelle vene, libertà che mi appartiene, libertà che è libertà”, canta Franco Califano.

Libertà che, anche per Cristoforo-Nigravulpe e per i suoi amici, assume un ruolo fondamentale nella vita dell’uomo.

Non sempre per la libertà si è disposti a lasciare il proprio habitat sicuro.

Ora capisco: libertà è vivere la mia vita, rifiutare la soluzione più comoda e scontata. – riflette Cristoforo - Libertà è un viaggio di cui non è importante l’arrivo, se mai esiste davvero un arrivo, ma il percorso, la Strada stessa”.

La “rassegnazione spegne la speranza” ricorda Guido-Matilde, una frase semplice, apparentemente innocua. Ma per Cristoforo diventa un tarlo. Un pensiero fisso. Che lo porta a mettere in discussione il suo percorso di vita, la sua Strada.

Una strada che non è “tra la via Emilia ed il West” (di guccianiana memoria, anche se la “nostalgia” per i luoghi di infanzia è analoga) ma la via Francigena, tra Siena e San Gimignano, che ugualmente cambia la vita al trovatello protetto dai signori del luogo.

Protezione in assenza di libertà. Servo per volontà di madonna Ava, signora di Stagia.

Servo speciale, Cristoforo. Al quale è concesso di imparare a leggere e scrivere, nonché di avere come amico il nobile Isalfredi.

Un’amicizia che deve restare nell’ombra. Che non può essere esibita.

Il romanzo è ambientato nell’anno Mille, dove il feudalesimo ha le sue regole. Alle quali anche la Chiesa deve sottostare.

Uno spaccato di storia che l’autrice di Nigravulpe rende leggero: un romanzo di amore, appunto.

Ma è storia: i nobili costruiscono le chiese, i monasteri ed i conventi. Ci sono i vassalli, gli uomini liberi ed i servi. Regole precise di vita.

Non ci si sposa per “scelta” (Kierkegaard non ha ancora pubblicato il suo “Out-out”), ma solo per fini politici e patrimoniali.

Gli uomini liberi, poi, si possono sposare solo davanti al notaio, ma non in chiesa. Per i servi, invece, decide il padrone.

Così la storia d’amore che nasce tra Cristoforo e Matilde, servo lui e figlia del Duca Melo di Puglia lei, non è paragonabile alle vicende di cui riferiscono i rotocalchi sui principi di Monaco. E’ una storia d’amore di altri tempi. Di quelle che si incontrano nelle fiabe o nei romanzi.

Una storia d’amore che fa da assist all’idea di libertà dalle catene, dalle convenzioni, dai rituali.

Tutto si snoda lungo una “Strada” del paesaggio toscano. Un “attraversamento” che non è solo paesaggistico, ma che tocca le coscienze di nobili, uomini liberi e servi.

Un andare alla ricerca della verità che potrebbe essere nascosta in un manoscritto custodito da un monaco. Un manoscritto di cui in tanti sono alla ricerca.

Ricerca che potrebbe confermare ruoli nobiliari o semplicemente fare luce sulle proprie origini, sull’essenza della natura dell’uomo, sul concetto di libertà.

Sulla speranza che non può essere spenta dalla rassegnazione.

L’abilità dell’autrice appassiona il lettore che viene trasportato in questo viaggio non solo fisico e storico ma anche metaforico.

Leonilde Bartarelli è nata a Genova e vive a Colle Val d’Elsa (SI). Da bambina voleva fare la scrittrice e l’archeologa. Si è laureata in Palernologia e per un po’ ha fatto l’archeologa. Poi si è data all’arte tessile con mostre ed atelier. Ora si occupa di counseling, cucito emozionale e giochi di scrittura. Nel 2009 ha pubblicato il romanzo Il fiore degli abissi (Edizioni Montag).

                           
Articoli Correlati
di Joseph Cacioppo   “Nom de plume”. Sembra il “nome di penna” a dare il tempo alla vita dell’intellettuale che ha ispirato la.... di Gaetano Zummo Nel romanzo “La Regina d’Inico”, Andrea Giuseppe Randazzo compie un vero capolavoro di architettura letteraria, riuscendo mirabilmente a.... Il medioevo ritorna a a Castelvetrano con il Corteo storico di Santa Rita. Si terrà domenica 20 maggio 2018, ore 17.30, a Castelvetrano (TP), infatti, la XVI edizione.... Anche a Naro, le suggestioni letterarie di “Sicilia my love” di Enzo Randazzo, con guida alla lettura di Gisella, hanno incantato il numeroso pubblico che ha.... di Laura Bonelli Ovunque andassi lasciavo impronte e suoni e, semplicemente, mettendo un piede davanti all’altro, attraversai le strade che si presentarono sul mio....