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Ancora un mese di tempo per lo "spesometro". Proroga al 31 gennaio 2012
Ancora un mese di tempo per lo "spesometro". Proroga al 31 gennaio 2012
admin
admin - martedì, 3 gennaio, 2012
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Ancora un mese di tempo per lo spesometro: slitta al 31 gennaio 2012 il termine per la presentazione della comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini Iva di importo pari o maggiore di 25mila euro.

L'Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento N. 2011/186218, comunica che la nuova scadenza è fissata al 31 gennaio 2012.

La proroga del termine per la comunicazione si è resa indispensabile al fine di consentire i necessari adeguamenti di tipo tecnologico e di superare le difficoltà operative segnalate dai soggetti titolari di partita Iva.

 

Guida allo “spesometro”: soggetti obbligati, elementi da indicare, termini e sanzioni

Il Decreto Legge 78/2010, al fine di individuare la reale capacità contributiva delle persone fisiche e contrastare l'evasione fiscale, ha introdotto l'obbligo di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini IVA, di importo pari o maggiore a 3.000 euro (il cosiddetto “Spesometro").

L'Agenzia delle Entrate con la Circolare 24/E fornisce chiarimenti sulle modalità di applicazione del nuovo adempimento.

          Soggetti obbligati

Sono obbligati alla comunicazione tutti i soggetti passivi IVA che effettuano operazioni:

-         rese a soggetti nei confronti dei quali sono state emesse fatture per operazioni rilevanti ai fini IVA (clienti);

-         ricevute da soggetti titolari di partita IVA, dai quali sono stati effettuati acquisti rilevanti ai fini dell'applicazione dell'imposta (fornitori);

-         rese a soggetti nei confronti dei quali non sono state emesse fatture per operazioni rilevanti ai fini IVA (consumatori finali, tra i quali anche imprenditori e professionisti che hanno acquistato beni e servizi non rientranti nell’attività d’impresa o di lavoro autonomo).

Sono tenuti all'invio dei dati anche i contribuenti in regime di contabilità semplificata, gli enti non commerciali (per le operazioni commerciali o agricole), i non residenti con stabile organizzazione in Italia, i curatori fallimentari e i commissari liquidatori, chi si avvale della dispensa da adempimenti per operazioni esenti (articolo 36-bis del D.P.R. 633/1972), chi applica il regime agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo (articolo 13 della Legge 388/2000).

Oggetto
Devono essere comunicate le seguenti operazioni:

-         imponibili;

-         non imponibili (se si tratta di cessioni all’esportazione, operazioni assimilate e servizi internazionali);

-         esenti (articolo 10 del D.P.R. 633/1972).

Elementi da indicare

La comunicazione, da effettuarsi per via telematica attraverso Fisconline o Entratel oppure avvalendosi degli intermediari abilitati alla trasmissione delle dichiarazioni, deve contenere:

-         la Partita Iva o il Codice Fiscale del cedente/prestatore e del cessionario/committente;

-         l’importo delle operazioni effettuate, evidenziando l’imponibile e l’imposta oppure specificando che si tratta di operazioni non imponibili o esenti.

Termini
Il provvedimento attuativo dell'articolo 21 del D.L.78/2010 stabilisce che devono essere comunicate:

-         entro il 31 ottobre 2011 (prorogato al 31.01.2012), le operazioni di importo pari o superiore ai 25.000 euro al netto dell’IVA rese e ricevute nel periodo d’imposta 2010, limitatamente a quelle per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura;

-         entro il 30 aprile 2012, le operazioni di importo pari o superiore a 3.000 euro, al netto dell’IVA rese e ricevute nel periodo d’imposta 2011, per le quali è previsto l’obbligo di emissione della fattura;

-         entro il 30 aprile 2012, le operazioni di importo pari o superiore a 3.600 euro, al lordo dell’imposta sul valore aggiunto per le quali non è previsto l’obbligo di emissione della fattura, con esclusivo riferimento a quelle rese e ricevute dal primo luglio 2011.

        Sanzioni
L'omessa trasmissione della comunicazione, nonché l'invio della stessa con dati incompleti o non corrispondenti al vero, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da un minimo di 258 euro ad un massimo di 2.065 euro.

                           
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