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Elezioni a S. Margherita: pizziata del 3 gennaio aspettando il candidato ed il programma
Elezioni a S. Margherita: pizziata del 3 gennaio aspettando il candidato ed il programma
Elezioni a S. Margherita: pizziata del 3 gennaio aspettando il candidato ed il programma admin
admin - venerdì, 6 gennaio, 2012
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Riceviamo e pubblichiamo

Non sempre le fusioni danno luogo ad una sommatoria, come dimostra il “fidanzamento”, del 23 dicembre, tra Giorgio Mangiaracina e Franco Valenti, in vista delle elezioni amministrative di maggio. E come dimostra la “pizziata” del 3 gennaio, dove i “parenti” dei promessi sposi, come era prevedibile, hanno rispolverato il messaggio del bravo, inviato da don Rodrigo di manzoniana memoria, e la sera del 3 gennaio hanno sentenziato: questo matrimonio non s’ha da fare. Nella conviviale del 3 gennaio c’erano tutti: i “parenti” stretti del “fidanzato” e quelli della “fidanzata”. Un solo slogan: noi ci siamo e siamo contro il fidanzamento del 23 dicembre. Nessuno ha detto, però, cosa vuole fare in attesa del giorno della festa “nuziale” di maggio. Nessuno ha formulato proposte di programmi. Nessuno ha formulato preferenze tra un governo “tecnico” o un governo “politico”. La “pizziata” pare sia servita solo per dire: noi ci siamo. Peccato che il 50% dei presenti erano gli stessi che hanno brindato il 23 dicembre con il probabile candidato sindaco Franco Valenti. Tanti quelli che si sono spacciati per osservatori e così hanno giustificato la loro personale presenza ad entrambe i “ricevimenti” pre-elettorali. Altri invece hanno preferito recitare la parte dei “separati in casa”: al brindisi del 23 dicembre ci è andato il genero ed alla “pizziata” del 3 gennaio ci è andato il suocero. Per par condicio, naturalmente. All’affollatissimo tavolo (si parla di 100-150 presenze) sedevano tutti: da Giovanni Giacone a Nino Cicio, da Paolo D’Antoni a Vincenzo Corsentino, da Pasquale Saladino a Leo Artale, dai ragazzi de Il Movimento a qualche fedelissimo di Tanino Bonifacio, da Michele Ciaccio a Salvatore Nieli, da Peppino Infantino a Lillo Armato. Presenti anche alcuni esponenti non di secondo piano dell’ex zar Santoro. Perfino il direttore de L’Araldo, Joseph Cacioppo, ha timbrato il cartellino delle presenza, anche se in zona cesarini. Quando “l’inviato speciale” de L’Araldo ha chiesto, ad alcuni dei presenti, cosa ne pensavano delle “cartelle pazze” sugli oneri concessori, tutti gli interpellati hanno fatto spallucce. Ed il nome del candidato sindaco? “Sarà la gente a sceglierlo. Noi non abbiamo candidati paracadutati per volontà divina”, è la risposta.

Che prospettive. Che corazzata di volti nuovi. Che aria nuova soffia sul paese del Gattopardo. 

Lettera firmata

                           
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