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"la cartolina" de L'Araldo per l'assessore Bonifacio: tra fard, tappetino stradale e maquillage
"la cartolina" de L'Araldo per l'assessore Bonifacio: tra fard, tappetino stradale e maquillage admin
admin - domenica, 24 gennaio, 2016
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di Joseph Cacioppo

In questi giorni le notizie di cronaca, legate a Matteo Messina Denaro, hanno riportato alla memoria il giornalista Andrea Barbato, morto nel febbraio del 1996. Giornalista, scrittore e impegnato nella società civile. Andrea Barbato divenne noto al grande pubblico anche con la sua rubrica televisiva, “La cartolina”, su Rai Tre.

A questa rubrica televisiva pare essersi ispirato il mio amico, e assessore al decoro urbano del Comune di Santa Margherita di Belice, Tanino Bonifacio, per la sua trasmissione su Tele Radio Sciacca (TRS).

Lo schema è semplice: su una tema di attualità - Andrea Barbato su Rai3 vent’anni fa e Tanino Bonifacio su TRS ai nostri giorni - veniva e viene inviata una “missiva” ad un personaggio connesso con la notizia.

Mi si riferisce (guardo poca tivù, ed è una mia lacuna) che Tanino Bonifacio abbia “inviato” la sua missiva anche al boss Matteo Messina Denaro ed al giudice Silvana Saguto.

Andrea Barbato dal pulpito di Rai3 raggiungeva tutta l’Italia, ed ecco perché Messina Denaro pare si sia risentito. Dubito che le frequenze di TRS arrivino fin dove risiedano abitualmente la Saguto e gli altri personaggio destinatari delle “missive” di Bonifacio.

Ecco perché L’Araldo prova a istituire un’analoga rubrica che chiamerà “la cartolina de L’Araldo” (con la “l” minuscola, per evidenziare la distanza tra “l’originale” e la “fotocopia”). “Cartolina” che verrà inviata solo a personaggi che si pensa possano effettivamente leggerla, in quanto lettori de L’Araldo.

Ovviamente “la cartolina” inaugurale – dopo questa premessa - viene indirizzata all’assessore al decoro urbano del Comune di Santa Margherita di Belice, Tanino Bonifacio (nostro appassionato lettore).

Caro Assessore,

in questi giorni il giornale-facebook della Amministrazione di cui fa parte ha dato notizia della Sua iniziativa per sistemare la via Covello. Mi sono incuriosito ed ho fatto un sopralluogo. Confesso: sono rimasto deluso. Ho avuto la sensazione che si sia trattata di un’operazione di maquillage (intervento provvisorio di abbellimento). E Le spiego perché. 

La via Covello è interessata, in due punti, da fenomeni franosi. Da almeno dieci anni si aspetta un intervento risolutivo. Nel piano triennale delle opere pubbliche, approvato dalla Giunta comunale di cui Ella fa parte, è inserito un progetto “esecutivo” che prevede una spesa di oltre trecentomila euro (all’incirca la stessa somma che occorre per demolire palazzo Lombardo-Saieva con un progetto non “esecutivo” redatto da qualche mese).

All’inizio di via Covello risulta apposto un segnale di divieto di transito. Divieto non rimosso nemmeno dopo la passata – a macchia di leopardo - di “fard” (cosmetico utilizzato per dare colore al viso, dando l'effetto di un aspetto più giovane) da Ella disposta.

Lo stesso fard (leggasi: manto di asfalto) che ha interessato lo slargo di piazza Madonna delle Grazie e che ha coperto, nascondendoli, i coperchi dei pozzetti dei servizi a rete: fognatura, telefono ed elettricità. Quella stessa piazza Madonna delle Grazie che risulta priva di segnaletica toponomastica, malgrado Ella – un anno fa – ne ha disposto l’acquisto e che da allora pare sia parcheggiata in qualche magazzino comunale.

Segnaletica che manca anche in “via della Mamma”, che collega la contrada Itria con via Cannitello, malgrado le campagne di sensibilizzazione portate avanti anche da L’Araldo.

E non si tratta certo di mancanza di fondi. Sempre su Sua iniziativa è stata collocata la segnaletica turistica in un numero di cartelli soprabbondanti. Sarebbe bastato razionalizzare la spesa e collocare la segnaletica anche in "via della Mamma". Così non è stato.

Converrà, caro Assessore Tanino Bonifacio, che “l’operazione di maquillage” (di cui Ella è un esperto professionista, lo riconosco) effettuata su via Covello (rattoppo di qualche buca) non ha nulla a che vedere con il progetto esecutivo che giace nei cassetti del Comune; come non ha nulla a che vedere con la soluzione dei fenomeni franosi che interessano un paio di punti del percorso. Ed inoltre stride con il divieto di transito posto all’accesso di tale via, a valle della villa comunale.

Si ha quasi l’impressione che il Suo intervento, su via Covello, sia finalizzata soltanto a distogliere l’attenzione sulla circostanza che l’Amministrazione di cui Ella fa parte sta spendendo quasi 400.000,00 di fondi comunali per demolire palazzo Lombardo-Saieva quasi che fosse la primaria necessità dei margheritesi, mentre via Covello resta inagibile e con il "transito" vietato. Un po’ di “fard” è utile per nascondere qualche buca ma non certo per rimuovere il divieto di transito.

Certo che non me ne vorrà, L’abbraccio affettuosamente.

 

 

                           
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