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Piazza Matteotti ed i salottini privati
Piazza Matteotti ed i salottini privati
Piazza Matteotti ed i salottini privati admin
admin - mercoledì, 21 dicembre, 2011
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di Francesco Sciara

E’ considerato il salotto di città ma, allo stato attuale, non ne ha le vesti. Stiamo parlando di piazza Matteotti, la grande piazza sulla quale si affaccia il Palazzo Filangeri di Cutò, sede del Comune di Santa Margherita di Belìce e del Parco del Gattopardo. “Lu chianu”, come viene storicamente chiamato dai margheritesi, dopo numerosi interventi, da qualche anno, è stato riqualificato. La piazza sul quale si affaccia anche l’antica Palazzata e il Museo della Memoria, ex Chiesa Madre, ha un fascino particolare che si accentua di sera all’accendersi dei lampioni.

Purtroppo, da qualche tempo, questa bella immagine  è vanificata  dall’incuria, dalla sporcizia e dal disordine che regna nella piazza. In attesa della realizzazione del progetto di arredo urbano, che dovrebbe rendere più bello e accogliente questo luogo pubblico e per il quale è prevista una spesa di circa 100 mila euro, nuove “originali” forme di arredamento stanno sorgendo nella piazza. Per libera e spontanea iniziativa privata.

Stiamo parlando di una sorta di “angoli privè” a disposizione di giovani e coppiette che si scambiano tenere effusioni sotto la calda luce gialla dei lampioni. Questi “angoli privè” sono realizzati spostando le panchine in pietra per creare dei comodi salottini. L’unica cosa che manca è un bel tavolinetto dove sistemare le sigarette e appoggiare i cellulari. Il tutto si verifica senza che chi di competenza intervenga per mettere un po’ d’ordine e far rispettare il decoro della piazza. Anzi un simpatico e disponibile assessore, che non citiamo sol perchè confidiamo in suo celere intervento, dopo le nostre segnalazioni, in tono ironico ha risposto: “i giovani e le coppiette vanno lasciate tranquille e poi tutto si sistemerà non appena sarà collocato il nuovo arredo previsto per la piazza”.

Il solerte assessore, del resto, non è insensibile  alle richieste costruttive e si è già attivato, dopo le segnalazioni di un gruppo di giovani ed un intervento su L’Araldo, per cercare di fare ripartire le lancette, ferme da tempo, dell’orologio di Palazzo Filangeri di Cutò.  All’assessore e agli altri amministratori chiediamo di prestare più attenzione al decoro urbano, alla pulizia e all’ordine del centro abitato di un paese che si vanta e si fregia del riconoscimento di città d’arte e turismo e di Città del Gattopardo.

All’assessore e agli amministratori, almeno a quelli più sensibili, chiediamo uno piccolo sforzo, uno scatto d’orgoglio, in questo scorcio di fine legislatura, che metta “qualche pezza” ad un operato deficitario e fallimentare dell’amministrazione di Franco Santoro (anche se i probabili sfidanti si guardano bene dal dirlo. Forse per non minare eventuali future alleanze?).

A loro giriamo delle semplice domande che provengono da tanti cittadini margheritesi. E così difficile far mettere al loro posto le panchine? Costano così tanto due belle piante, magari delle belle stelle di Natale, da collocare dinanzi all’ingresso del Museo della Memoria in sostituzione  delle striminzite piante, o semplicemente steli, che ci sono in questo momento? Perché non vi fate una bella passeggiata in piazza Matteotti, come hanno fatto un gruppo di giovani, per constatare la sporcizia, il degrado e l’incuria che c’è? E’ così difficile riparare la perdita della vasca dalla quale, in alcune occasioni, fuoriesce l’acqua. Abbiamo notato anche che all’interno della vasca ci sono delle grosse pietre. Nessuno ci ha fatto caso? Nessuno ha notato che nella parte sommitale della piazza, nei pressi della scalinata, c’è molto disordine. Certo, attualmente, tutti gli sforzi dell’amministrazione  Santoro sono concentrati sulla collocazione della tanto discussa statua da trentamila euro. Un’opera d’arte in stile moderno, alta 5 metri, realizzata in acciaio a specchio, che dovrà simboleggiare (sic!) la memoria storica di Santa Margherita di Belìce. Già è stato realizzato e piastrellato il cubo di cemento che costituisce il basamento dove collocare il “pupu” da 30 mila euro prelevati dal capitolo degli oneri di urbanizzazione.  A costo zero, o quasi, sono gli interventi segnalati in questo articolo atti a dare un po’ di decoro al salotto buono della città del Gattopardo. Forse per questo nessuno si adopera.

                           
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