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Cartelle pazze: gli impegni di Santoro e Ventimiglia, ed i consigli dell'ex sindaco di Sciacca
Cartelle pazze: gli impegni di Santoro e Ventimiglia, ed i consigli dell'ex sindaco di Sciacca
Cartelle pazze: gli impegni di Santoro e Ventimiglia, ed i consigli dell'ex sindaco di Sciacca admin
admin - giovedì, 29 settembre, 2011
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di Joseph Cacioppo

In cosa incorre il sindaco Franco Santoro, la sua giunta ed il consiglio comunale presieduto da Leo Ventimiglia, per imporre ai margheritesi il pagamento di somme di denaro non dovute attraverso le cosiddette “cartelle pazze”? Nessuno, nel corso del consiglio comunale aperto del 19 luglio scorso, ha posto la semplice domanda,  e nessuno ha dato un chiarimento in merito. Così le “cartelle pazze” non vengono “sgravate” e la Serit può, in qualunque momento, portare a termine l’incarico ricevuto dall’amministrazione Santoro.
“Andate e tranquillizzate i margheritesi” ha esortato “l’arbitro” Leo Ventimiglia,che nel corso dei lavori consiliari è entrato più volte a gamba tesa sui consiglieri comunali di minoranza che chiedevano spiegazioni politiche sull’operato dell’amministrazione Santoro che rischia di danneggiare i margheritesi.  
Il Cucchiara pensiero da ex sindaco. L’ex sindaco di Sciacca, nel ruolo di “portavoce” del sindaco Santoro, ha dovuto rispondere alle domande politiche poste dai consiglieri comunali. E lo ha fatto da perfetto politico: “la collaborazione tra pubblica amministrazione e cittadini avrebbe aiutato a calcolare la superficie ed il volume per la determinazione degli oneri concessori”, sorvolando sulla circostanza che questi dati sono inseriti nelle concessioni edilizie. E malgrado ciò i conteggi riportano dati differenti. Ha invocato “la necessità di una delibera del consiglio comunale che indirizzi sulla circostanza che gli oneri concessori non sono dovuto”. Ma poi ha glissato quando l’ex sindaco Giorgio Mangiaracina gli ha fatto notare che questa delibera già esiste. 
Cucchiara, parlando da ex sindaco, si è permesso alcune licenze poetiche. Rispondendo alla domanda politica del consigliere Salvatore Morreale:  “quella di far pagare ai margheritesi oneri e sanzioni prescritte è un atto dovuto o una scelta politica?”, il “portavoce” di Santoro, Cucchiara, ha chiarito che “se lui fosse sindaco farebbe pagare per non incorrere in eventuali rilievi della Corte dei Conti”; “che non provvederebbe a rimborsare le somme già pagate, anche se non dovute, per non incorrere nei rilievi della Corte dei Conti”. Come dire, pur di salvare la “casta” non avrebbe remore a mettere le mani nelle tasche dei margheritesi.
Poi ha citato due sentenze del Tar (quella riguardante il ricorso di Gallucci e quella di Silvana Crescimanno) non chiarendo abbastanza che la prima si riferisce alla richiesta di sospensiva e non al merito, mentre la seconda non è stata decisa dal CGA per avvenuta prescrizione. Citando poi il parere del CGA del 1997, ha sorvolato sul fatto che esso è stato superato dall’art. 43 legge 166/2002. L’ex sindaco di Sciacca, infine si è guardato bene dal chiarire quali sono i termini di prescrizione delle sanzioni/interesse sul mancato o ritardato pagamento degli oneri concessori. Svista forse non tanto involontaria, dato che il termine di prescrizione di cinque anni rende illeggittime tutte le “cartelle pazze” emessa dall’amministrazione Santoro.
Spese le somme derivanti dal pagamento degli oneri concessori. Ha messo tutti in imbarazzo la domanda del consigliere Michele Ciaccio: “chiedo al sindaco di sapere se le somme incassate dal Comune per oneri concessori sono già state spese oppure sono ancora nelle casse comunali”.
Il più reattivo è stato “l’arbitro” Leo Ventimiglia, il quale non nascondendo la sua irritazione per la domanda avrebbe volentieri passato alla domanda successiva.
Il sindaco Franco Santoro, sprofondando ancora di più nella sua poltrona per rendersi invisibile, ha allargato le braccia e non ha risposto. Nell’imbarazzo generale ha preso la parola il potente capo dell’Ufficio tecnico, ing. Aurelio Lovoy. “Se non ricordo male l’amministrazione di Giorgio Mangiaracina ha utilizzato le somme incassate per oneri concessori per il recupero dell’ex Chiesa Madre, per i lavori di primo stralcio delle urbanizzazioni del piano artigianale di contrada Giacheria e per le urbanizzazioni di contrada Itria. Anche l’amministrazione Santoro ha utilizzato le somme del capitolo dove si riversano gli oneri concessori. Ma sempre per opere di urbanizzazione”.
Sgravio delle “cartelle pazze”. Il sindaco Franco Santoro ha aperto bocca solo per comunicare che ha siglato un accordo con la Serit per “sospendere” la riscossione delle “cartelle pazze”. Incalzato dalle domande del consigliere Paolo D’Antoni il quale ha chiesto “se fossero già state firmate le lettere di sgravio delle cartelle Serit”, chiarendo che “la sospensione è un atto provvisorio mentre lo sgravio è un provvedimento definitivo”, il sindaco non ha risposto e si è limitato a far consegnare ai consiglieri di minoranza una copia dell’accordo siglato con la Serit.
Discrezionalità come sistema.
“La sospensione riguarda tutte le cartelle esattoriali emesse - ha detto il sindaco Santoro. - Per lo sgravio invece bisognerà che gli uffici rivedano le pratiche una per una”. Non sono stati chiariti, però, i criteri che seguirà l’ufficio: se prenderà atto dei conteggi sbagliati, se prenderà atto del termine decennale della prescrizione sugli oneri e quello di cinque anni sulle sanzioni/interessi; se prenderà atto che l’assegnazione del lotto è un diritto di superficie e non un trasferimento di proprietà. Non fissare i criteri significa puntare sulla discrezionalità.
I presenti. Giorgio Mangiaracina nel suo lungo intervento non ha speso una parola sulle “cartelle pazze”. L’ex amministratore Nino Augello, nonchè fedelissino dell’ex candidato sindaco Franco Valenti, non ha preso parola. Assenti tutti i probabili candidati sindaci indicati dal tam tam da bar.
L’eredità per il prossimo sindaco. Nel suo intervento, l’ex sindaco di Sciacca ha chiarito di aver suggerito lui la sospensione della “cartelle pazze” in attesa di proporre appello contro la sentenza del Tar che ha riconosciuto, per una specifica pratica, l’avvenuta prescrizione decennale dell’azione amministrativa tendente a richiedere il pagamento degli oneri concessori per concessioni edilizie rilasciate da oltre dieci anni (le cosiddette “cartelle pazze”).
Visti i tempi della giustizia amministrativa, l’escomatage che il sindaco Franco Santoro vuole attuare è semplice: congelare la questione fino alla fine del suo mandato. Lasciando la grana, da lui innescata, in eredità al  prossimo sindaco.
E lasciando i margheritesi nella confusione più totale: pagare, proporre ricorso entro i termini indicati nella cartelle esattoriali, o non fare niente illudendosi che il sindaco, ed il consiglio comunanle, che hanno eletto si attivino per tutelarli. Dimendicando che, come è emerso nel dibattito consiliare, la “casta” pensa solo a se stessa.
Da parte de L’Araldo una cosa è certa: non parleremo più di “Putin del Belìce” ma di “coniglio mannaro del Belìce”.

                           
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